Sabato, 23 Novembre 2019

Alpitel. Incontro con la nuova proprietà. Valutazione non del tutto positiva

Nella giornata di venerdì 4 ottobre, si è riunito il coordinamento nazionale del gruppo Alpitel, presso l'Assistal di Milano, alla presenza del nuovo gruppo societario della PSC che ha rilevato il 100% dell’Azienda, nelle persone del Dott. Toscano, nella sua qualità di attuale amministratore unico di Alpitel spa, la dott.ssa Ercole, nella sua qualità di responsabile HR del gruppo Psc, dell’avvocato Neri, attuale vicepresidente di PSC e la dott.ssa Anfossi quale referente Hr gruppo Alpitel spa; padrone di casa il Dottor Antonio Pozzoli, Vicedirettore di Assistal.

La nuova proprietà ha relazionato in merito alle scelte che hanno portato il gruppo PSC ad acquisire Alpitel spa, dettate da una visione industriale che mira a creare un’offerta completa nel campo dell’installazione impianti, con un gruppo che con la recente acquisizione conta 1.200 dipendenti in Italia.

PSC oggi è presente nel mercato nazionale ed internazionale con business unit specializzate nel campo del navale, del ferroviario, dell’elettronica e dell'antincendio, e l'acquisizione di Alpitel permette di creare una divisione produttiva specializzata nel campo delle telecomunicazioni, in una strategia complessiva che ha come obiettivo quello di proporre al mercato soluzioni integrate tali da rendere il gruppo un player unico sul territorio nazionale.

Per riuscire in questo intento, occorrerà partire dalla valorizzazione del patrimonio tecnico e umano presente oggi in Alpitel, attraverso un percorso progressivo di integrazione con le altre business unit del gruppo.

Le condizioni economico/finanziarie nelle quali versa la Alpitel spa sono tali da richiedere al nuovo azionista di riferimento di effettuare un’immediata ricapitalizzazione, al fine di generare la liquidità necessaria.

Si pone, quindi, l’esigenza di una profonda riflessione in merito all'attuale organizzazione circa l’ottimizzazione dei processi interni, l’analisi approfondita del rapporto tra diretti ed indiretti nonché sulle attività esternalizzate (spesso remunerative ad appannaggio dei sub fornitori) ed infine sull'abbattimento degli sprechi partendo dalla razionalizzazione e dall’accorpamento delle sedi Alpitel (14) e PSC (8) oggi presenti in Italia.

Tutte queste azioni saranno necessarie al fine di riequilibrare una società fragile dal punto di vista finanziario - tanto che anche il 2019 si chiuderà con una perdita paragonabile al 2018 - e predisporre una serie di azioni sinergiche al fine di permettere al gruppo Alpitel di tornare a generare utili a medio termine.

Tutte le azioni sopra illustrate saranno presenti nel nuovo Piano Industriale che è in costruzione e verrà presentato in sede di Coordinamento nelle prossime settimane (nei prossimi giorni sarà indicata una data di massima per la riconvocazione del CSN).

Infatti, sono in corso una serie di approfondimenti necessari a comprendere come e in che tempi effettuare azioni e scelte coerenti e consequenziali agli obiettivi prefissati.

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Terminata l’esposizione da parte degli interlocutori aziendali presenti al tavolo, le organizzazioni sindacali hanno posto l’accento su una serie di criticità relative a quanto esposto, a partire dai livelli occupazionali fino ad arrivare agli aspetti prettamente economico salariali derivanti dalla contrattazione integrativa, anche alla luce della comunicazione della sospensione momentanea ed unilaterale dell’intesa sullo smart working.

In particolare, per quel che riguarda la salvaguardia dell’occupazione, la nostra valutazione - necessariamente preliminare - non può essere del tutto positiva:

- da un lato la conferma dell’apparato diretto e produttivo ritenuta strategica raccoglie la nostra soddisfazione, poiché si prevede un ampliamento nel breve medio periodo dello stesso, anche attraverso la riconferma di una importante fetta dei contratti a termine;

- per contro, perplessità, criticità e preoccupazione per quel che riguarda il personale indiretto.

Citando testualmente:

“non è possibile garantire in linea teorica che non ci saranno riduzioni di personale” e che “ogni azione che metteremo in campo su questo tema sarà il più possibilmente indolore e oggetto di confronto” sono affermazioni che non possono essere non valutate attentamente consapevoli che la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali è senza alcun dubbio una priorità per tutto il coordinamento sindacale che vigilerà a tutti i livelli sin dalla convocazione delle prossima tornata di assemblee informative.

Altra possibile criticità ravvisata è quella relativa all’annunciata e armonizzazione dei trattamenti economici tra il personale PSC e quello Alpitel, anche alla luce dell’importante contrattazione integrativa presente nel gruppo.

Noi riteniamo che il modello di relazioni sindacali che ha permesso di gestire con responsabilità ed intelligenza le molteplici situazioni affrontate in questi anni nel gruppo Alpitel sia un valore, anche ma non solo economico, dal quale non si può e non si deve prescindere.

Abbiamo ribadito che non siamo soggetti che si sottraggono alle sfide, tutt’altro; la storia insegna che siamo stati in grado di gestire e fornire alternative credibili e strutturali che hanno permesso sia all’azienda sia ai lavoratori di essere tutelati e valorizzati, ed anche in questa occasione siamo certi di poter rappresentare il valore aggiunto dei dipendenti Alpitel, nel rispetto dei ruoli e degli ambiti reciproci di competenza.

Nei prossimi giorni saranno programmate le Assemblee informative in tutti i siti Alpitel spa al fine di relazionale in modo puntuale tutti i lavoratori, anche al fine di avere un confronto sui temi affrontati e riportare in modo puntuale le loro istanze al prossimo incontro avente ad oggetto il futuro piano industriale della nuova PSC-ALPITEL.

Coordinamento delle RSU

FIM-FIOM nazionali e territoriali

Roma, 7 ottobre 2019

 

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La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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