Giovedì, 12 Dicembre 2019

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Il Brasile sciopera contro l’attacco alle pensioni

Anche in Brasile il 14 giugno c’è stato uno sciopero generale promosso da quasi tutte le centrali sindacali a partire dalla Cut e con una grande partecipazione dei lavoratori. Circa 45 milioni di lavoratori in tutto il paese si sono mobilitati per protestare contro i continui attacchi del governo ai loro diritti.

L'obiettivo dello sciopero generale era fermare una riforma della previdenza e della sicurezza sociale in discussione nella Camera dei deputati, una riforma che significherebbe un secco arretramento degli attuali diritti. Inoltre, gli scioperanti respingono il taglio di bilancio per l'istruzione pubblica e sono contro la privatizzazione di Petrobras.

"Tutti gli affiliati di IndustriAll in Brasile hanno partecipato attivamente alle dimostrazioni. Mentre i media hanno cercato di sminuire e di sabotare lo sciopero, ci sono state pressioni da parte delle aziende (facendo anche leva sui 14 milioni di disoccupati che ci sono in Brasile) e i sindacati dei trasporti che hanno paralizzato il settore sono stati multati. Ma nonostante ciò, lo sciopero ha ricevuto un ampio sostegno popolare e si è svolto in tutti gli stati del paese. È una vittoria e una forte dimostrazione di unità del movimento sindacale, che non vedevamo da tempo", dice Lucineide Varājo, presidente di Cnq/Cut e co-presidente regionale per l'America Latina di IndustriAll.

Il governo di estrema destra di Bolsonaro sta cercando di cancellare l'attuale sistema di pensionamento, che è pubblico e universale. Vogliono cambiarlo in "modello di capitalizzazione individuale", in cui la pensione dipenderà da ciò che gli individui sono stati in grado di risparmiare durante la sua vita lavorativa.

Secondo i lavoratori questo è ingiusto, poiché i periodi di disoccupazione e di lavoro informale rendono difficile risparmiare abbastanza per una pensione dignitosa.

La proposta del governo stabilisce anche la fine del pensionamento di anzianità al raggiungimento degli anni di contributi stabilito dalla attuale legge e fissa un'età minima per la pensione di 65 anni per gli uomini e 62 per le donne. Distrugge il sistema di sicurezza sociale che garantisce assistenza ai lavoratori e alle loro famiglie in caso di episodi di malattia, disabilità o vedovanza.

In una risoluzione di solidarietà con il movimento sindacale brasiliano, il Comitato esecutivo di IndustriALL Global Union ha dichiarato: "I 50 milioni di lavoratori che rappresentiamo esprimono la loro condanna per questi gravi attacchi ai sindacati e riaffermano il loro sostegno totale e illimitato ai loro fratelli e sorelle brasiliani. Inoltre, ci mobiliteremo e saremo attenti in tutti i paesi in cui IndustriALL è presente, per sostenere questo lotta per la giustizia, la democrazia e la libertà".

*Traduzione a cura d ell’Ufficio Internazionale-Europa Fiom

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La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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