Lunedì, 27 Maggio 2024

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Lottare e trattare, sempre. Così abbiamo vinto alla Whirlpool

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Venerdì 24 luglio alla Presidenza del Consiglio firmeremo l'accordo raggiunto il 2 luglio scorso con la Whirlpool: un accordo validato, con il referendum svolto in questi giorni, dalle lavoratrici e dai lavoratori interessati che hanno partecipato, in tutti gli stabilimenti del gruppo, in tantissimi al voto e a grandissima maggioranza si sono espressi a favore dell'intesa.

Sono 6.500 i lavoratori italiani di Whirlpool interessati dall'integrazione tra le fabbriche e tra le funzioni; un'integrazione che coinvolge territori, storie industriali e sindacali tra loro molto diverse, lavoratrici e lavoratori degli stabilimenti e degli uffici storici di Whirlpool e quelli "nuovi" della Indesit, acquisita solo un anno fa dalla multinazionale americana.

Un nuovo gruppo da tutti i punti di vista, quello nato dopo l'acquisizione; l'accordo quadro raggiunto con la Whirlpool definisce il nuovo gruppo nei suoi punti fondamentali – la presenza di due centri direzionali, una missione produttiva per ogni stabilimento, piattaforme, produzioni, volumi produttivi, livelli occupazionali – e afferma un nuovo modello di relazioni sindacali.

Nel corso della trattativa, in una situazione difficile di integrazione tra sovrapposizioni di funzioni e di capacità produttive, non sono stati messi in discussione né in contrapposizione diritti, salario e occupazione.

In questa vertenza, nonostante la crisi e l'emergenza occupazionale che interessa tutte le regioni del nostro paese, è prevalsa la solidarietà tra i territori, tra gli stabilimenti, tra i lavoratori, una solidarietà concreta che parla a tutti e resa possibile dalla nostra pratica democratica.

I lavoratori della Whirlpool, in un clima di allontanamento e sfiducia generale nei confronti delle istituzioni, nella partecipazione alla vita democratica e di astensione diffusa, agiscono il conflitto e difendono democraticamente il loro interesse, partecipano attivamente alle decisioni che li riguardano.

L'accordo scongiura la chiusura di stabilimenti e i licenziamenti; un risultato reso possibile dagli scioperi e dalla mobilitazione dei lavoratori della Whirlpool, fino allo sciopero generale del gruppo e alla manifestazione nazionale svolta a Comerio, sotto gli uffici della direzione generale.

Un accordo conquistato con tenacia da tutta la Fiom che – per impedire le strumentalizzazioni elettorali, le contrapposizioni tra gli stabilimenti e costringere tutti a stare al merito del confronto – ha proseguito da sola, con l'incontro di Firenze, la trattativa riconquistando la centralità del confronto sindacale.

Ci siamo misurati con la capacità industriale e manageriale di un'azienda che abbiamo convinto a rinunciare alle chiusure previste in origine nel suo piano industriale e a individuare nuove soluzioni organizzative, investimenti aggiuntivi e trasferimenti di attività che originariamente non erano stati presi in considerazione dall'azienda.

L'accordo prevede trasferimenti e concentrazioni di produzioni, razionalizzazioni e integrazioni tra le funzioni e tra le piattaforme produttive, salvaguarda l'occupazione in tutti i territori.

Non è stato un equilibrio facile ed è stato possibile grazie alla solidarietà tra i territori, tra gli stabilimenti, tra le lavoratrici e tra i lavoratori.

Per salvaguardare produzioni e occupazione in Campania, la Whirlpool in Lombardia farà un numero di assunzioni inferiore a quanto aveva originariamente previsto ma, comunque, questo nuovo equilibrio rafforza lo stabilimento di Cassinetta a Varese.

Per garantire un futuro e una missione produttiva allo stabilimento di Carinaro, in provincia di Caserta, Whirlpool trasferirà – senza provocare conseguenze occupazionali per quei territori – attività dagli stabilimenti di Varese e di Fabriano.

Per mantenere i livelli occupazionali nell'area campana, Whirlpool realizza 13,5 milioni di euro di investimenti aggiuntivi sugli stabilimenti di Carinaro e Napoli e, nello stesso tempo, parte dei lavoratori di Carinaro saranno trasferiti nello stabilimento di Napoli.

Per consolidare la realtà industriale e direzionale di Fabriano l'accordo conferma la presenza del centro direzionale a Fabriano e la realizzazione di un nuovo stabilimento a Melano.

Con il trasferimento di ramo d'azienda e di tutti i lavoratori, previsto per l'attività logistica di None, in provincia di Torino, per tutti i lavoratori coinvolti sono garantiti il posto di lavoro, il mantenimento dei diritti, del salario e delle condizioni normative di miglior favore.

Per tutti i lavoratori fino a tutto il 2018 c'è l'impegno a non ricorrere unilateralmente a riduzioni di personale.

Le scelte industriali assegnano all'Italia un ruolo strategico nella presenza produttiva di Whirlpool in Europa. Il settore dell'elettrodomestico è secondo per livelli occupazionali dopo l'automotive ed è un settore segnato da ristrutturazioni e riorganizzazioni, per la concorrenza di altri produttori dell'Europa dell'est e asiatici.

L'accordo prevede la realizzazione di oltre il 70% degli investimenti in ricerca e sviluppo nel nostro paese e il mantenimento di oltre il 50% dei lavoratori dei centri di ricerca in Italia; volumi produttivi aggiuntivi, oltre 650mila pezzi all'anno, con il rientro di produzioni dalla Cina, dalla Turchia e dalla Polonia per gli stabilimenti di Siena, Comunanza e Melano.

Questi alcuni dei principali contenuti dell'accordo, a cui si devono aggiungere altri temi fondamentali quali: l'impegno di Whirlpool alla reindustrializzazione dello stabilimento Indesit di Teverola, chiuso da aprile 2014; il ricorso agli ammortizzatori sociali, in primo luogo i contratti di solidarietà; la definizione di un importante sostegno economico attraverso un piano di incentivazioni per accompagnare i lavoratori prossimi alla pensione, quelli interessati alle dimissioni volontarie, ai trasferimenti tra gli stabilimenti o verso altri posti di lavoro.

Le discussioni, le asprezze, le tensioni, le divergenze, le legittime preoccupazioni che sempre accompagnano i lavoratori e i delegati in una vertenza sindacale, e che solo con una faticosa pratica democratica si riescono a portare a sintesi, non emergono – rimangono patrimonio dei diretti protagonisti – ma hanno, di volta in volta, fatto avanzare la trattativa, conquistato nuovo terreno, reso possibili e realizzabili questi contenuti.

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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