Mercoledì, 01 Dicembre 2021

Candy, subito il tavolo al Governo

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Candy: Gli esuberi salgono a 373. Del caso Candy è ora che se ne occupino anche il Governo e Regione Lombardia
“Il caso Candy non può più restare un caso locale. Di questo caso, che ha raggiunto proporzioni drammaticamente importanti, se ne devono far carico sia la Regione Lombardia che il Governo”.

Ad affermarlo è Pietro Occhiuto, Segretario della Fiom Cgil di Monza e Brianza, all'indomani dell'incontro avuto in Confindustria con la Direzione aziendale di Candy.

Nell'incontro, convocato per discutere in merito al rinnovo del Contratto di solidarietà in scadenza il prossimo 13 ottobre, l'azienda ha confermato la riduzione dei livelli di produzione che per il prossimo anno si dovrà attestare a circa 330mila lavatrici prodotte, rispetto alle attuali 380mila, con un conseguente numero di esuberi in fabbrica pari a 343 unità ai quali si devono aggiungere 30 esuberi nella palazzina uffici.
“Gli ulteriori 30 esuberi sono una novità rispetto a quanto la stessa Candy ci aveva detto a fine giugno - ha detto Pietro Occhiuto – Una novità che ci dice chiaramente di come la famiglia Fumagalli, storica proprietaria dell'azienda, intende disimpegnarsi dall'Italia”.
“Viste queste condizioni irricevibili – prosegue Occhiuto - abbiamo proposto alla Direzione aziendale, al fine di evitare questi licenziamenti, di rinnovare il Contratto di solidarietà a condizioni simili a quello in scadenza. Al contempo abbiamo chiesto di presentarci immediatamente il Piano industriale e pretendiamo che questo venga fatto presso il Ministero dello Sviluppo Economico”.
“Candy intende delocalizzare altra produzione in Cina e Russia nel silenzio completo delle istituzioni. Ci si deve rendere conto che questo rischia di diventare un enorme problema sociale del quale tutti se ne devono fare carico” conclude Occhiuto.


Monza 30 settembre 2015

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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