Sabato, 08 Maggio 2021

Marcegaglia: l'azienda senza responsabilità sociale e con i soliti metodi, dagli ammortizzatori sociali è passata alla chiusura degli stabilimenti. Davvero grave quello che è successo a Milano e che purtroppo dovranno pagare i lavoratori nei prossimi mesi

“Con il solito metodo Marcegaglia del ricatto e della divisione sindacale, tra pochi giorni verrà chiuso anche lo stabilimento Buildtech di Sesto San Giovanni-Milano. Per raggiungere l'intesa, l'azienda in tutte queste settimane ha spaventato i lavoratori, facendo balenare la chiusura immediata della fabbrica di viale Sarca, se non si fosse raggiunto l'accordo, ma chiamando addirittura la Uilm, sindacato che non è presente in azienda, che si è prestata, non conoscendo l'azienda a sottoscrivere l'accordo”, così Mirco Rota, segretario generale della Fiom Cgil Lombardia, sull'accordo firmato tra i rappresentanti di Fim Cisl e Uilm con il gruppo guidato da Antonio ed Emma Marcegaglia.

Secondo Rota si tratta di una prospettiva dal fiato corto e penalizzante per i lavoratori: “L'accordo risulta monco, per l'assenza di un piano industriale, che l'azienda non ha né inteso discutere né presentare alle organizzazioni sindacali, che rende debole anche la prosecuzione delle attività produttive e la posizione dello stabilimento di Palazzolo Formigaro (Alessandria)”.

“In questi 2 mesi di incontri, prosegue il segretario dei metalmeccanici lombardi, l'azienda si è limitata a fare calcoli di bottega, ma non ha mai presentato un piano credibile che potesse salvaguardare realmente i lavoratori. L'accordo infatti, non solo non salva i posti di lavoro, non a caso prevede la cassa integrazione eanche la mobilità, ma stabilisce che chi non è d'accordo con lo spostamento, dovrà accettare un incentivo modesto e perdere la propria occupazione: una logica inaccettabile”.

“Non c'è una reale garanzia di ricollocamento dei dipendenti di Sesto San Giovanni negli stabilimenti di Milano, Lecco e Bergamo e i lavori al termine della cassa integrazione saranno costretti a trasferirsi comunque a Palazzolo Formigaro, fino a perdere il proprio posto di lavoro”, continua il segretario delle tute blu lombarde.

“Infine, ribadisce Rota, questo accordo non solo non garantisce posti di lavoro, ma mette in grave difficoltà i lavoratori di Taranto di Marcegaglia Buildtech, in quanto l'azienda prevede di smontare una linea dello stabilimento pugliese, per rimontarla a Palazzolo Formigaro, in un gioco a incastri dove a rimetterci son sempre i lavoratori. L'accordo riesce a sfavorire la realtà di Sesto San Giovanni e a sferrare un colpo pesante alla lotta dei lavoratori di Taranto. Vicenda che conferma le cose che come Fiom affermiamo da tempo, e cioè la difficoltà produttiva e industriale del gruppo, non solo per i problemi del mercato, ma per la debolezza dei propri prodotti e delle proprie produzioni, ma che con la chiusura dello stabilimento scarica sui lavoratori”.

A questo punto, conclude il segretario della Fiom Lombardia, dato che la Marcegaglia Spa non ha dimostrato nessuna volontà di ragionamento con i comuni di Sesto e di Milano, chiediamo alle due amministrazioni un loro intervento, affinché l'area dove sorge lo stabilimento non diventi per la proprietà adesso una ghiotta occasione di speculazione immobiliare, in virtù dello scarso livello di responsabilità sociale che l'azienda ha dimostrato nei confronti del territorio e lo sprezzante atteggiamento verso le istituzioni”.

 

Sesto San Giovanni, 17 giugno 2014

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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