Martedì, 28 Settembre 2021

Fiom Aosta- Cogne Acciai Speciali, sindacati "Pronti ad altri scioperi se il clima in azienda non cambiasse"

Intimidazioni e minacce di perdita di lavoro. Succede alla Cogne Acciai Speciali, azienda siderurgica nel cuore del capoluogo valdostano e specializzata nella produzione di acciai inossidabili, acciai per valvole, acciai per utensili, pezzi a disegno e acciai da costruzione di media e alta lega. Un fiore all'occhiello, a livello di produzione e di fatturato, in una Valle d'Aosta, dove l'industria fatica a prendere piede e dove negli ultimi anni si assiste a un'emorragia di perdita di posti di lavoro e alla chiusura definitiva di diversi stabilimenti. Non è il caso della Cogne, quello dei licenziamenti per mancanza di produttività, fortunatamente, ma da qualche mese le organizzazioni sindacali lamentano un clima aziendale "insostenibile", sfociato qualche settimana fa in uno sciopero di due ore a fine turno. Il 60% dei lavoratori ha aderito allo sciopero. I dipendenti CAS sono 1100, pari quasi al numero di abitanti di diversi comuni della Valle d'Aosta. Per i dirigenti CAS l'adesione allo sciopero è stato del 29%. Dato questo mai diffuso dall'azienda. I sindacati battono i pugni: "Il clima deve cambiare". I vertici della Cogne Acciai Speciali, rispondendo alle domande di alcuni organi di informazione hanno liquidato la questione, affermando: "È da anni che sentiamo questa frase, ma è rimasta sempre e solo una voce". Perché lo sciopero allora?  Nonostante i dirigenti aziendali abbiano rimarcato come non fosse chiaro per loro il motivo dello sciopero e che sarebbe stato esplicitato in occasione di una riunione con le organizzazioni sindacali, per i sindacati, invece,  la situazione all'interno della Cogne è sotto gli occhi di tutti. "Non è più accettabile un rapporto simile tra lavoratori e responsabili - affermano -. L'adesione alle due ore di stop dal lavoro a fine turno è la dimostrazione che il clima in azienda non è positivo". All'origine del malumore dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali: "I comportamenti negativi di alcuni responsabili. Non è certamente compito di un responsabile sanzionare un lavoratore, né tanto meno intimidirlo con minacce di licenziamento". La preoccupazione dei rappresentanti sindacali riguarda anche" la pesantezza dei provvedimenti disciplinari", aumentati notevolmente nell'ultimo anno, 18 licenziamenti e oltre 100 provvedimenti disciplinari. E se il clima non cambiasse? "Si continua con gli scioperi" rispondono i sindacati valdostani. 

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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