Martedì, 20 Aprile 2021

Fiom Belluno - Comunicato Unitario - ACC: Banche e governo non perdano altro tempo

Nonostante il forte interessamento e impegno della squadra governativa, il mancato pronunciamento della Commissione Europea sugli aiuti di stato per ACC, costringe le parti ad attivarsi in maniera diversa al fine di garantire la continuità produttiva dello stabilimento di Borgo Val Belluna, condizione necessaria per la nascita del gruppo ITALCOMP.

Lo stabilimento completamente sommerso da nuovi ordinativi non può attualmente aumentare la propria capacità produttiva per mancanza di risorse. Le lavoratrici e i lavoratori stanno garantendo il massimo utilizzo degli impianti per poter far fronte agli impegni già presi, ma non è possibile andare oltre. Questo a testimonianza dei grandi spazi di miglioramento e di crescita nel mercato del compressore e della capacita dello stabilimento di proporsi come valida alternativa ai colossi del settore.

Il governo ha sciolto qualsiasi riserva sul salvataggio ACC attivando “Garanzia Italia” una misura straordinaria a supporto delle imprese colpite dall'emergenza Covid. Il finanziamento verrà erogato dalle banche e dagli altri soggetti abilitati all'esercizio del credito in Italia, garantito da SACE e contro-garantito dallo Stato. Attualmente sono già in corso colloqui con le maggiori banche tra cui Unicredit, Intesa San. Paolo, e IFIS le quali avevano già dato la loro disponibilità in caso di esito positivo da parte della commissione europea. A fronte di una garanzia del governo crediamo sia difficile per le banche negare il loro interessamento, considerato anche la propensione di questi istituiti a sostenere il tessuto industriale del territorio al fine di accrescere il benessere sociale, più di una volta dichiarato tra i loro obbiettivi.

In un recente incontro la Regione Piemonte e la Regione Veneto hanno confermato la loro piena volontà di intervenire finanziariamente alla creazione del polo ITALCOMP, il MISE ha compiuto tutto l’iter legislativo necessario alla nascita del nuovo polo industriale con capitale 70% pubblico e 30% privato. Il Commissario Maurizio Castro, a tal proposito, ha già individuato investitori privati interessati ed a breve cominceranno serrate comunicazioni. Una volta definita la compagine ITALCOMP può essere immediatamente costituita.

In relazione alle note vicende nazionali ed in particolare con l’imminente cambio di governo, non ci sono elementi che ci portano a pensare ad un ripensamento. Questo piano di salvataggio, già definito in tutti i suoi particolari, disinnesca la tensione sociale che inevitabilmente esploderebbe con imprevedibili sviluppi. Fin ora l’accordo Governo, regione, sindacati e lavoratori ha garantito un piano di lavoro comune e una responsabilità condivisa, siamo certi che il nuovo governo continui su questa strada e lo invitiamo a mettere tra le priorità del paese il progetto ITALCOMP come positivo esempio di risoluzione delle crisi aziendali.

Chiudiamo con un grosso appello alle banche e al governo di fare presto, non perdere ulteriore tempo: oltre ad avvantaggiare nostri più diretti concorrenti decreterebbe la chiusura dello stabilimento di Belluno, di Chieri e la fine di ITALCOMP.

 

FIM FIOM UILM BELLUNO

5 febbraio 2021

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