Martedì, 12 Novembre 2019

Fincantieri: distanze confermate ma il confronto prosegue

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Negli incontri del 10 e 11 marzo scorsi, avvenuti nella sede nazionale di Confindustria a Roma, sul rinnovo dell'integrativo di gruppo, Fincantieri ha consegnato alla delegazione sindacale un nuovo documento riassunto in 55 slide, nelle quali sono confermate le distanze e le difficoltà già emerse nel corso di un anno di incontri. Tuttavia è anche confermata la prosecuzione del confronto, con incontri già programmati nelle giornate del 6, 7 e 8 aprile prossimi, nella speranza che Fincantieri si decida a discutere anche le richieste avanzate dalle Organizzazioni sindacali e dai lavoratori e si convinca che su quelle basi è possibile raggiungere un accordo utile sia ai lavoratori che all'impresa, per fare fronte agli impegni dei prossimi anni.

Il documento presentato, impossibile da riassumere in un comunicato, può essere sintetizzato con la pretesa di Fincantieri di cancellare diritti acquisiti, peggiorare le condizioni di vita e di lavoro, ma anche la dignità di ogni singolo lavoratore. Una somma di proposte e norme che se non venissero modificate, ma semplicemente accettate, lascerebbero il lavoratore solo davanti all'azienda, riducendo il ruolo del sindacato ad una variabile dipendente dell'azienda, utile solo per imporre ai lavoratori il proprio volere, legittimandola attraverso accordi oltre le leggi e i contratti. Sono proposte che escludono qualunque possibilità di intervento da parte delle Rsu e del Sindacato.

La Fiom ha avanzato comunque la disponibilità a trovare una via d'uscita discutendo e correggendo tutti i punti, anche quelli più critici, qualora Fincantieri avesse risposto positivamente ai punti di seguito indicati.

  1. Garantire l'unità e l'integrità di tutti i cantieri, individuando soluzioni diverse dagli assetti societari individuati da Fincantieri, rinunciando allo scorporo della Meccanica e alla volontà di affidare a terzi tutte le attività di scafo.

  2. Garantire, con investimenti e occupazione, carichi di lavoro equilibrati in grado di dare lavoro e sviluppo a tutti gli otto cantieri italiani, più tutte le controllate, con particolare riguardo alle criticità di Isotta Fraschini.

  3. Impegnarsi a ridurre nel corso della vigenza dell'accordo il numero delle ditte e dei lavoratori in appalto e in subappalto, convenendo su una percentuale di riduzione verificabile e corrispondente ad un aumento degli occupati produttivi in Fincantieri. Oggi i lavoratori delle ditte in appalto oscillano fra i 15.000 e i 20.000. Stabilire alcune norme di trasparenza da gestire congiuntamente alle Rsu e alle Organizzazioni sindacali, per evitare intrusioni di illegalità, violazione dei diritti e dei contratti dei lavoratori e discriminazioni nei cambi appalti.

  4. Ridurre i periodi di flessibilità di orario e orari plurisettimanali, con una retribuzione maggiore da quella prevista oggi e concordandone la necessità, di volta in volta, con le Rsu nei singoli cantieri.

  5. Ripristinare gli accordi (salario) che Fincantieri ha cessato di applicare nel marzo scorso e che per rimettere i quali oggi l'azienda pone come condizione la trasformazione in quote variabili con indicatori aleatori che penalizzerebbero i lavoratori, senza prevedere nessun altro aumento derivante dal nuovo accordo. La Fiom, al contrario, ritiene che debba esserci un nuovo premio di risultato aggiuntivo a quello previsti dai vecchi accordi, da legare a nuovi indicatori. La Fiom infine ritiene che vada erogata una cospicua una tantum a risarcimento del periodo trascorso.

Su questi punti, per noi fondamentali, insieme ad altri sui quali però è possibile trovare una soluzione modificandoli, Fincantieri non è disponibile ad individuare soluzioni né mediazioni. Diventa dunque difficile, allo stato, immaginare un accordo, col paradosso che a pochi metri dal tavolo negoziale di Fincantieri si svolge la trattativa sul contatto nazionale di lavoro dei metalmeccanici, dove Federmeccanica nega l'aumento salariale affermando che gli aumenti devono essere frutto della contrattazione di secondo livello, mentre Fincantieri pretende e riduce il salario dei propri lavoratori.

In questo scenario, il Coordinamento nazionale Fiom di Fincantieri chiederà, alle RSU e Fim,Uilm, in ogni singolo cantiere o controllate di effettuare assemblee congiunte con tutti i lavoratori, pur in presenza di posizioni diverse, per decidere insieme a tutti i lavoratori il da farsi. La Fiom conferma (in assenza di un cambio di rotta di Fincantieri) le iniziative di sciopero a livello di gruppo già decise nel precedente coordinamento e in caso di rifiuto di effettuare assemblee retribuite unitarie dichiarerà sciopero con assemblea o altre modalità decise cantiere per cantiere, per dare il massimo di informazione ai lavoratori. Tutti i delegati della Fiom sono in possesso del documento consegnato dall'azienda e sono disponibili con chiunque lo voglia - singoli, gruppi, tutti di lavoratori - a spiegarne e commentarne il contenuto, col fine di fare maturare le condizioni per una mobilitazione finalizzata al raggiungimento di un accordo condiviso e approvato dai lavoratori col voto segreto.

 

FIOM-CGIL NAZIONALE

 

Roma, 14 marzo 2016

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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