Domenica, 16 Giugno 2024

Acciaierie d’Italia. Nuova Cigs, vecchi problemi

Nella giornata di oggi si è tenuto l’incontro presso il Ministero del Lavoro, in videoconferenza, fra Acciaierie d’Italia e organizzazioni sindacali per esperire la procedura di esame congiunto sulla richiesta di prosecuzione della cassa integrazione straordinaria che coinvolge 3.000 lavoratori distribuiti in tutti i siti del gruppo.

All’incontro, al quale erano presenti gli Rsu, le strutture territoriali e il nazionale della Fiom, abbiamo posto i seguenti punti all’attenzione dell’azienda e del Ministero:

- la necessità di effettuare concretamente gli investimenti, annunciati ma disattesi, che consentano la risalita produttiva per ridurre il numero dei lavoratori coinvolti dall’ammortizzatore;

- l’urgenza di garantire un’integrazione salariale a lavoratori che per troppo tempo hanno perso reddito a causa del ricorso sistematico alla cassa integrazione;

- la garanzia della maturazione di tutti gli istituti contrattuali durante il ricorso alla cassa integrazione;

- la previsione di una rotazione certa fra tutti i lavoratori per ridurre e distribuire il più possibile l’impatto della cassa integrazione sul salario;

- la comunicazione formale del risultato del percorso di verifica, effettuato dagli ispettori del Ministero del Lavoro circa l’utilizzo della cassa integrazione dal 28 marzo 2022 al 27 marzo 2023, della sussistenza delle reali condizioni che ne hanno motivato il ricorso, degli impegni assunti dall’azienda sul piano degli investimenti industriali al momento della richiesta dell’ammortizzatore.

Sulla scorta delle osservazioni effettuate dalle organizzazioni sindacali l’incontro si è aggiornato al 23 marzo prossimo in modalità mista (in presenza e da remoto) per consentire, la prossima settimana, il confronto fra organizzazioni sindacali e azienda in ogni sito.

È evidente che le previsioni sui volumi produttivi indicate nella procedura, addirittura in riduzione rispetto alla comunicazione precedente (da 16.000 a 11.000 tonnellate al giorno), il previsto funzionamento per soli tre mesi nel 2023 dell’AFO2, l’incertezza degli investimenti sull’AFO5 e di quelli destinati all’immediata risalita produttiva, delineano l’urgenza e la necessità di un confronto che coinvolga oltre al Ministero del Lavoro anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy nella definizione di un piano industriale complessivo di Acciaierie d’Italia.

Ufficio stampa Fiom-Cgil nazionale

Roma, 10 marzo 2023

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