Martedì, 25 Gennaio 2022

STMicroelectronics: un passo indietro

 
Incontro annuale STMicroelectronics: un passo indietro
In Italia servono investimenti certi per lo sviluppo, non la messa in discussione del poco già deciso. Su Micron servono più trasparenza e maggiore impegno

 

Il 5 giugno 2014 si è svolto l'incontro di informativa annuale tra le OO.SS., il coordinamento delle RSU e la direzione aziendale di STMicroelectronics presso la Confindustria di Monza.
Per la ST erano presenti l'ing. Palella, amministratore delegato ST Italia, l’ing. Antonio Dragotto, l'ing. Caizzone, site manager di Catania, il dott. Prati, capo del personale di ST a Catania, e la dott.ssa Asiaghi, responsabile per le relazioni industriali.
L'azienda ha descritto l’analisi della situazione evidenziata dal I° trimestre 2014 e le sue aspettative per i mesi a venire.
AMS/MEMS e Sensori: l’azienda conferma la crescita in questo settore, pur se con incrementi ridotti (+6-6,5%) rispetto al passato, a causa della maturità dei prodotti e della conseguente pressione sui prezzi. Per migliorare la competitività, si punterà su consumi più ridotti di energia e su nuove applicazioni, come microfoni, sensori ambientali (pressione, umidità, temperatura e luminosità), nuovi sensori per touch screen, micro-attuatori per micro-specchi mobili (per pico-proiettori e riconoscimento del viso), tecnologie piezoelettriche. I sensori, oltre che per le tradizionali applicazioni Consumer, stanno crescendo molto nell’Automotive, mercato più “lento”, ma anche più stabile e capace di offrire buoni margini. Ottimi risultati arrivano anche dalla diagnostica molecolare e dalle altre applicazioni medicali.
IPD/Industrial, Power Conversion e Discreti: molto ben assestati per ciò che riguarda il controllo motore, con miglioramenti legati all’uso di tecnologie IGBT/Carburo di Silicio. Il settore Power Management è in rapida espansione, grazie soprattutto al mercato Mobile, ma anche alla crescita dei Data Center (in questa attività viene consumato il 10% dell’energia usata nell’intero pianeta). Per ciò che riguarda la conversione di energia (Power Conversion), abbiamo ottime tecnologie per i nuovi sistemi di illuminazione, e su questo prevediamo una crescita del 30-35% su base annua; inoltre, le applicazioni Digital Power permettono di costruire sistemi di alimentazione che si adattano alle esigenze dei sistemi su cui funzionano, ottimizzando consumi e disponibilità di energia. Buone prospettive legate a nuovi prodotti come i Power MOSFET SIC con tensioni d’uso fino a 1200V.
Automotive: il mercato dell’elettronica applicata all’auto cresce rapidamente (+ 7% nei prossimi anni), con una crescita più accentuata in Europa (il valore dei semiconduttori presenti su un auto è circa doppio, in Europa e USA, rispetto a Cina/estremo Oriente). I tradizionali settori applicativi riguardano Infotainment (informazioni + intrattenimento), gestione dei parametri del motore, Car Body, Audio, etc.; ma è la sicurezza attiva che dà la maggiore crescita (previsto un +25% su base annua), ed è vicina la presentazione delle prime auto prive di guidatore, completamente automatiche. ST è il primo fornitore del settore auto in Cina.
Per ciò che riguarda il gruppo IBP, in Italia è presente un gruppo della divisone MPD, che, pur con fatturati oggi piccoli, lavora su tecnologie che daranno buone soddisfazioni all’azienda, come per esempio quelle basate sulla Silicon Photonics.
Il sito di Marcianise, dedito alla fabbricazione di smartcard per ogni applicazione, punta su sicurezza e flessibilità e dispone di competenze importanti.
Il dato che emerge dall’esame della situazione di mercato – che registra lo scivolamento di ST al di sotto del 10° posto nel ranking mondiale - e dei diversi gruppi di prodotto, e che preoccupa le organizzazioni sindacali, riguarda l’assenza di forti segni di novità, di sostegno alla Ricerca & Sviluppo, di indirizzi e scelte di qualità che muovano verso l’allargamento del portafoglio prodotti e della base produttiva, e non solo al soddisfacimento dei conti finanziari: se un occhio ai conti va pur dato, non può essere certo solo questo l’elemento-guida per di un’azienda come ST, che invece deve puntare con molta più determinazione su ricerca, innovazione, nuovi prodotti in sempre più campi di applicazione.
Produzioni: vengono confermati, ma spostati avanti nel tempo, i piani di investimento e sviluppo annunciati lo scorso anno.
