Giovedì, 02 Aprile 2020

Appalti pubblici e call center: cosa cambia con la nuova legge delega

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Il 16 marzo si è svolto, presso la Fiom nazionale, un seminario sul tema degli appalti, con particolare riferimento alla riforma degli appalti pubblici, cui hanno partecipato, oltre ad alcune strutture territoriali e alla Cgil nazionale, delegate e delegati di aziende che operano nel settore global service e nei contact center.

Il seminario si poneva l'obiettivo discutere del decreto legislativo per l'attuazione delle direttive europee 2014/23, 2014/24 e 2014/25 approvato dal Senato della Repubblica in data 14 gennaio 2016 e sul nuovo codice degli appalti approvato dal cdm il 3 marzo 2016, ma è stato anche un'occasione di scambio e condivisione di esperienze e pratiche contrattuali sugli appalti a tutti i livelli.

E' stata data anche un'informativa sullo stato della trattativa sul CCNL Federmeccanica e Assistal confermando che tuttora permangono grandi distanze tra quanto chiesto dalla Fiom nella sua piattaforma, e la posizione delle controparti. Sul tema degli appalti la Fiom punta ad una riduzione e a un controllo maggiore sulle attività appaltabili, su una responsabilità in solido dell'appaltante sulla filiera e sul mantenimento dell'occupazione nel cambio appalto che garantisca anche il mantenimento di tutti i trattamenti economici e normativi acquisiti; le controparti vorrebbero, di contro, eliminare gli unici vincoli che sono previsti dal CCNL rispetto alla possibilità di appaltare lavori direttamente pertinenti le attività di trasformazione proprie dell’azienda stessa e vorrebbero inserire clausole sociali solo se obbligati dai bandi pubblici, ed esclusivamente per attività di manutenzione di impianti tecnologici. Per il resto, al momento, non c'è alcuna disponibilità. E' evidente che questa posizione, unitamente a quanto espresso per tanti altri punti della piattaforma, tra cui salario e orari, se confermata nell'incontro che dovrà avvenire tra i segretari nazionali di Fim Fiom e Uilm con i presidenti di Federmeccanica ed Assistal, porterà i metalmeccanici a proclamare unitariamente delle iniziative di mobilitazione entro aprile.

Durante il seminario si è anche discusso del protocollo sottoscritto da Fim, Fiom e Uilm con la regione Lazio sul cambio appalto multiservizio tecnologico e fornitori dei vettori energetici agli immobili in proprietà o nella disponibilità delle aziende sanitarie della regione Lazio: tale accordo prevede la salvaguardia dell'occupazione e delle professionalità nei cambi d'appalto. Il protocollo è un esempio di come si può agire anche a livello regionale per salvaguardare l'occupazione negli appalti pubblici: come Fiom stiamo cercando di fare in modo che questi esempi si moltiplichino anche in altre regioni.

La Cgil, nella Carta dei diritti universali del lavoro, fa proposte in tema di appalti in ben quattro capitoli: l'88, l'89, il 90 e il 91. A partire dalle prossime settimane inizierà la raccolta delle firme per una proposta di legge di iniziativa popolare e per alcuni quesiti referendari.

Sugli appalti si è quindi aperta una stagione di vertenzialità a tutti i livelli: è importante che ci sia un filo conduttore tra tutte le iniziative in corso ed è auspicabile una condivisione e circolarità delle buone pratiche.

I materiali dell'iniziativa sono disponibili in allegato: non appena ci saranno novità rilevanti sul fronte legislativo, contrattuale o confederale si terrà un'altra riunione a livello nazionale.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 22 marzo 2016

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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