Venerdì, 30 Settembre 2022

Fiom Belluno: Dopo la manifestazione di sabato urgono risposte concrete Per la salvezza di Acc

Il segnale che l'intera comunità Bellunese, tutta compresa e rappresentata, ha inviato con la manifestazione di ieri da un lato conferma e rafforza il legame storico e morale che essa nutre nei confronti delle sue industrie come elemento fondamentale di riscatto economico e civile, vincolo al quale nessuno è disposto a rinunciare; dall'altro suscita una riflessione di azione strategica a cui tutti siamo chiamati ad impegnarci.

La regione Veneto con l'assessore Donazzan e il ministro D'Incà, che per la prima volta ha ribadito una scelta autonoma di politica industriale "attiva" a trazione pubblica in capo al M5S, esemplificata dal progetto Italcomp, e ben distinta dal pensiero del titolare del dicastero dello sviluppo economico, hanno messo in campo due robusti progetti di soccorso ad Acc: Fincantieri ed Electrolux, entrambi da declinare con interventi "a tempo" finanziati dal fondo di Salvaguardia. Ora diventa ineludibile che il MiSE pubblicamente se ne faccia carico!

La regione ha posto con chiarezza estrema che il 20 Novembre è un termine normativo non fondato e industrialmente insostenibile e quindi nel prossimo tavolo di crisi del 22 la SCADENZA VA RIMODULATA!

Tutti hanno sottolineato che il tema delle piattaforme produttive italiane ed europee della componentistica è ormai cruciale e indifferibile, come segnala in modo emblematico l'incidente di Susegana e, quindi, serve rendere strutturale il tavolo di confronto e condivisione sperimentato in regione il 10 Novembre scorso, coinvolgendo in maniera seria la Confindustria regionale e territoriale, fin qui pigre e assenti sul tema, e bisogna assumere Acc come laboratorio del nuovo approccio strategico (salvare Acc per salvare e rilanciare la prospettiva di stabilità del freddo in Italia).

Vanno ripensati strutturalmente gli strumenti di intervento nelle crisi, è indecente che Acc non abbia avuto modo di essere finanziata né dalla legge Prodi, né dal fondo GID art.37, e che nemmeno un euro, nell'anno nel quale sono stati distribuiti centinaia di miliardi a pioggia, anche ad imprese ben più compromesse. Vanno quindi, da subito, riscritti i mezzi di intervento, a cominciare da quelli in capo alla regione. Ormai è noto a tutti che Veneto Sviluppo è inservibile se non per operazioni così piccole e discrezionali da risultare inutili ed arbitrarie. Tutto questo crediamo serva fare per dare risposte concrete alla piazza di Borgo Valbelluna e alle lavoratrici e lavoratori di Acc.

E siamo sicuri che i primi a porre con forza questi temi saranno i nostri parlamentari durante il loro incontro con il ministro Giorgetti di martedì prossimo.

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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