Martedì, 28 Settembre 2021

Fiom Aosta, 1000 dipendenti in cassaintegrazione alla Cogne Acciai Speciali

Un fulmine a ciel sereno alla Cogne Acciai Speciali, azienda siderurgica nel capoluogo regionale della Valle d'Aosta. La Cassaintegrazione che sta coinvolgendo 1000 dipendenti. Una notizia amara per l'industria valdostana già vessata da chiusure di stabilimenti importanti ( si pensi alla Feletti a Pont-Saint-Martin, alla  Lavazza e all'Elca a Verrès, solo negli ultimi anni). La Cogne fino a ieri era un'altra storia. La storia di un'industria florida, apparentemente senza problemi, con continue assunzioni . Tutti fattori che facevano pensare positivamente. Un'industria in Valle d'Aosta che finalmente funzionava. La cassaintegrazione arriva dopo la notizia inaspettata che la produzione è calata. Si parla dell'8-10 per cento. Motivo? Dall'azienda dicono: "che si tratta di una crisi congiunturale che riguarda le aziende siderurgiche a livello internazionale". Qualcuno tra le organizzazioni sindacali parla anche di aumento del prezzo del nichel. La tensione dalle organizzazioni sindacali ai lavoratori ( la Cogne conta oltre 1100 dipendenti, ndr) è stata e rimane alta. E qualcuno tra i sindacati ha alzato i livelli di allarme facendosi portavoce di notizie, poi rivelatesi non veritiere. Come per esempio annunciando che l'Azienda si sarebbe appoggiata ad ammortizzatori sociali, tipo il contratto di solidarietà. Per Fabrizio Graziola, segretario generale Fiom Cgil Valle d'Aosta: "la preoccupazione per il futuro dei lavoratori rimane elevata. È stata una notizia inaspettata per tutti, visto che si arrivava da un periodo di straordinari per far fronte al carico produttivo. Non sono del tutto convinto delle motivazioni rimarcate dai vertici aziendali della Cogne, che riducono il tutto a una crisi congiunturale. Ci auguriamo che le paure vengano spazzate via una volta concluso il periodo di Cigo di 13 settimane, che finirà lunedì 28 dicembre ( sono iniziate alla fine di settembre, nda). Come Fiom Valle d'Aosta abbiamo però il sentore che non si concluda tutto il 28 dicembre, lo auspichiamo, ci mancherebbe altro, ma c'è stata finora poca chiarezza da parte dell'Azienda e le motivazioni generiche fatte agli organi di informazione sembrano più un contentino piuttosto che un'analisi veritiera della situazione. Vero che stiamo vivendo in un momento di crisi congiunturale, ma secondo noi anche la vicenda personale, che ha coinvolto l'ad Monica Pirovano, ha contribuito alla riduzione degli ordini. I vertici smentiscono categoricamente questa ipotesi, invece il danno di immagine secondo noi c'è. Non per niente da qualche tempo l'amministratore delegato non partecipa più alle trattative con le organizzazioni sindacali. Ed è giustificabile che i lavoratori siano disorientati e spaventati. Ne va del loro futuro e del futuro delle loro famiglie". Rimarca Graziola: "Bisogna ammettere che in questa fase l'azienda ha dimostrato collaborazione. Certo la Cigo non è sicuramente motivo di esultanza, ma sicuramente rispetto al contratto di solidarietà tutela maggiormente i lavoratori dagli esuberi in primis e anche i dipendenti a contratto determinato". "Il nostro obiettivo - conclude il segretario della Fiom valdostana- è di preservare il più possibile i posti di lavoro. E non è una frase detta tanto per dire!". Intanto il 19 settembre hanno avuto luogo le assemblee in Azienda in modo da spiegare tutta la procedura nei dettagli ai lavoratori. Chiosa Graziola: “Sono state fatte le assemblee in ogni turno di lavoro. La partecipazione dei lavoratori è stata massiccia. Questo aspetto è il più significativo, perché è naturale che al centro della questione c'è il timore sul futuro dei loro posti di lavoro, ma dall'altra parte c'è anche la necessità di avere qualcuno accanto che racconti loro ciò che realmente sta accadendo e su questo come Fiom Valle d'Aosta ci siamo, sempre al fianco dei lavoratori e dei loro diritti”.

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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