Sabato, 08 Maggio 2021

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L`accordo ha rimesso al centro la contrattazione tra le parti

 

Sono circa 50 mila nel Vicentino i lavoratori interessati al rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici, sul quale sindacati e Federmeccanica hanno raggiunto un accordo che fa contente le parti e che ora è atteso all'ultimo passaggio, l'approvazione nelle assemblee di fabbrica, entro metà aprile. Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil, ha partecipato ieri all'assemblea della Salvagnini, nell'ambito di una "due giorni" in Veneto per illustrare l'accordo ai lavoratori.

 

Segretaria, arrivate a un contratto che, dopo un anno e mezzo di trattative, soddisfa tutti.

Sì, è stata una trattativa molto lunga e complicata. Fino a novembre non è decollata, certo c'è stato il Covid di mezzo. Poi, una volta partito sul serio, il confronto è stato molto serrato e molto complesso su questioni di merito, però si riconosceva la volontà reciproca di arrivare a un accordo che facesse del contratto dei metalmeccanici un elemento di riferimento dei cambiamenti in corso. Credo che un molo importante lo abbia avuto anche l'esperienza fatta durante la prima fase della pandemia, nel senso che i protocolli Covid e il modo in cui si sono confrontate imprese e rappresentanze sindacali hanno reso evidente come il confronto, la relazione, sia un elemento di valore. C'è stato un lungo periodo in cui la necessità della relazione non era centrale, ma ora questo contratto rimette al centro la contrattazione.

 

È il segno di un cambio di passo nelle relazioni sindacali?

Già il contratto del 2016, il primo unitario dal 2009, aveva segnato la presa di coscienza che un accordo, per funzionare, deve avere il consenso di tutte le parti. Non significa che non si possano avere punti di vista diversi o che non ci possano essere degli scioperi, che fanno parte della normale dialettica democratica. Sapendo, però, che è nel confronto che le soluzioni possono essere trovate. Se siamo bravi tutti, questo può essere un punto di cambiamento.

 

La riforma dell’inquadramento, a 50 anni dalla precedente, è stato un elemento decisivo?

Il tema dell'inquadramento, in discussione peraltro dal 2007, ha trovato un punto di equilibrio frutto anche del lavoro che in questi anni abbiamo continuato a fare. che valorizza le modifiche intervenute nel tempo e che chiedono al lavoratore anche un ruolo diverso nel posto di lavoro.

 

Le assemblee di fabbrica che risposte stanno dando all'ipotesi di contratto?

L'accoglimento è positivo. Credo che il risultato raggiunto sia stato significativo e riconosciuto dai lavoratori. Spero sia di buon auspicio per il futuro della contrattazione.

 

Pensa che quando finirà il blocco dei licenziamenti ci potrà essere un'emergenza occupazionale?

In questo momento in realtà vediamo molto lavoro straordinario nell'industria, soprattutto in Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna: le aziende che sono presenti sui mercati mondiali stanno lavorando moltissimo. Quindi, tranne per alcuni settori come quelli legati alla mobilità, non si capisce perché ci dovrebbe essere una corsa ai licenziamenti. L'industria non sta andando male, tutt'altro: la ripresa è più forte del previsto.

 

Quindi dal vostro osservatorio come interpretate il 2021?

Questi primi mesi hanno risultati migliori di quel che ci si potesse aspettare, tant'è che c'è un problema di approvvigionamento di materie prime, che rischiano di non essere sufficienti per la produzione che c'è in questa fase, anche se non uguale per tutti i settori. Poi si tratterà di vedere come il governo intende cambiare il paese utilizzando le risorse del Recovery fund e con quali politiche industriali negli asset strategici. Noi per ora non ne sappiamo niente: su questo finora il governo Draghi, come il precedente, non ha alcun tipo di interlocuzione con il sindacato. E credo sia un errore.

 

Intervista a Francesca Re David di Stefano Tomasoni pubblicata sul "Giornale di Vicenza" del 24 marzo 2021

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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