Martedì, 17 Settembre 2019

Roma, 14 maggio 1999: sì al contratto, no alla guerra

 

Sezione del sito Fiom creata per lo sciopero del 14 maggio 1999

fiomnet

 

 

Una manifestazione imponente, 180.000 metalmeccanici in piazza con uno sciopero che portava a 36 le ore di astensione dal lavoro per questa vertenza contrattuale.  

Dopo questa giornata, invitate dal governo dell’allora presidente del Consiglio Massimo D’Alema e convocati dal ministro del Lavoro Antonio Bassolino, le parti si avvicineranno sempre di più finché l’8 giugno verrà accettata la proposta conclusiva del ministro e firmata l’intesa che chiuderà la vertenza più complessa del decennio.

«180 mila metalmeccanici sfilano a Roma per il contratto. Una grande manifestazione che si concluderà in piazza San Giovanni e che si caratterizza per la significativa presenza di giovani: sono moltissimi, giunti da tutta Italia. Negli slogan si difendino i contenuti della vertenza con il tradizionale spirito battagliero, e si esprime anche la richiesta di pace nei Balcani. Nel corteo i leader della sinistra e anche un ministro, il titolare della Giustizia, Oliviero Diliberto, la cui presenza accenderà vivaci polemiche. D’Alema prende la penna e scrive ai segretari generali di Fim, Fiom, Uilm: il contratto si farà.» (Metalmeccanici, pag. 86)

«Questa grande manifestazione sia in grado di testimoniare della volontà, della forza, della determinatezza dei lavoratori e delle lavoratrici metalmeccaniche per la realizzazione del contratto. (…)

 

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Salutiamo i lavoratori di Bassano del Grappa che sono arrivati con un pullman alle 4 di questa mattina; anzi alle 3. I metalmeccanici sono sempre alle prese con le questioni dell'orario; dei treni, dei pullman o di lavoro che è più complicato. (…) Al presidente Ciampi, ovviamente, un augurio di buon lavoro; ma se vuole cominciare bene butti un occhio su questa vicenda del contratto nazionale dei metalmeccanici. (…) La partecipazione a questa enorme partecipazione è altissima. Sono ancora in arrivo tre treni, sono centinaia i pullman bloccati sulla tangenziale e l'anulare. Noi siamo convinti che questa grande manifestazione oramai ha oltrepassato di parecchio l'obiettivo che ci eravamo posti. E a me viene da fare una considerazione: noi abbiamo richiesto 87.000 per il recupero salariale, ebbene i metalmeccanici in piazza San Giovanni sono esattamente il doppio: 174.000 e come le 87.000 non sono trattabili.» (Gino Mazzone, responsabile organizzativo Fiom-Cgil, dal palco di piazza S. Giovanni)

 

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«È una manifestazione bellissima soprattutto perché sono venuti moltissimi giovani, uomini e donne, modificando la fisionomia fondamentale delle grandi manifestazioni metalmeccaniche. Giovani in grande maggioranza e meno giovani che combattono per gli stessi obiettivi. (…)

Il contratto è importante perché è diventato ancora di più l’unica garanzia essenziale per tutti i lavoratori italiani, siano essi al Nord al Sud, al Centro. Perdere il contratto vorrebbe dire perdere la fisionomia stessa di un sindacato dei lavoratori. La Federmeccanica gioca a liquidare il contratto e qualsiasi forma di contrattazione, per questo il contratto è così importante anche sul piano politico, perché deciderà dei diritti e delle possibilità di contrattazione per tutto il futuro.

Noi chiediamo al governo di intervenire e di chiarire la sua posizione perché, come il governo sa, il contratto dei meccanici è dentro il Protocollo del 23 luglio 1993 e del Patto di Natale e quindi ne è una parte integrante, senza il contratto dei meccanici cadrebbe anche la concertazione in Italia.» (Claudio Sabattini, segretario generale della Fiom, intervistato in piazza S. Giovanni)

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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