Venerdì, 03 Dicembre 2021

A Bologna la Fiom fa il pieno con l'86% dei voti

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Centodieci Rsu rinnovate, più di 15.000 lavoratori interessati, 10.000 votanti.... e la Fiom all'86 per cento. Bologna dà lezione di democrazia nelle fabbriche metalmeccaniche e raccoglie un consenso che va ben oltre la “tradizione” di un territorio in da sempre favorevole alla Cgil. Perché quello che a prima vista può sembrare un “vincere facile” è in realtà il frutto di una quotidiana attenzione per la condizione lavorativa in quante più aziende possibile. Che a Bologna sono tante (1.674 nel 2014, 70 in meno sul 2013, causa crisi) e in buona parte piccole o piccolissime (935 sotto i centro addetti) e spesso prive di rappresentanza elettiva.

Dopo il varo del (brutto) Testo unico sulla rappresentanza (gennaio 2014) la Fiom ha deciso di “sfidarlo” avviando una campagna per il rinnovo delle Rsu. A Bologna lo sforzo è stato notevole: da giugno 2014 a oggi si è votato in 110 fabbriche – di tutte le dimensioni – interessando 15.513 lavoratori, 9.976 dei quali hanno votato eleggendo 435 delegati: 380 sono stati eletti nelle liste della Fiom - che ha raccolto 8.576 voti, pari all'86% -, 39 per la Fim, 14 per la Uilm, 2 per altri sindacati. Al di là del dato quantitativo – e della relativa soddisfazione – Alberto Monti, segretario della Fiom bolognese, sottolinea che “si tratta del risultato di un'azione capillare su tutto il territorio, perché noi – a differenza di altri - interveniamo ovunque direttamente, anche dove non ci sono Rsu o nelle piccolissime realtà di 4-5 dipendenti. Anche negli appalti, ricostruendo e rappresentando la condizione di lavoro su tutta la filiera, cosa tanto più importante ora che, con il Jobs Act, ci troveremo di fronte a un aumento esponenziale del lavoro in appalto”. Nelle fabbriche in cui si è votato la Fiom conta 4.925 iscritti, su un totale di 18.838. Un buon numero di delegati eletti sono alla loro prima esperienza, rappresentano un investimento sul futuro e a loro sono dedicati appositi corsi di formazione sindacale.

Naturalmente molte Rsu delle imprese metalmeccaniche bolognesi non sono ancora state rinnovate perché il mandato dura quattro anni, “ma è singolare – rileva Monti – come proprio noi che siamo stati i più critici nei confronti del Testo unico del gennaio 2014, siamo quelli che più lavoriamo per metterne in pratica la parte che prevedeva il rinnovo delle rappresentanze sindacali. E, per quanto ci riguarda, si tratta in tutti i casi di Rsu, non di Rsa.... Magneti Marelli a parte, ovviamente, ma lì è la Fiat che ci impedisce di poter presentare le nostre liste”. Complessivamente, nelle 370 aziende meccaniche bolognesi in cui ci sono delle Rsu, la Fiom conta 7.857 iscritti, con 1.078 delegati e un consenso elettorale dell'85,7%, mediamente un po' inferiore alla media delle rappresentanze rielette nell'ultimo anno. Un segnale di crescita che si nota meglio confrontando il voto azienda per azienda. Ecco alcuni esempi, con la percentuale di voto per la Fiom nell'ultima elezione e in quella precedente (tra parentesi): Laborghini 96% (91,1), Bonfiglioli 100% (89,7), Gd 77,9% (71,1), Metalcastello 96,6% (90,1). Motori Minarelli 81,8 (73,3). Pochissimi i casi di flessione, come alla Caterpillar (dal 93 all'86,5%) o alla Ducati (dal 52 al 49%). In solo sette realtà su 110 la Fiom scende sotto il 50% dei consensi. “Segno che – conclude Monti - il nostro messaggio arriva chiaro e forte e i lavoratori dimostrano di condividerlo: la democrazia è il mezzo indispensabile per garantire la tutela degli interessi di chi lavora, il sindacato esiste se dimostra con la pratica di rappresentare e contrattare la condizione di tutte le forme di lavoro, mettendo i delegati nelle condizioni materiali e culturali di poterlo fare”.

 

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