Martedì, 07 Dicembre 2021

Gepin. Le denunce dei lavoratori e della Fiom confermate dagli arresti della scorsa settimana

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La scorsa settimana, la Procura della Repubblica di Roma ha disposto l'arresto del presidente del Gruppo Gepin – società informatica che lavora soprattutto con la pubblica amministrazione – e di altri tre componenti del management di Getek, società collegata al gruppo, fallita nel 2012 e negli ultimi anni affidata ad un noto prestanome, deceduto nel 2013 all'età di 100 anni, risultato essere rappresentante legale in oltre 280 società.

I provvedimenti sono stati presi dopo che dalle investigazioni condotte dal nucleo di polizia tributaria di Roma hanno rilevato varie operazioni societarie, condotte a solo scopo fraudolento, che hanno consentito nel corso del tempo di far trasmigrare verso quelle che di volta in volta divenivano le good company tutte le commesse utili e parte del personale, lasciando nelle bad company le passività verso i fornitori, un'enorme mole di debiti tributari e soprattutto centinaia di lavoratrici e lavoratori che negli anni sono stati prima espulsi dal ciclo produttivo e quindi licenziati.

La Fiom e alcuni delegati sindacali delle società del gruppo Gepin hanno a lungo denunciato alle istituzioni coinvolte nelle trattative sindacali l'anomalia di un gruppo societario che, mentre per anni ha drasticamente ridotto la propria forza lavoro attraverso un massiccio utilizzo di ammortizzatori sociali e licenziamenti, ha nel contempo agito con ristrutturazioni e riorganizzazioni societarie le cui finalità sono apparse sempre più evidentemente finalizzate agli scopi per i quali si è giunti agli arresti di queste ultime ore. Evidentemente, però, le nostre denunce ai tavoli istituzionali sono rimaste inascoltate, in quanto per anni le società del Gruppo Gepin hanno ricevuto commesse legate alla pubblica amministrazione - vedi Poste Italiane e Sogei fino al servizio di call center del ministero del Lavoro e, più recentemente, l'acquisizione di Retitalia, società in house dell'Istituto del commercio estero, controllato al 100% dal ministero dello Sviluppo economico.

Oggi, se l'azione penale sta avendo finalmente corso lo si deve anche alla tenacia e al desiderio di giustizia di un gruppo di lavoratori della sede di Roma della Getek srl, licenziati poco prima del fallimento della società e da allora impegnati a denunciare in maniera puntuale e documentata le pratiche illecite messe in atto in questi anni dai responsabili del gruppo Gepin.

La Fiom si costituirà parte civile insieme a tutti i lavoratori delle società del gruppo che decideranno di chiedere i danni economici e morali subiti nel corso di questa triste ed emblematica vicenda.

Inoltre, come Fiom abbiamo richiesto un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico per avviare un confronto volto a garantire la continuità occupazionale per tutte le lavoratrici e i lavoratori ancora in forza nelle società del gruppo Gepin.

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 2 marzo 2015

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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