Venerdì, 28 Gennaio 2022

Consorzio ACM: continua la pratica degli accordi separati. La Fiom:”Sono un danno per i lavoratori. Ora basta! Aprire a settembre una vera trattativa”.

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Il 25 giugno scorso il Consorzio ACM ha sottoscritto un nuovo accordo con le altre organizzazioni sindacali escludendo dalla trattativa, ancora una volta, la Fiom. Anche in questo caso, senza alcun confronto preliminare con i lavoratori e senza alcun mandato degli stessi a trattare, sono stati definiti il piano ferie, la stabilizzazioni di una parte dei lavoratori in somministrazione (interinali), il Premio di Risultato con validità quadriennale.

Il giudizio della Fiom è negativo nel metodo e nel merito.

Sulle ferie, così come in FCA, si fissa il periodo di chiusura collettiva dal 10 al 23 agosto e si subordina l’utilizzo di una terza settimana (decisa dalle aziende, “avuto riguardo alle esigenze individuali”, nel periodo giugno/ottobre) alle esigenze operative degli stabilimenti. Ciò significa che le stesse aziende, una volta definito il piano ferie individuale, potranno comandare al lavoro lo stesso personale precedentemente collocato in ferie, salvo recupero in altro periodo dell’anno. Si conferma un’ idea, non contrastata dalle organizzazioni sindacali firmatarie l’accordo, di totale subordinazione dei tempi di vita a quelli della produzione.

Sulla stabilizzazione degli interinali, poi, la soluzione individuata è di gran lunga peggiore di quella della FCA che, in ragione della salita produttiva, ha almeno annunciato la stabilizzazione ai sensi della normativa vigente di tutti i lavoratori attualmente in somministrazione. In una tabella allegata si fa riferimento ad un numero di lavoratori somministrati molto sottodimensionato (505) rispetto alla realtà, e di questi si annuncia la stabilizzazione solo di cinquanta. La Fiom ritiene ci siano le condizioni produttive per garantire percorsi certi di stabilizzazione per tutti, definibili compiutamente con accordi sindacali, e che questa questione rappresenti una priorità assoluta.

Sul Premio, infine, si stabilisce la sua durata quadriennale e la tempistica delle erogazioni (esattamente come in FCA), ma le uniche cifre scritte sono quelle relative agli anticipi, cioè 308 euro lordi anno dal I al IV livello (un po’ più alte per i livelli superiori) da erogare in quote trimestrali di 77 euro lordi nel 2015 e gennaio 2016, così come in FCA. La cosa più grave, oltre alla indeterminatezza degli importi complessivi, consiste nella decisione di adottare parametri legati esclusivamente agli utili aziendali e all’efficienza. Questi saranno definiti, secondo i firmatari dell’accordo, unilateralmente dal Consorzio che si è impegnato a comunicarli nel mese di settembre.

La Fiom, che ha incontrato il Consorzio solo dopo l’intesa raggiunta con le altre organizzazioni sindacali, ha ancora una volta riproposto il problema delle trattative separate, perché impediscono alla stessa di assolvere alla propria funzione di soggetto contrattuale. Per la Fiom gli accordi separati rappresentano sempre un danno per i lavoratori. Per questo occorre porvi fine, riaprendo un percorso democratico che trasformi l’appuntamento di settembre da semplice comunicazione aziendale nell’apertura di una vera trattativa che punti a definire parametri del Premio che tengano nel giusto conto la prestazione di lavoro, a trovare soluzioni che migliorino le condizioni di lavoro, peggiorate con la nuova organizzazione legata alla salita produttiva, a definire impegni certi per la stabilizzazione dei lavoratori interinali.

 

La Fiom-Cgil Basilicata

 

Potenza, Luglio 2015

 

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La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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