Lunedì, 04 Luglio 2022

Fermiamo le morti sul lavoro, sciopero di due ore dei metalmeccanici di Udine

Non si può e non si deve morire per il lavoro, non deve succedere che un ragazzo concluda così la sua vita. La magistratura indagherà e siamo certi che attribuirà le eventuali responsabilità, a noi resta lo sconcerto e il dolore per la perdita di questa giovane vita che avrebbe dovuto solamente apprendere il senso del lavoro all’interno del ciclo di studi.

La morte di Lorenzo deve chiamare tutti ad una riflessione: l’alternanza scuola lavoro può essere uno strumento utile per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro, ma non può e non deve portarli a correre alcun rischio per la loro salute e per la loro sicurezza. 

C’è la necessità di ripensare lo strumento, obbligatorio per acquisire i crediti attraverso le competenze trasversali che, ci sembra, porti le scuole a definire accordi con le imprese che si rendono disponibili, senza avere spesso, le necessarie informazioni per verificare l’adeguatezza degli ambiti in cui mandano i loro studenti. 

Chiediamo che da subito le imprese, associazioni imprenditoriali e le organizzazioni sindacali, si assumano le proprie responsabilità perché questo non accada più, vanno definiti criteri rigorosi per l’accreditamento delle aziende, devono essere stabiliti precisi ambiti di attività ma, soprattutto vanno stabilite procedure tassative di controllo sia coinvolgendo le Rappresentanze sindacali dove presenti, Gli Organismi Paritetici territoriali e gli organi di controllo pubblici. 

Questo gravissimo infortunio deve spingerci a fare di più sul fronte della sicurezza sul lavoro, gli infortuni nel 2021 hanno raggiunto i 695 morti nei luoghi di lavoro, con una frequenza terribile di quasi 2 morti al giorno compreso sabato e domenica: una strage continua. 

Nelle aziende metalmeccaniche la pandemia e la necessità di rendere le fabbriche e gli uffici sicuri dal punto di vista sanitario, ha fatto si che l’impegno di tutti si è concentrato sulle procedure di contenimento del contagio facendo abbassare la guardia rispetto alle condizioni di lavoro e della sicurezza rispetto agli infortuni. 

Va inoltre sottolineato che il Dlg. 81/08 da molti anni oramai, viene spesso applicato nelle aziende solo formalmente, attraverso procedure, documentazioni e imposizione di Dispositivi di Protezione Individuale e, sempre meno con reali investimenti in salute e sicurezza attraverso reali modifiche degli impianti e degli ambienti di lavoro. 

Se questo è il quadro, il sindacato deve fare la sua parte per quanto concerne le proprie possibilità: Fim, Fiom Uilm del territorio di Udine dichiarano 2 ore di sciopero con assemblee da svolgersi in tutti i luoghi di lavoro per rilanciare la campagna di presidio contro gli infortuni, da svolgersi a partire da lunedì 24 gennaio. 

Le RSU unitamente agli RLS, anche nell’ambito dei Comitati aziendali, si attiveranno con segnalazioni formali ai sensi dell’articolo 50 del DLG:81/08, mettendo in luce tutte le situazioni di pericolo e di poca sicurezza, non perdendo di vista, la rigorosa applicazione dei protocolli anticovid19. 

Segreterie territoriali Fim-Fiom-Uilm Udine

Udine, 22 gennaio 2022

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Fiom-Cgil nazionale

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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