Martedì, 19 Marzo 2019

Alpitel. Preoccupazione per le sorti dell’azienda

Nel pomeriggio del 9 gennaio, presso la sede di Assistal a Milano, si è svolto l’incontro di coordinamento ALPITEL, alla presenza delle RSU e delle strutture territoriali FIM-CISL e FIOM-CGIL.

Nel corso della riunione l’azienda ci ha fornito un primo resoconto, tutt’altro che esaltante, delle attività e delle risultanze inerenti al 2018 ed al contempo ha delineato le prime azioni da porre in atto per il 2019.

 In sintesi:

1 - ANDAMENTO E RISULTATI 2018

Il bilancio consuntivo dello scorso anno presenterà una perdita consistente che sarà resa nota nelle prossime settimane ed oggetto di discussione ed approfondimento in sede di CSN, anche per le conseguenze dirette sul premio di risultato previsto dall’integrativo.

Secondo quanto delineato da ALPITEL le principali cause che porteranno ad un risultato di esercizio negativo sono ascrivibili a:

- massicci investimenti

in corso d’anno l’azienda ha effettuato forti investimenti che dispiegheranno i propri effetti ben oltre la singola annualità, ma che hanno gravato sul singolo bilancio;

- contrazione del fatturato

rispetto a quanto preventivato a budget il fatturato si attesta intorno a € 120 milioni, in contrazione rispetto alle previsioni per il 2018 stimate ad inizio anno a € 160 milioni;

- “contrattone” TIM

la cui definizione ha imposto all’azienda l’applicazione di uno sconto retroattivo pari a 3 anni;

- open fyber

pesanti difficoltà burocratiche nell’ottenere la fatturazione dei lavori svolti in tempi congrui;

- errori e ritardi di fatturazione

dovuti ad un’organizzazione interna da rivedere e perfezionare

- fisiologico calo di produttività

a seguito del massiccio utilizzo di personale assunto a tempo determinato con necessità di essere adeguatamente affiancato e formato, aggravata dalla presenza di sub-appalti “fidelizzati” che in talune aree geografiche lavorano oramai alla pari, in termini di volumi, ma non di costi, con ALPITEL.

Da precisare che su quest’ultimo punto ALPITEL ha evidenziato un forte recupero dell’indice di produttività, nella seconda parte dell’anno, riconoscendo impegno e dedizione da parte dei propri lavoratori.

Gli interventi dei delegati e delle strutture sindacali hanno messo in luce l’esigenza di un’accelerazione, concreta e decisa, del piano di riorganizzazione interna presentato dall’AD Carlotto nel corso della precedente riunione di coordinamento.

Da una rapida e funzionale revisione dell’organizzazione delle attività, condivisa ed applicata lungo la catena organizzativa aziendale, possono derivare immediati benefici organizzativi e di conseguenza anche finanziari.

Pertanto, il CSN, solleciterà l’azienda in tutte le occasioni di confronto, anche e soprattutto a tutela dell’esigibilità delle intese sindacali contenute nella contrattazione integrativa.

 

2 - PROSPETTIVE 2019

La definizione del “contrattone” TIM ha registrato la presenza di ALPITEL in tutti i territori presidiati, pur con un ridimensionamento delle attività, in particolari nei territori di Frosinone e Torino.

Per quanto concerne Open fyber l’azienda conferma la propria presenza in aree territoriali in diverse importanti regioni; confermati i livelli di attività con Fastweb e sul Radio mobile.

Oltre a proseguire con decisione l’attività di riorganizzazione interna, in corso d’anno sono previsti investimenti informatici e di carattere formativo per il personale, al fine di cogliere l’obiettivo di un contenimento dei costi e di un incremento della produttività.

 

3 - OCCUPAZIONE

ALPITEL occupa 660 dipendenti, di cui 134 a tempo determinato.

A differenza di quanto avviene in altre aziende del settore, per ora, non si registrano problematiche connesse al DL dignità (causali), anche se il grosso delle scadenze dei contratti in essere è previsto per la prossima estate.

Terminata la fase di forte incremento occupazionale che si è registrata negli anni scorsi occorre stabilizzare la manodopera presente in azienda e pertanto il CSN ha chiesto un monitoraggio costante del bacino di manodopera “a termine” sin dal prossimo incontro.

Nonostante il calo di fatturato registrato lo scorso anno e le non esaltanti prospettive per il 2019, i livelli occupazionali non subiranno scossoni anche grazie ai seguenti interventi:

- riduzione delle attività dei subappalti;

- riqualificazione formativa del personale nelle aree in cui si sono registrate le maggiori contrazioni di contratti;

- apertura di una procedura di NASpI per l’accompagnamento alla pensione del personale interessato.

 

4 - NASpI

ALPITEL ci ha delineato la prossima apertura di una procedura di NASpI principalmente pensata come scivolo pensionistico per le persone interessate, ma aperta anche su base volontaria con il principio della non opposizione al licenziamento.

Alla luce delle novità che potranno essere introdotte dall’applicazione della legge di bilancio 2019 (quota 100) abbiamo chiesto all’azienda di aggiornare il confronto su questo tema al prossimo 29 gennaio, in modo da poter esaminare il DL attuativo annunciato per la prossima settimana.

Convenendo su questa modalità, l’azienda ha avanzato le seguenti proposte:

- apertura della procedura nel mese di febbraio e conclusione della stessa il 31 dicembre 2019;

- integrazione del trattamento di NASpI per il personale che attraverso i 2 anni di NASpI raggiungerà la pensione (sulla scorta degli importi erogati nel 2014);

- incentivo all’esodo (da quantificare in sede di negoziato) per il personale volontario che non raggiunge i requisiti per il pensionamento.

Al fine di individuare la possibile platea di personale interessato si è convenuto di effettuare le assemblee informative in ogni territorio entro fine mese.

 

CONCLUSIONI

Fermo restando l’apprezzamento per le modalità di confronto poste in essere da ALPITEL e da ASSISTAL, funzionali e trasparenti, il CSN non può esimersi dall’esprimere la propria preoccupazione per le sorti di un’azienda che, nonostante gli sforzi effettuati in tema di disponibilità e flessibilità lavorativa (l’integrativo ultimo va in questa direzione) da anni non produce profitti.

Convinti che non possano essere i lavoratori a pagare ulteriormente dazio (specie per quel che riguarda il premio di risultato) il coordinamento sollecita l’azienda ha intraprendere con decisione l’annunciata via della riorganizzazione interna ed è impegnato altresì nel monitoraggio e nel processo di stabilizzazione del personale assunto con contratto a tempo determinato.


Roma, lì 10/01/2019

 

Il Coordinamento Sindacale Nazionale RSU ALPITEL

FIM-CISL , FIOM-CGIL

 

 

 

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