Mercoledì, 22 Gennaio 2020

Ex Ilva. Venturi: si apra trattativa vera, la Fiom-Cgil non delega la propria funzione di rappresentanza

Il pre-accordo che ha consentito ad ArcelorMittal ed Ilva in Amministrazione Straordinaria di richiedere congiuntamente lo slittamento dei tempi dell’udienza si fonda sul presupposto di un interesse strategico nazionale riferito alle attività dell’Ilva in ragione del quale va perseguito l’obiettivo di produrre, con il "nuovo piano industriale", circa 8 milioni di tonnellate di acciaio entro il 2023 nel sito di Taranto.

Un nuovo piano industriale di transizione verso le tecnologie verdi che richiederebbe la revisione del piano ambientale e del relativo DPCM e che "fornisce i dettagli dei livelli di occupazione durante il periodo considerato coerenti con il nuovo piano industriale" e con "l’istituzione di una nuova società finanziata da azionisti pubblici e/o privati al fine di attuare e gestire tra l’altro ulteriori impianti di tecnologia verde", con regole e disposizioni di governance che garantiscano comunque ArcelorMittal come azionista di maggioranza assoluta.

“Tutte le parti che hanno firmato l’accordo sindacale di settembre 2018 stipuleranno un nuovo accordo sindacale coerente con i termini stabiliti”. Di tutto ciò nulla si conosce se non le linee generalissime che il Ministro Patuanelli ha indicato nell’incontro del 12 dicembre scorso. Si dà semplicemente il caso che la Fiom-Cgil e il sindacato tutto in quell’incontro si è già detto indisponibile a trattare le conseguenze e gli effetti di scelte e di vincoli prefissati fuori dal perimetro della trattativa stessa.

La Fiom-Cgil non è disponibile ad un negoziato dagli esiti e dai tempi già predefiniti prima di cominciare.

Per noi sono decisivi i vincoli e gli impegni assunti con l’accordo del 2018 senza ovviamente prescindere da eventuali difficoltà congiunturali, di innovazione impiantistica, di risanamento ambientale, di salute e sicurezza dei lavoratori e soprattutto per noi resta decisivo il vincolo di zero esuberi a partire dai lavoratori ancora in cigs in amministrazione straordinaria.

Tanto più che il 30 dicembre prossimo il Tribunale del Riesame si dovrà esprimere su quello che non può essere considerato un elemento marginale: la possibilità di utilizzo dell’Afo2 come condizione per una transizione credibile nei tempi e negli obiettivi.

Si riparta da una trattativa vera. La Fiom-Cgil non delega l’esercizio di rappresentanza dei lavoratori del gruppo ArcelorMittal.

Lo dichiara in una nota Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 20 dicembre 2019

 

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