Sabato, 08 Agosto 2020

Metro Roma. Fiom-Cgil, la chiusura delle stazioni dipende direttamente da come si fanno le gare d’appalto, il Comune apra il confronto

“Le stazioni della metropolitana chiuse per problemi di sicurezza legati alle scale mobili, sono un fatto grave e inaccettabile che non è frutto del caso ma di precise scelte del Comune di Roma e dell’azienda Atac nel fare le gare di appalto su questi servizi.

Dopo l’incidente avvenuto il 23 ottobre u.s. con il crollo della scala mobile della fermata Repubblica, lo scorso 21 marzo un nuovo incidente ha interessato la fermata Barberini. La responsabilità dei fatti verrà attribuita dagli organismi competenti ma è evidente come lo stato del servizio sia degenerato progressivamente nel corso degli anni fino a provocare questi incidenti e determinare la chiusura di ben tre stazioni (Repubblica, Barberini e Spagna chiusa per precauzione). Gravissime quindi le conseguenze per i cittadini e i turisti.

A questo si aggiunge che in ogni fermata una delle scale è sistematicamente fuori servizio e i ripetuti interventi a cui vengono sottoposte, con altri fermi, evidentemente non sono efficaci.

L’appalto è stato aggiudicato, con un ribasso del 49%, all’ATI Metroroma Srl, capitanata da Del Vecchio, strappandolo alle vecchie ditte storiche come la Kone, la Schindler e la Otis (anni in cui disservizi così non si sono registrati).

La riduzione dei costi senza salvaguardare i servizi ai cittadini, la sicurezza degli impianti e le condizioni economiche e normative dei lavoratori, nonché la loro professionalità, dipendono direttamente da come si affidano le attività.

Il Sindaco di Roma annuncia adesso la revoca dell’appalto alla società che gestisce le scale mobili della metro di Roma, ma se vuole evitare di ripetere l’errore già fatto che sta portando disagi ai cittadini, incidenti, abbassamento della qualità del servizio, condizioni contrattuali e di sicurezza più basse per i lavoratori e la perdita di tanti posti di lavoro qualificati, deve cambiare. È necessario inserire una clausola sociale che tuteli i lavoratori e puntare sulla qualità dell’offerta delle aziende e non sui ribassi di costi esagerati che poi non possono che portare a queste situazioni scandalose.

Come Fiom Cgil di Roma e del Lazio, insieme alle altre organizzazioni sindacali, chiederemo un incontro urgente al Comune di Roma per portare le nostre idee e il nostro contributo alla città per evitare di incorrere negli stessi problemi”.

Invece di deregolamentare ulteriormente il settore degli appalti, il governo metta al centro il servizio al cittadino visto che lo finanzia, con le sue tasse.

Lo dichiarano in una nota congiunta Fabrizio Potetti, segretario generale Fiom-Cgil Roma e Lazio, Susanna Felicetti segretaria generale Fiom Roma Centro-Ovest-Litoranea e Claudio Cesari segretario generale Fiom Roma Est Valle dell’Aniene.

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 27 marzo 2019

 

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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