Giovedì, 02 Febbraio 2023

Fiom Padova e Rovigo - Sicurezza sul lavoro: adesione altissima per gli scioperi nel territorio padovano e rodigino

 

Prima gli scioperi per la morte di Giuliano De Seta, poi la mobilitazione dei lavoratori di Acciaierie Venete dopo l’incidente ad Odolo in vista della manifestazione di sabato 22 a Roma.

“In questo particolare momento di crisi legata alla guerra, alla transizione ecologica, al caro energetico e alla mancanza dei componenti, siamo ancora più preoccupati per le ricadute che questi elementi avranno sulle aziende con i tagli che saranno effettuati sugli investimenti, in particolar modo sulla sicurezza, e prevediamo che la situazione non potrà che peggiorare. Perché l'idea che la sicurezza sia un costo nel nostro Paese è ancora largamente diffusa fra gli imprenditori e nelle aziende e non è stata ancora sconfitta e sostituita dalla cultura in cui il lavoro serve per il progresso collettivo e non solo per il profitto.” sottolineano i segretari generali provinciali di Fiom, Fim e Uilm di Padova e di Rovigo.

In particolar modo nel territorio di Padova e di Rovigo molteplici scioperi sono stati indetti dai metalmeccanici nelle aziende metalmeccaniche con una partecipazione pressoché assoluta degli operai, dopo la morte dello studente veneziano Giuliano Del Seta.  Hanno partecipato Agritalia, R.P.M, Irsap, T.M.B, Inox Tech, Incold, Intrac, Cantieri N. Visentini, Cantieri N. Vittoria, Sicc Tech, GR Motori, Meco, Solmec, Pali Campion nel rodigino e Carel Industries, All.co, ALUMINIUM DIE CASTING, Carraro Drive Tech Italia S.p.A e Carraro S.p.A, Fast, VDZ, Toffac Ingranaggi, Acciaierie d'Italia, Hitachi Energy, PAVAN-GEA S.p.A., Zf, Vdc, Toffac, Parker e Maschio Gaspardo, Dab Pumps nel padovano.

La Fim Cisl, la Fiom Cgil e la Uilm Uil, unitamente alle RSU degli stabilimenti di Acciaierie Venete delle rispettive province, hanno dichiarato 8 ore di sciopero che sono state svolte il 5 e il 7 ottobre 2022 con un’adesione che ha raggiunto picchi del 100%.

Lo sciopero è stato indetto dopo il grave infortunio accaduto nello stabilimento delle Acciaierie Venete di Odolo in provincia di Brescia il 29 settembre, quando un lavoratore è stato travolto da un fascio di barre in acciaio, cadute durante la movimentazione con una calamita. Trasportato con urgenza in ospedale, il lavoratore è attualmente ricoverato presso la struttura in gravi condizioni cliniche. Un altro incidente grave che poteva essere sicuramente evitato, impedendo il transito o la sosta sotto i carichi sospesi.

Ricordiamo purtroppo inoltre che poco più di 4 anni fa, presso lo stabilimento Acciaierie Venete di Padova, ci fu un altro grave incidente nel quale persero la vita 2 lavoratori, Marian Bratu e Sergiu Todita, a seguito della caduta di una siviera carica di materiale incandescente, causata da un cedimento strutturale, processo ancora in svolgimento.

Le 8 ore di fermo produttivo, di riflessione e di protesta, affinché la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori diventi la priorità in ogni ambiente di lavoro, in tutto il Paese, perché non esistono tragiche fatalità.

 “Le condizioni di rischio a cui sono esposti i lavoratori sono sempre più preoccupanti e grava su questa drammatica situazione lo spettro di un futuro fatto di altissimi costi per la produzione che andranno a pesare la mancanza di investimenti sul fronte della sicurezza, uniti a quella che sarà una sicura impennata di chiusure e richieste di cig.” continuano i segretari generali Scarpa, Gazzabin, Crepaldi e Bolognesi “La salute e la sicurezza sono per noi battaglie che non avranno e non devono avere mai fine, meritano tutta l'attenzione necessaria per portare a risultati concreti. Questi scioperi sono necessari perché nel nostro Paese c'è già una guerra in corso da anni che i lavoratori e le lavoratrici combattono quotidianamente nel silenzio di istituzioni e governi e che lascia sul campo 4 morti al giorno. I nostri scioperi continueranno per ogni vittima e finché non si affronteranno concretamente i problemi di come si lavora, le modalità riguardanti i processi produttivi, gli appalti e ogni tipo di precarietà (che significa sfruttamento). La prevenzione fatta di formazione, rispetto delle norme e controlli non basta, se non sono previste sanzioni gravi e se non vengono assunti e schierati in prima linea ispettori adeguatamente formati, in numero sufficiente per il controllo delle imprese in ogni territorio. Ci prepariamo unitariamente per la manifestazione per la sicurezza del 22, consapevoli che l'attuale sistema non funziona e dev'essere radicalmente rivisto.”

Sono previste ulteriori mobilitazioni in vista della manifestazione per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che si terrà a Roma il 22 ottobre 2022.

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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