Sabato, 25 Settembre 2021

DDway: Fiom, Fim. Cigs: stato dei fatti

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Il 4 Luglio scorso si sono tenute le assemblee dei lavoratori di DDway in previsione dell'incontro al Ministero del Lavoro di mercoledì 9 Luglio che inaugurerà l'ultima fase della procedura di mobilità aperta dall'Azienda lo scorso Maggio. Ricordiamo che la procedura si chiuderà a fine Luglio e che, in caso di mancato accordo tra le parti, l'Azienda potrà procedere con il licenziamento dei 149 esuberi dichiarati seguendo i criteri previsti dalla legge (esigenze tecnico organizzative, anzianità aziendale e carichi famigliari).

Premesso che:
- l'attuale procedura è stata originata dalla cessione delle attività italiane della CSC Italia al gruppo Dedagroup, cessione avvenuta a Novembre 2012
- la cessione, che non ha rappresentato alcun esborso economico per Dedagroup ma che è stata accompagnata da un sostanzioso contributo versato da CSC al gruppo Deda, ha interessato 950 persone circa e attività per quasi 70 milioni di euro
- il piano industriale presentato da Dedagroup nel 2013 prevede una crescita complessiva del gruppo nel prossimo quadriennio sia in termini di posti di lavoro che di fatturato e di margine

- le uniche azioni di rilancio che ci risulta siano state messe in atto ad oggi sono le due procedure di mobilità richieste e che hanno già portato all'uscita di circa 160 lavoratori il mandato che le assemblee, alle quali ricordiamo hanno partecipato numerosi colleghi attualmente impegnati in attività lavorative, hanno dato alla delegazione sindacale è chiaro:
- ottenere un piano concreto in grado di garantire a tutti i lavoratori di DDway il tempo e la formazione necessari per (ri)qualificarsi sulle tematiche più richieste dal mercato preservando il proprio posto di lavoro e trovarsi così nelle migliori condizioni per essere reimpiegati in altri ruoli all'interno del gruppo Deda
- garantire un percorso (formazione e incentivo economico) tale da permettere, a chi lo desideri, di intraprendere esperienze professionali all'esterno del gruppo Deda Auspichiamo che il Ministero del Lavoro, in virtù del proprio ruolo istituzionale, riesca ad esercitare le pressioni necessarie per portare l'Azienda da una posizione di forte chiusura ad una di apertura al confronto. Confronto che, ci auguriamo, possa individuare le soluzioni in grado di difendere i livelli occupazionali affrontando, così, alla radice l'attuale situazione di difficoltà del mercato IT in generale e di DDway in particolare. Giorno dopo giorno, infatti, quella che era stata presentata come un'operazione industriale si sta mostrando essere sempre più un'operazione finanziaria volta, da un lato ad acquisire competenze (persone e soluzioni) leader nel proprio settore di mercato, dall'altro al semplice mantenimento delle restanti attività dismettendo tutto ciò che, di volta in volta, o viene ritenuto di scarso interesse o non si è riusciti a mantenere (vedi i recenti casi di gare perse presso clienti “storici”).
L'assenza di un reale piano di sviluppo delle competenze e di soluzioni tecnologiche innovative, insieme al mantenimento del “vecchio” modello di business, non rappresentano, allo stato attuale, una garanzia per il futuro di tutti i lavoratori di DDway. Per questo, qualora l'Azienda dovesse continuare a non fornire risposte concrete alle nostre richieste, saremo costretti a dare “al caso DDway” la giusta attenzione mediatica con manifestazioni presso le opportune sedi istituzionali delle principali città in cui DDway è presente, Trento inclusa.

 

Rsu DDway

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La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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