Venerdì, 03 Febbraio 2023

Leonardo Divisione Aerostrutture. La ripresa industriale inizia a vedersi, ora servono scelte e investimenti importanti

Nella giornata del 30 novembre si è tenuto l’incontro della Divisione Aerostrutture di Leonardo alla presenza delle Direzioni Corporate e di Divisione con il Coordinamento nazionale FIM-FIOM-UILM.

L’azienda a valle dell’incontro dello scorso settembre, confermando i programmi presenti nell’accordo quadro sulla gestione della crisi nella Divisione Aerostrutture sottoscritto tra le Parti a Gennaio 2022, ha evidenziato come il vuoto lavoro per l’anno 2023 sia diminuito, attestandosi intorno alle 100.000 ore, tutto concentrato nello stabilimento di Grottaglie.

Sicuramente la diminuzione dello scarico è importante e positivo, come la non richiesta dell’ammortizzatore sociale per il 2023, attraverso un accordo che prevede l’utilizzo su base volontaria da parte dei lavoratori di 2 festività cadenti di domenica, e un altrettanto contributo aziendale di pari importo, il quale coprirà le giornate di fermata, ma crediamo come FIOM-CGIL che il vero obbiettivo del 2023 sia quello di costruire le basi per una ripresa industriale strutturale, solida e con una crescita occupazionale.

Fin dall’accordo di Gennaio abbiamo sempre considerato come FIOM-CGIL centrale la salvaguardia, lo sviluppo e la ripresa produttiva del settore delle produzioni civili legate al trasporto aereo per i lavoratori e per tutto il Mezzogiorno, ritenendo importante ma non esaustivo solo come si sarebbero gestititi i vuoti lavoro presenti in tutti gli stabilimenti della Divisione Aerostrutture.

Ora il 2023 potrà essere, se opportunamente gestito e supportato dall’Azienda, l’anno per costruire una vera ripresa, utile per i lavoratori della Divisione ma altrettanto per tutta la Leonardo One Company.

Nella giornata di ieri abbiamo espresso la nostra posizione come FIOM-CGIL su cosa sarebbe necessario, quali siano le maggiori priorità, e soprattutto come la ripresa non la si costruisce senza il confronto e la negoziazione con le OO.SS.

A fronte che nel 2023 tre stabilimenti vedranno una crescita produttiva rispetto all’anno precedente (Pomigliano, Nola e Foggia), una parziale crescita anche per lo stabilimento di Grottaglie che non consentirà tuttavia la piena saturazione degli impianti, il primo tema da porsi sono i fabbisogni sia occupazionali e professionali che consentano di svolgere le attività assegnate. Su questo punto riteniamo, come evidenziato in tutti i tavoli locali da parte delle RSU FIOM, che sia necessario aprire un confronto a livello di sito coinvolgendo successivamente anche il tavolo nazionale, per comprendere quali siano le attività che la Divisione Aerostrutture svolgerà strutturalmente all’interno degli stabilimenti, e contemporaneamente assumere e formare lavoratori che consentano di rendere strutturali i cicli produttivi, non ricorrendo a misure straordinarie, ma programmando i volumi con un’altrettanta forza lavoro adeguata nei numeri e nelle professionalità. Perché noi oggi abbiamo una Divisione più magra dal punto di vista dei livelli occupazionali, con accordi che abbiamo condiviso come Sindacato e che hanno portato all’uscita di oltre 500 unità consentendo di gestire meglio gli scarichi produttivi, ma che non sarà in grado di reggere agli aumenti dei volumi, come non riteniamo non condivisibile che una parte consistente delle attività sia svolta in maniera strutturale dalle ditte esterne.

Non è una volontà di dividere i lavoratori, come non sono accettabili alcune dichiarazioni fatte dalla Direzione aziendale, la quale ritiene in totale autonomia di disporre a piacimento delle esternalizzazioni delle attività, e di conto ritenendo non affare loro la condizione di precarietà in cui versano questi lavoratori sia dal punto di vista dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali e sia spesso per il mancato rispetto delle normative e degli istituti economici previsti dal CCNL. Diciamo questo perché non avere ben chiari i perimetri delle attività rende da una parte i lavoratori di Leonardo più sacrificati rispetto agli orari e ai ritmi di lavoro, e al contempo i lavoratori delle ditte esterne sfruttati per assegnazioni di attività, dove l’arma del costo finale è l’unica incidenza possibile.

In questo senso la richiesta di un confronto sulla pianificazione dei cicli produttivi, gli opportuni investimenti economici e formativi, le necessarie assunzioni e il coinvolgimento delle RSU nella gestione degli orari, sono elementi indispensabili e necessari per una pianificazione vera della ripresa.

Come altrettanto indispensabile risulta essere il confronto preventivo sulle motivazioni e i perché alcune nuove attività, soprattutto in riferimento allo stabilimento di Grottaglie che ancora avrà un vuoto lavoro, non partano e non si realizzino nei tempi programmati, in quanto la percezione della diversificazione si comprende nella realtà quando ciò che viene programmato vede una realizzazione vera negli stabilimenti.

Infine ma non per questo meno importante, abbiamo ribadito come FIOM-CGIL che la contrattazione e la negoziazione non possono fermarsi in una situazione di parziale criticità. Per questo abbiamo chiesto che nel mese di Dicembre sia riattivato il tavolo della Commissione turni e indennità, perché in una One Company gli impegni assunti vanno mantenuti a prescindere dai risultati finali.

Crediamo pertanto che il 2023 sarà un anno altrettanto fondamentale e complesso per la Divisione Aerostrutture, perché se il 2022 è stato l’anno della messa in sicurezza della Divisione, il 2023 dovrà essere veramente quello della programmazione e del rilancio con tutto ciò che serve, perché l’obbiettivo della FIOM-CGIL è sempre stato fin dall’inizio la salvaguardia industriale e occupazionale della Divisione nel Mezzogiorno, e solo quando si tornerà a volumi e ad una occupazione pre-pamdemia potremmo dire di aver raggiunto l’obbiettivo.

Fiom-Cgil nazionale

Roma, 1 Dicembre 2022

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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