Domenica, 05 Aprile 2020

Ferriera Servola Trieste. Rimangono a rischio 400 posti di lavoro

L'incontro in sede ministeriale non cancella le preoccupazioni di Fim Fiom Uilm riguardanti l'area a caldo. Arvedi non esclude l'ipotesi di cessione di una parte dell'area.
Le istituzioni locali non si schierano (ancora) a difesa dei lavoratori.
Rimangono a rischio 400 posti di lavoro

Si è svolto lunedì 10 dicembre 2018 presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico l'incontro richiesto dalle Organizzazioni sindacali rispetto alla situazione della Ferriera Servola Trieste.
Un incontro richiesto da Fim Fiom Uilm alla luce delle recenti dichiarazioni sia da parte dell'Autorità portuale sia della proprietà Arvedi che indicavano una possibile evoluzione rispetto ad una parte rilevante dell'area siderurgica in particolare per quanto riguarda l'area a caldo che coinvolgerebbe circa 400 lavoratori.
Arvedi ha dichiarato che al momento non è giunta all'azienda alcun interesse industriale, anche alla luce di ipotesi di eventuali scenari che si potrebbero determinare in ambito della logistica e che intende continuare sulla base del piano industriale presentato e degli investimenti programmati, tra cui la copertura dei parchi minerari.
Inoltre, per quanto riguarda il rilascio della nuova AIA, l'azienda ha di fatto inviato nella stessa giornata tutte le informazione richieste al Ministero dell'Ambiente, dichiarando inoltre che da qualche tempo le emissioni dello stabilimento sono nel rispetto dei limiti ambientali previsti.

Le dichiarazione dell'azienda non hanno chiarito fino in fondo gli aspetti che nell'area triestina sono oggetto di una possibile evoluzione e che potrebbero mettere a rischio l'area  a caldo con i suoi 400 dipendenti.
Infatti la proprietà - su specifica domanda delle OO.SS.- ha confermato la disponibilità a cedere l'area qualora giungessero delle ipotesi interessanti da parte di nuovi soggetti industriali.
Dichiarazioni che nonostante l'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico lasciano inalterate le preoccupazioni delle OO.SS., visto che dimostrano un comportamento aziendale per nulla coerente con le dichiarazione fatte in ambito locale.
Tutto questo considerando che anche da parte delle istituzioni locali - Regione Friuli Venezia Giulia e Comune di Trieste - in queste settimane non c'è stato nessun tentativo di approfondimento e di chiarimento nei confronti della proprietà, ma solo una presa d'atto di quanto emerso sugli organi di stampa, nonostante tutto questo coinvolga 400 dipendenti in una realtà dove i livelli di disoccupazione hanno raggiunto percentuali preoccupanti.

Come Fim Fiom Uilm, abbiamo pertanto richiesto al Ministero di monitorare l'evolversi di questa situazione sia per quanto riguarda le eventuali scelte dell'Autorità portuale sia per quanto riguarda la proprietà Arvedi e di aggiornare quanto prima il confronto presso la sede ministeriale.

Roma, 11 dicembre 2018

Fim-Fiom-Uilm Nazionali

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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