Ad Agrate aumentano le fette prodotte per il cambio mix di AG8, ora di 6000 fette/settimana, crescerà entro fine anno a circa 7500, resterà stabile attorno alle 7500 fette/sett., mentre per AGM, che nel 2013 faceva circa 5000 fette/settimana, scende fino a 3800-3900; solo a fine anno tornerà a 4000 fette/settimana, integrando la produzione dei microfoni; R2 crescerà dalle 900-1000 fette/sett. fino a circa 2000 a fine 2014, compatibilmente con l’attività del Consorzio.
A Catania, CT 8” vedrà crescere, sempre per cambio mix, la sua capacità dalle attuali 6800 fette/sett. a circa 8000-8500 entro l’anno e a circa 9000 nel II° trimestre 2015 grazie agli investimenti. CT 6” ha una capacità – che resterà per ora costante - di circa 12000 fette/sett. La presenza delle competenze relative al rame – attività legata alle produzioni BCD/MEMS – permetterà di “chiudere il cerchio”, cioè di completare il ciclo produttivo, senza dover far viaggiare le fette fra Catania ed Agrate.
Vengono sostanzialmente confermati gli investimenti previsti (pur con qualche rimodulazione), con 95M$ nel Manufacturing (60M$ in AG8/AGM); in particolare, nel 2014 verranno spesi 80-85M$: ad Agrate (in R2 o in altra area dedicata) su AG8/AGM (33M$, di cui 18M$ per BCD6) e R2 (14M$) e circa 20M$ a Catania; il resto è suddiviso in diversi progetti.
I piani relativi alla trasformazione, a Catania, ad 8” di CT 6” e alla minilinea da 12” in R2 ad Agrate verranno riesaminate dal nuovo “board” ST, che sarà eletto a metà giugno; la direzione conferma che restano comunque scelte di sviluppo fondamentali, che non sono, perciò, in discussione. Ma il fatto preoccupa comunque: perché sottoporre a nuovo esame investimenti già decisi e per i quali avevamo già denunciato il ritardo ed i tempi troppo lunghi di attuazione? Le OOSS ritengono che debbano essere confermati senza esitazioni gli investimenti di mantenimento previsti, e anzi ritengono che vadano attuati con determinazione progetti di investimento che puntino allo sviluppo dei siti produttivi italiani.
Per quel che riguarda Arzano, sono presenti le divisioni APG (con attività in sviluppo), DCG (con un gruppo che lavora sulle tecnologie più avanzate della divisione) e MEMS (con una squadra integrata nel gruppo tecnologie). È attiva una importante integrazione con i centri di ricerca su materiali presenti nel territorio campano.
La direzione ha rifiutato di fare qualsiasi commento in merito all’integrazione – prevista dall’accordo fatto al Ministero del Lavoro il 9 aprile scorso – di 170 lavoratori Micron, affermando, però, che le attività di inserimento in ST si stanno svolgendo come previsto.
La situazione di Micron ha la sua genesi nelle scelte passate di ST, ed è per questo che, se a fine percorso vi saranno persone che non avranno trovato una soluzione ed una collocazione di qualità, ST sarà chiamata alla piena responsabilizzazione. Le OOSS, sulla base degli impegni dichiarati dall’azienda, a più riprese, in sede ministeriale, chiederanno ad ST di fare la parte che le spetta, esigendo che si adoperi per una soluzione positiva per TUTTE le persone di Micron. Questo non rappresenta un “atto di beneficenza” perché queste risorse servono ad St per rilanciare le proprie attività e i propri progetti.
Rispetto alla situazione occupazionale le OOSS ritengono che gli investimenti in risorse umane stiano penalizzando l'occupazione in particolare in alcune sedi, che negli ultimi anni hanno visto una crescita molto modesta.
Fim Fiom e Uilm hanno inoltre chiesto all'azienda se quanto riportato da alcuni quotidiani rispetto all'ingresso del Fondo Strategico Italiano corrisponda a verità: l'azienda ha dichiarato di non poter confermare nulla al momento. Quello che preoccupa le OOSS sono le voci di possibili investimenti stranieri che rischierebbero di far perdere il controllo da parte del governo italiano. Nelle prossime settimane il coordinamento delle Rsu e Fim Fiom e Uilm nazionali elaboreranno un documento che consegneranno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel quale prenderanno posizione rispetto alla possibilità di un cambiamento di azionariato in STM. L’Azienda chiariscono le OO.SS. e il coordinamento sindacale ha bisogno di essere rilanciata attraverso maggiori investimenti, soprattutto alla ricerca e sviluppo, e questo non può che avvenire con il sostegno del governo.

FIM, FIOM, UILM NAZIONALI

Roma, 11 giugno 2014

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