Giovedì, 21 Marzo 2019

Difendere l’occupazione tutelare il lavoro [VOLANTINO]

Presidio unitario dei metalmeccanici al ministero dello sviluppo economico
 
24 settembre 2018 dalle ore 10 alle ore 14
Roma - via Molise
 
Nuovi ammortizzatori sociali da subito per evitare migliaia di licenziamenti
 
Sono 140.000 i lavoratori metalmeccanici coinvolti da situazioni di crisi dei comparti degli elettrodomestici, della siderurgia, dell’ICT e Telecomunicazioni, dell’elettronica,
dell’automotive, con oltre 80.000 lavoratori metalmeccanici interessati dalla Cassa integrazione straordinaria.
Sono ben 144 i tavoli di crisi aziendale dei vari settori aperti al ministero dello Sviluppo al 30 giugno 2018 che riguardano 189.000 lavoratori. 31 aziende hanno cessato
l’attività in Italia per delocalizzare all’estero mettendo a repentaglio oltre 30.000 posti di lavoro. Vi sono inoltre 147 gruppi di imprese interessate da procedure di Amministrazione
straordinaria.

PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE
Il 24 settembre 2018 per migliaia di lavoratrici e di lavoratori - a causa della riduzione della durata, degli importi, della ridefinizione delle causali di ricorso introdotte dal
D.lgs. 148/2015 scadono la cassa integrazione e/o il contratto di solidarietà.
Con la limitazione e la riduzione degli ammortizzatori sociali oggi migliaia di lavoratori di ogni settore produttivo non hanno più una copertura adeguata e non trovano
nelle norme la tutela necessaria a contrastare il licenziamento.
Questi lavoratori lavorano in aziende che non sono riuscite a completare la riorganizzazione o ad uscire da una crisi di mercato o in aziende che hanno cessato l’attività o che
sono coinvolte in procedure di fallimento.
Sono diverse le aziende che il 24 settembre 2018 superano il limite di 36 mesi di CIG e CdS nel quinquennio, in una crisi economica e produttiva che ancora
oggi continua e che ancora interessa centinaia di imprese in ogni regione.
Senza nuove norme la scadenza degli ammortizzatori il 24 settembre del 2018 si tradurrà per migliaia e migliaia di lavoratori in licenziamento o, in alternativa,
in riduzione di salario e diritti con gravissime ripercussioni e conseguenze per l’occupazione in tutto il paese. Per queste ragioni i metalmeccanici chiedono al Governo di
intervenire e unitariamente si mobilitano in ogni territorio scendendo in piazza con delegazioni di lavoratori, a partire da quelli coinvolti nelle crisi e nelle chiusure, con
un presidio sotto il MiSE.
Per contrastare i licenziamenti e rivendicare nei confronti del Governo un intervento in tempi brevi, per ripristinare una copertura degli ammortizzatori sociali che elimini
esclusioni e differenze di trattamento tra i lavoratori dei vari settori e delle diverse aree del paese.
Vanno salvaguardate l’occupazione e la continuità produttiva delle imprese, anche nei casi di fallimento o di procedure concorsuali.

VA ASSICURATA:
• La copertura degli ammortizzatori sociali per poter concludere i processi di riorganizzazione e di ristrutturazione aziendale e le reindustrializzazioni
• Il sostegno alla formazione e agli investimenti innovativi
• Il rilancio di politiche attive efficaci per garantire le ricollocazioni e tutelare l’occupazione

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