Lunedì, 06 Aprile 2020

Fiom Padova - Coronavirus: dichiarazione di sciopero generale per le giornate del 24 e del 25 marzo

 Il Dpcm e l’elenco delle aziende firmato ieri 22 marzo 2020 dal Presidente del Consiglio e dal Ministro della Salute non tengono conto, se non in modo molto parziale, delle istanze e delle necessità che le organizzazioni sindacali hanno posto all'attenzione dell'Esecutivo, prevedendo una serie molto consistente di attività industriali e commerciali aggiuntive rispetto allo schema iniziale presentato dal Governo, per gran parte delle quali non sussiste la caratteristica di attività indispensabile o essenziale.

Cgil Cisl e Uil, in questa fase difficile del Paese, hanno rappresentato sempre la necessità di mettere al primo posto, rispetto a qualunque altra valutazione, la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici: per queste ragioni è stato sottoscritto il Protocollo condiviso del 14 marzo scorso e sempre per le stesse ragioni hanno continuato a sollecitare il Governo a sospendere tutte le attività non essenziali rispondendo così alla necessità di contenimento del contagio. Ecco perché si ritiene inadeguato rispetto a questo obiettivo il contenuto del decreto e inaccettabile il metodo a cui si è giunti alla sua definizione. 

Per queste ragioni e per la tutela dei lavoratori FIM FIOM UILM di Padova dichiarano lo SCIOPERO GENERALE per le giornate di martedì 24 e mercoledì 25 delle aziende metalmeccaniche in tutto il territorio provinciale fino al cambio del decreto o alla sospensione delle attività produttive.

Ovviamente sono escluse dalla presente dichiarazione di sciopero quelle aziende che hanno già attivato la CIGO o che hanno stipulato accordi con la RSU per la sospensione dell’attività e tutte quelle aziende legate direttamente alla sanità pubblica, ai servizi o alle forniture sanitarie. 

Alla giornata di venerdì 20 marzo avevano aderito alla Cigo 177 aziende metalmeccaniche (industria e piccola industria) della provincia di Padova per un totale di 6726 dipendenti. Alle 16 di lunedì 23 marzo 2020 il dato è salito a 10055 lavoratori in 259 aziende metalmeccaniche. 

Le aziende metalmeccaniche della provincia di Padova che hanno già sospeso con accordo sindacale nei giorni scorsi sono Minigeras, Acciaierie Venete, Toffac, Carraro Drivetech, Fonderie Zen e VDC, Alluminium Drivecasting, Hidros, Dab, Arneg, Zilmet, Elbi, Varem, Elvox (Vimar), Parpas, Mp3, Camin, Mulmix, Ctr, , Krelamp, Maus, Olsar, Unicka, Camin, Tubes, Wlf, Fast, Epta, Hipe, Hiref, Ecat, Lincoln Electric, Valvitalia, Brembana Rolle, Iamet, Lofra, Mta, Schneider, Gn Hearing, Kolmag, Criocabin, Bedeschi, Bimecc, App Tech, Techmo car, Saet, Megius, STE Energy, Argenterie Greggio, Lvr, Omtt.

La Varisco Pompe e la Ferrau saranno ferme da mercoledì 25 marzo. 

Le aziende informatiche sono tutte in smart working, i call center Comdata e Telerete sono aperti viste le disposizioni del DCPM del 22 marzo. 

La Parker e la Gn Hearing hanno sospeso le attività, anche se farebbero parte delle aziende essenziali, perché per loro non sussistono le premesse per poter produrre. 

Le aziende che oggi hanno scioperato 8 ore e che devono definire entro mercoledì le modalità di sospensione delle attività sono la Carel, la Antonio Carraro, la Maschio Gaspardo e la Arcelor Mittal (che ha attivato la cassa integrazione ordinaria dopo lo sciopero di oggi). 

Alla Carel i lavoratori vogliono assolutamente arrivare alla sospensione delle attività, infatti, in appoggio agli operai ancora in azienda, oggi hanno scioperato anche gli impiegati in smart working, proprio per sottolineare l’importanza di arrivare alla tutela di tutti, visto soprattutto il numero di contagi che si sono registrati in Carel. 

La Maschio Gaspardo è l’esempio lampante che la modifica dei codici ATECO coinvolge anche attività non essenziali. “In questo momento le attività della Maschio Gaspardo non hanno nulla di essenziale per le attività italiane visto che producono solo materiale da esportazione. La Maschio Gaspardo sta giocando una propria partita specifica rispetto al rapporto con le banche. Sicuramente all’interno dell’azienda non ci sono mascherine per tutti e non è stato ancora fatto un accordo per la gestione dell’emergenza Covid19 visto che hanno avuto solo la visita ispettiva dello Spisal, senza arrivare alla piena applicazione del protocollo del 22 marzo. Oggi lo sciopero nello stabilimento di Campodarsego ha avuto un’adesione del 90%, sciopero che verrà portato avanti anche domani con lo sciopero generale provinciale. Non si può dimenticare che ci sono casi di positività in tutti gli stabilimenti del gruppo. Per cui, non essendo un’attività essenziale, riteniamo che le inutili deroghe che riguardano questa azienda fanno male ai lavoratori e all’interesse complessivo del paese” ha dichiarato oggi Loris Scarpa segretario della Fiom Cgil di Padova. 

“Come organizzazioni sindacali di Padova siamo rimasti particolarmente toccati dalle variazioni dei codici Ateco soprattutto perché la nostra è una delle province dove si è diffuso per primo e si sta diffondendo maggiormente il contagio. Non capiamo e non accettiamo i giochi politici ed economici che si stanno facendo sulla pelle dei lavoratori a discapito dell’interesse collettivo. Continueremo ogni mobilitazione finché non verrà modificato il decreto.

Ad oggi tutte le energie dovrebbero essere utilizzate per garantire la sicurezza ai lavoratori della sanità senza disperdere energie in attività non necessarie.” hanno dichiarato unitariamente i segretari della Fim, Fiom e Uilm di Padova.

 

 

23/03/2020

 

 

 

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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