Mercoledì, 21 Agosto 2019

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Perché i lavoratori americani hanno bocciato l'accordo sindacati-Fca

Marchionne-Williams

 

 

Ormai è ufficiale, con il 65% di No (soprattutto negli stabilimenti più grandi e fra gli operai più giovani e addetti alla linea di montaggio) i 40.000 iscritti al sindacato americano dell'auto, Uaw, chiamati al voto hanno respinto l'ipotesi di accordo raggiunta con l'azienda dalla delegazione negoziale del sindacato. Con una breve dichiarazione il Presidente Dennis Williams ha comunicato l'esito del voto e ha annunciato che tornerà al tavolo negoziale per cercare di migliorare l'intesa raggiunta. “La forza del sindacato sono i suoi iscritti, e sono loro ad avere l'ultima parola sulla approvazione del contratto” ha tenuto a precisare Williams.

Vediamo di evidenziare quali sono i punti controversi e i motivi che hanno portato una così ampia maggioranza di lavoratori a votare contro l'accordo.

Il problema più grosso è che non viene affatto superato il doppio regime salariale (tier 1 per gli assunti prima del 2007 e tier 2 per gli assunti dopo quella data) e sebbene siano previsti aumenti anche significativi (dopo quasi dieci anni di blocco salariale) per i nuovi assunti, il nuovo contratto fissa il nuovo standard salariale per questi lavoratori (da raggiungere alla fine del contratto) a 25,50 dollari l'ora (dagli attuali 19) cioè molto meno dei 29 dollari, l'attuale paga dei lavoratori Tier 1, e che aumenterà del 3+3 % nella valenza contrattuale. Molto poco apprezzato anche il fatto che non sia più indicato alcun limite alla percentuale di lavoratori con la paga ridotta (Tier 2).

L'impegno era di fissare al 25% la percentuale massima di lavoratori che potevano essere tenuti al livello retributivo 2, cosa che avrebbe obbligato Fca (dove attualmente c'è un 40% di lavoratori a paga ridotta) a passare subito una buona parte degli attuali lavoratori di livello 2 al livello 1.

Grande insoddisfazione quindi per il mancato superamento del doppio regime, e per il nuovo tetto fissato per la paga oraria degli assunti dopo il 2007 (inferiore di circa il 10% rispetto a quello attuale dei lavoratori più anziani).

Ma anche tra i lavoratori anziani c'è insoddisfazione per gli aumenti previsti, molti dei quali come bonus una tantum o premi di risultato variabili, che viene lamentato non recupererebbero il potere d'acquisto perduto in questi anni.

La seconda questione che ha alimentato il dissenso è l'incertezza e la poca chiarezza sul piano di investimenti annunciato, che sicuramente prevede uno spostamento della produzione di molti modelli auto verso il Messico, ma è invece confuso sulla redistribuzione delle produzioni negli Stati Uniti, cosa che alimenta il sospetto che il saldo occupazionale possa alla fine essere negativo e in ogni caso che comporti problemi in alcuni stabilimenti a cui verrano tolte le produzioni attuali e che non hanno certezza su come verranno sostituite.

La terza questione che preoccupa i lavoratori è la confusione riguardo al futuro sistema di assistenza sanitaria. Il comunicato sindacale annuncia infatti che verrà costituito un fondo cooperativo per la gestione delle tutele sanitarie che dovrebbe ridurre i costi di gestione mantenendo i livelli di qualità e la gamma delle prestazioni, ma non si dice niente su cosa sia e come funzionerà questo fondo cooperativo e soprattutto ci sono molti dubbi su quanto e come dovranno pagare i lavoratori a loro carico.

Quarto punto che alimenta il dissenso verso l'accordo è la poca fiducia dei lavoratori iscritti alla Uaw a fronte delle promesse fatte e non mantenute dal gruppo ditrigente sindacale (vedi la mancata fissazione del tetto del 25% ai lavoratori con paga Tier 2), sfiducia confermata dalla vaghezza delle informazioni sul nuovo contratto e soprattutto delle risposte alle preoccupazioni sollevate dai lavoratori nella consultazione.

Molte lamentele si sono poi indirizzate a parti e aspetti dell'intesa poco o niente evidenziate nella sintesi dell'accordo presentata dal sindacato. Da alcune differenze salariali ulteriori che si stabiliscono nell'ambito dei lavoratori Tier 2, all'inasprimento delle sanzioni per assenze e ritardi che arrivano fino al licenziamento dopo il 5' ritardo, all'aumento della intensità e dei vincoli della prestazione lavorativa alla metrica Wcm, cui vengono collegati molti dei bonus salariali previsti.

Molto contestato anche un regime di turnazioni considerato particolarmente gravoso per la gestione della vita famigliare, a causa della frequente alternanza fra turni diurni e notturni e continui cambi di orario.

*Ufficio internazionale Fiom

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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