Martedì, 19 Marzo 2019

Ges italia. L’azienda sceglie la strada del licenziamento

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Il giorno 29 marzo si è tenuto presso il Ministero del Lavoro l’ultimo incontro della fase amministrativa per la procedura di licenziamento collettivo avviata dalla Global Energy Services Italia Spa per n. 41 dipendenti, poi ridotti a 38.

La procedura si è conclusa con il mancato accordo, essendosi l’azienda rifiutata, malgrado l’invito anche del Ministero, di considerare la proposta sindacale che pure era stata oggetto di discussione e confronto con l’azienda nella prima fase della consultazione sindacale. La delegazione sindacale, infatti, respingendo i licenziamenti, aveva proposto la mobilità solo volontaria e incentivata e, al contempo, un periodo di 12 mesi di cassa straordinaria per crisi aziendale (ammortizzatore sociale previsto anche per le aziende in concordato preventivo come la GES). FIM e FIOM avevano, inoltre, preso l’impegno di incontrare l’azienda prima della scadenza del periodo di cassa per monitorare la situazione e decidere tempestivamente come proseguire.

L’azienda che inizialmente aveva valutato positivamente questa proposta, nei successivi incontri al Ministero non ha dato alcun segno di apertura e, in maniera del tutto scorretta, inaspettata e unilaterale si è tirata indietro rispetto all’impegno che aveva preso con la delegazione sindacale.

In sede ministeriale l’azienda ha negato fermamente qualsiasi possibilità di dare ai lavoratori interessati dal licenziamento un ammortizzatore sociale che avrebbe garantito loro un periodo di “cuscinetto” per trovare una nuova occupazione.

La delegazione sindacale che era pronta ad arrivare ad un accordo per la tutela dei lavoratori GES non ha potuto fare altro che prendere atto della ostinata e irragionevole scelta dell’azienda di negare ai lavoratori anche la minima garanzia di un ammortizzatore sociale.

FIM e FIOM mettono a totale disposizione i loro uffici legali per i lavoratori che decidessero di intentare causa alla GES che per anni ha sotto-inquadrato e sottopagato molti di loro. Di fronte al suo comportamento scorretto e sconsiderato, FIM e FIOM invitano i lavoratori a fare fronte comune contro un’azienda che non ha voluto dare loro alcuna tutela e non ha avuto il benché minimo riguardo delle loro professionalità.

 

FIM-CISL e FIOM-CGIL territoriali e nazionali

 

Roma, 3 Aprile 2017

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