Sabato, 31 Ottobre 2020

Data Management: l'accordo e i firmatari “precoci”

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Con la firma del contratto integrativo, si è chiusa una fase molto difficile, partita con la disdetta di tutta la contrattazione da parte dell'azienda. Un atto grave che è in parte risanato. Con l’accordo, si sono escluse anche alcune ulteriori forzature che l'azienda voleva fare sul CCNL (vedi trasferte, banca ore, straordinario etc.), altro che “riveder le stelle” come dicono i “firmatari precoci”.

La firma è arrivata dopo che FIM e UILM avevano siglato precocemente un testo con contenuti decisamente peggiori (4 giugno u.s.) che noi non abbiamo firmato e sul quale abbiamo preso una posizione chiara nei confronti dell'azienda, resa pubblica con il comunicato sindacale e presentata successivamente in tutte le assemblee.

Proprio le assemblee organizzate per far approvare il testo non unitario del 4 giugno, sono diventate invece fondamentali per respingerlo e far riaprire la trattativa (già dalla prima assemblea di Napoli, i firmatari precoci hanno capito l'errore fatto e la bocciatura da parte dei lavoratori).

Per ricostruire le cose fedelmente, basta guardare ai fatti senza inventare nulla: basta prendere i testi del 4 e del 9 giugno e confrontarli. I miglioramenti sono evidenti e alla luce del sole, più forti di qualsiasi “ricostruzione” da parte di chi, non contento di aver fatto già rischiare ai lavoratori un accordo peggiore, adesso attacca la FIOM raccontando cose mai avvenute e omettendo invece quelle accadute.

Infatti il testo siglato dalla FIOM conteneva la tutela della malattia che poi, dopo l'intervento di FIM e UILM, è diventata una lettera dell'azienda. Così una tutela conquistata è diventata una lettera perché qualcuno non ha voluto in un accordo il miglioramento del Contratto nazionale separato (nell'ultimo CCNL FIM e UILM hanno accettato la riduzione del pagamento della malattia, fino alla sua cancellazione dal 5 evento). Poiché non volevano che si potesse dire di aver migliorato il CCNL, hanno pensato bene di farlo togliere, rendendo però più debole il diritto dei lavoratori.

Ciò è avvenuto anche su una parte importantissima della trattativa: il 3° elemento e l'EDR. Invece di pretendere una forma coerente con gli accordi, i firmatari precoci hanno accettato una mail non firmata dell'azienda. Ovviamente l'azienda ha tentato di trincerarsi dietro l'accettazione di FIM e UILM, per non modificare più nulla. Quando la FIOM ha comunicato che non avrebbe più firmato l'accordo, l'azienda ha accettato di firmare e modificare la mail.

Come FIOM, malgrado la contrarietà e l'irritazione per quanto fatto da FIM e UILM, avevamo deciso di passarci sopra e concentrarci sui problemi dei lavoratori (i superminimi assorbiti e le prospettive), le inesattezze, le omissioni ma soprattutto un attacco incomprensibile, alla luce delle assemblee unitarie tenute, ci hanno convinto del contrario.

Diciamo sin da subito però che non risponderemo a nessuna ulteriore comunicazione poiché non è nostra intenzione continuare. Le lavoratrici e i lavoratori, le RSU e la stessa azienda sanno come sono andate le cose, non riteniamo quindi in nessun modo ritornare sulla cosa e alimentare una polemica che serve solo a fare fumo e a nascondere la realtà.

Le nostre energie le dedicheremo esclusivamente alla risoluzione dei problemi.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 19 giugno 2015

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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