Lunedì, 25 Maggio 2020

Althea Italia. Ancora molto da fare per mettere in sicurezza i lavoratori

Si è tenuto il 12 marzo scorso, l’incontro con la direzione aziendale Althea SpA, sull’emergenza Covid-19 e sulle misure di sicurezza adottate per la tutela dei lavoratori.

L’azienda ha comunicato che per quanto riguarda la sede principale sta utilizzando lo smart working e la rotazione in funzione della compatibilità organizzativa.

Per le attività su cliente sta cercando di ridurre al minimo le attività o inserire la rotazione dove possibile, compatibilmente con quanto previsto nei contratti con i clienti, con i quali è in trattativa per provare a ridurre al minimo la presenza.

Per i DPI Althea ha dichiarato che ci sono difficoltà sulle mascherine FFP2 mentre i guanti e i disinfettanti sono già disponibili secondo l’azienda e comunque in arrivo altre forniture. Non ci sono i camici/tute usa e getta.

Per le sedi sta predisponendo turnazioni per evitare l’affollamento dove non è possibile lasciare il posto di lavoro (Vicenza ad esempio è anche numero verde di emergenza). Per Trieste e Gualdo dove si fa produzione stessa ipotesi di turnazione per evitare l’affollamento.

Per gestire la rotazione e i cali di attività l’azienda ha infine comunicato l’utilizzo di ferie e permessi retribuiti maturati.

Come OO.SS. abbiamo sollecitato l’azienda a rispettare integralmente quanto previsto dalla normativa vigente e dai decreti emanati in materia di sicurezza e salute del lavoratore, in particolare da rischio biologico in questa fase di emergenza, sospendendo l’attività dove non è possibile farlo. Dotare i lavoratori di tutti i DPI previsti a seconda dell’attività svolta (anche le tute usa e getta per chi entra in alcuni ambienti) e, in caso non fossero disponibili, di rinviare l’intervento a quando potrà essere fatto in sicurezza. L’azienda deve dotare inoltre tutti i dipendenti di sanificanti gel, mascherine idonee e a norma, guanti etc.

FIM e FIOM hanno invitato l’azienda a non utilizzare le ferie e i permessi dell’anno corrente e a prevedere misure equilibrate nella rotazione e nelle sospensioni dal lavoro in modo da aver distribuito l’onere di questa emergenza in maniera equa tra i lavoratori.

Infine considerate le difficoltà per chi si muove sul territorio viste le chiusure di tutti i punti di ristoro, abbiamo chiesto la possibilità di introdurre ticket o prevedere rimborsi per i pasti.

Il 20 marzo p.v. ci sarà un ulteriore incontro per verificare tutta la situazione e soprattutto la dotazione di tutti i DPI, le turnazioni, lo smart working e la gestione delle ferie e permessi.

Purtroppo abbiamo visto la comunicazione inviata il 14 marzo u.s. a tutti i lavoratori dal titolo “Protocollo condiviso….” Facendo riferimento all’accordo sottoscritto da CGIL-CISL-UIL con il Governo, purtroppo in azienda però le condizioni previste nello stesso accordo non sono ad oggi rispettate, a partire dal mancato coinvolgimento degli RLS nella valutazione del rischio e nell’implementazione delle misure da adottare, compresa la modifica del Documento di Valutazione del Rischio.

Per questo invitiamo tutti i lavoratori a bloccare l’attività qualora non siano nella condizione di operare in sicurezza o non abbiamo le condizioni previste dai decreti sull’emergenza (DPI specifici e distanze di sicurezza) e segnalare immediatamente l’accaduto agli RLS/RSU e alle strutture territoriali. 

 

Fim e Fiom nazionali

Roma, 17 marzo 2020

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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