Giovedì, 18 Aprile 2024

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Mirafiori e Pomigliano non si toccano. Meloni chiami Tavares

Il governo ha messo in campo un miliardo di incentivi. Ma l’ad di Stellantis dice che non sono sufficienti e si è perso troppo tempo. Chi ha ragione?

“Il problema è che questo confronto avviene sui giornali e non ad un tavolo di trattative. E’ invece necessario avviare un confronto ai massimi livelli. La Presidente del Consiglio convochi l'amministratore delegato Carlos Tavares e le organizzazioni sindacali per arrivare ad un accordo che metta al centro la produzione di nuovi modelli e l'occupazione. E, data l’importanza della posta in gioco, dovrebbe essere la stessa premier a convocare azienda e sindacati. Non è possibile tollerare che mentre i lavoratori sono in cassa integrazione, arriva attraverso la stampa la notizia di ulteriori tagli, che colpirebbero in particolare gli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori. Oggi a Modena si è svolto un presidio unitario dei lavoratori della Maserati per chiedere certezze sul loro futuro, dal momento che saranno in cassa integrazione per tutto il mese di febbraio e a marzo lavoreranno solo 10 giorni”.


Non ha risposto sugli incentivi del governo?

“E' di quasi un miliardo il fondo stanziato che andrà a tutti coloro che acquistano un’auto, indipendentemente da dove viene prodotta. Si continua a ragionare sulla domanda e non sull’offerta. Occorre invece partire da una politica industriale vera per il Paese che affronti il tema della transizione ecologica del settore automotive”.


Quello di Stellantis è un ricatto?

“Non voglio alimentare polemiche. Ho incontrato Tavares una sola volta e ci ha assicurato che gli impianti italiani non era in discussione. Le notizie che ho letto devono trovare un’immediata smentita. Non possiamo investire nuove risorse pubbliche senza avere garanzie sull’occupazione, la ricerca e lo sviluppo”.


Chi rischia di più. Mirafiori o Pomigliano?

“Mirafiori e Pomigliano non si toccano, devono passare sui nostri corpi”.


Lo Stato farebbe bene a entrare nel capitale come hanno fatto i francesi? Se sì, a quali condizioni?

“Lo abbiamo proposto a suo tempo, quando ci fu il prestito Sace per la fusione. Guarda caso, proprio i 6 miliardi che servirebbero oggi per riequilibrare la governance fra Italia e Francia. Ma non vorrei che questo tema ci distraesse dalla questione che più interessa i lavoratori: la salvaguardia degli organici. Non dimentichiamo che dal 2014 ad oggi sono usciti dagli stabilimenti 11.500 lavoratori, di cui 2800 impiegati nella ricerca e nello sviluppo. Non sono numeri di un’azienda che sta investendo sul suo futuro”.


Siete d’accordo sull’ingresso di un secondo produttore?

E’ finita l’era di Agnelli in cui si diceva che quello che va bene alla Fiat va bene al Paese. Oggi i lavoratori sono in cig e i dividendi degli azionisti crescono”.


Allora è vero che, come dice la premier, c’è un problema riguardo l’italianità di Stellantis?

“E’ una cosa che diciamo da tempo. Ma per anni la politica si è voltata da un’altra parte quando l’azienda spostava la sede in un Paese, quella fiscale in un altro e così via. Spesso fare la polemica sui giornali è più facile che avanzare proposte concrete. Sarebbe ora che la politica passasse dalle parole ai fatti”.


Se Stellantis confermerà i tagli, andrete allo scontro, anche con lo sciopero?

“È Stellantis che aprirebbe uno scontro con i lavoratori perchè significherebbe cancellare l’industria dell’auto nel nostro Paese. Ma non solo: fra Ilva, Piombino e le altre grandi vertenze ancora aperte, sarebbe il segno del declino industriale del nostro Paese. Noi siamo disponibili a lavorare sulla transizione, questa sarebbe la cancellazione industriale”.


Calenda ha accusato la Cgil di essere tiepida nei confronti di Tavares.

“Vorrei ricordare che non sono mai stato nel libro matricole dei dirigenti di Ferrari e non ho mai fatto il Ministro dello Sviluppo economico, nè lavorato per Confindustria. I lavoratori e gli iscritti alla Fiom hanno invece pagato un prezzo importante per salvare l’industria dell’auto. Bisognerebbe avere più rispetto”.

Intervista di Antonio Troise a Michele De Palma pubblicata su Il Quotidiano nazionale del 3 febbraio 2024

 

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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