Sabato, 26 Novembre 2022

Cessione lavoratori Ibm a Modis: la Dorte d'Appello di Torino respinge il ricorso dell'azienda

Anche la Corte d'appello di Torino respinge i ricorsi di Ibm contro le decisioni del Tribunale: la cessione di 300 lavoratori è stata illegittima.

Nel 2015 Ibm decise di cedere un ramo d’azienda a Modis, con circa 300 fra lavoratrici e lavoratori, di cui circa cento a Torino, contemporaneamente stipulando con Modis un contratto di appalto per le stesse attività che già venivano svolte dai lavoratori prima della loro cessione.

La Fiom Cgil ritenne quell'operazione non legittima e, oltre a proclamare scioperi e mobilitazioni, scelse di organizzare i ricorsi legali dei lavoratori.

Le sentenze di primo grado di diversi Tribunali riconobbero l’illegittimità della cessione dando ragione alla Fiom Cgil.

Successivamente Ibm decise d'impugnare in appello quei provvedimenti giudiziari.

Venerdì si è pronunciata la Corte d’appello di Torino, respingendo gli appelli di Ibm, e confermando l’illegittimità della cessione.

La Fiom Cgil di Torino esprime soddisfazione e ringrazia i lavoratori e il collegio legale per l'impegno profuso.

Le avvocate Elena Poli e Silvia Ingegneri che hanno difeso i lavoratori IBM dichiarano “La sentenza della Corte d'Appello di Torino assume una particolare importanza in quanto decreta non solo il diritto dei lavoratori illegittimamente "ceduti" ad ottenere l'immediato rispristino dei loro rapporti alle dipendenze di IBM, ma anche il loro diritto a percepire dalla IBM - che aveva rifiutato di riammetterli al lavoro nonostante la condanna già ricevuta con le sentenze di primo grado - tutte le retribuzioni maturate da tali sentenze fino alla loro effettiva riammissione in servizio e ciò nonostante i lavoratori siano nel frattempo stati retribuiti dalla società che li ha "ricevuti".

In tal modo viene posto un argine al comportamento dei datori di lavoro che rifiutano di adempiere all'ordine del Giudice di ripristinare il rapporto con i lavoratori ceduti illegittimamente e che d'ora in poi saranno obbligati a pagare comunque ai lavoratori le retribuzioni loro dovute a seguito della sentenza che ne ha decretato la riammissione al lavoro".

 

Ufficio stampa Fiom Cgil Torino

Torino 12 novembre 2019

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