Domenica, 09 Agosto 2020

Fiom Belluno: stato di agitazione alla Carlo Gavazzi Controls

La Carlo Gavazzi Controls, fondata a Milano nel 1931, ha, attualmente, due siti nel Bellunese, uno a Belluno e uno a Ponte nelle Alpi. È un gruppo internazionale attivo nella progettazione, produzione e commercializzazione di apparecchiature elettroniche. Automation Components è il core business gestito dal Gruppo Carlo Gavazzi.

Automation Components progetta e produce componenti elettronici di controllo per i mercati globali dell'automazione industriale e degli edifici nelle sue fabbriche certificate ISO 9001 e ISO 14001 in Italia, Lituania, Malta e Cina.

I prodotti (sensori, relè di monitoraggio, timer, sistemi di gestione dell'energia, relè a stato solido, controllori motore elettronici, dispositivi di sicurezza e sistemi bus di campo) forniscono soluzioni di automazione per i mercati dell'automazione industriale e degli edifici.

Nelle ultime settimane è stato proclamato lo stato di agitazione per tutti gli stabilimenti bellunesi della Carlo Gavazzi Controls, a fronte della decisione aziendale di voler chiudere definitivamente la mensa aziendale.

Oggi i lavoratori e le lavoratrici hanno portato avanti una seconda giornata di sciopero. Il primo sciopero, martedì 16 giugno, ha visto una percentuale di adesioni molto elevata: 89% a Safforze, 77% a Ponte nelle Alpi e allo sciopero hanno preso parte anche i dipendenti in smart working.

Malgrado questa ottima partecipazione, la Direzione Carlo Gavazzi non ha ritenuto opportuno riaprire il tavolo di discussione con il Sindacato. Per questo diniego si è deciso di portare avanti la protesta, questa volta con anche la presenza dei lavoratori e delle lavoratrici che si sono riuniti fisicamente davanti all’azienda con la partecipazione della Fiom Cgil di Belluno, nel rispetto del distanziamento sociale, per esprimere in maniera più incisiva il proprio dissenso rispetto alla chiusura del servizio e per avere risposte concrete dalla Direzione aziendale. 

È evidente che la soppressione della mensa in azienda, per questa realtà di circa un centinaio di persone, che sono e saranno così costrette quotidianamente a prendere la macchina per dirigersi alla mensa più vicina (Ponte nelle Alpi), è una prospettiva anacronistica ed ingiustificata, che toglie un diritto e crea problemi di sicurezza, di responsabilità, di stress, di orario, di traffico, oltre che di impatti ambientali/economici per i lavoratori e le lavoratrici.

“Perché l’azienda ha deciso, contrariamente a quanto detto fino a febbraio, di eliminare per sempre il servizio mensa, nonostante gli investimenti per l’allargamento dello stabilimento?” si chiedono i lavoratori e le lavoratrici.

“Pur nella consapevolezza che la riorganizzazione aziendale in questo periodo non sia di certo semplice, riteniamo che non sia assolutamente possibile che la chiusura temporanea della mensa, causata dal Covid-19, possa diventare una scelta definitiva senza alcuna motivazione intrinseca. Chiediamo perciò che l’azienda ci riconvochi al più presto con qualche novità positiva. In caso contrario intensificheremo sempre di più la protesta.” È la posizione della RSU di sito.

 “Il presidio che abbiamo organizzato stamattina di fronte all’azienda durante lo sciopero, ha visto una grande partecipazione di Lavoratori e Lavoratrici della Gavazzi. Questo a conferma di come sia sentita la questione relativa alla mensa. L’ottima riuscita dell’iniziativa, a questo punto, richiede un segnale da parte dell’azienda che ci auguriamo arrivi al più presto, con la convocazione del sindacato al tavolo. In caso contrario dovremmo inevitabilmente continuare con lo stato di agitazione.” Ha dichiarato Fabio Furlan della Fiom Cgil di Belluno a fine giornata.

Fiom Cgil di Belluno

Belluno, 2 luglio 2020

 

 

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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