Venerdì, 22 Novembre 2019

CNHi. Fiom: cambiare piano per tutelare stabilimenti e lavoratori. Il 28 ottobre tavolo al Mise

“L’incontro odierno con Gerrit Marx a capo della delegazione di CNHi per il confronto sul futuro degli stabilimenti Iveco in Italia non ha chiarito quali siano gli effetti nella concretizzazione del piano presentato a New York il 3 settembre dall’ad del gruppo Mühlhäuser.

L’azienda deve far rapidamente fronte a cambiamenti tecnologici significativi sul piano degli investimenti: motorizzazioni eco e self drive innanzitutto. Nel corso del piano l’azienda conta di investire 4,2 miliardi in 5 anni ma non è stata offerta alcuna indicazione su tempistiche e prodotti presso i siti produttivi.

Per Iveco Defence che coinvolge gli stabilimenti di Bolzano, Vittorio Veneto e Piacenza le commesse realizzate e in via di definizione non pongono problemi sulla prospettiva occupazionale. Come gli investimenti sul cambiamento di specifiche tecnologie sui mezzi speciali, nonostante impongano investimenti nel cambiamento, non destano preoccupazioni particolari secondo l’azienda. Per lo stabilimento di Piacenza è in corso un rafforzamento del prodotto per il settore in cui opera.

Il quadro che è emerso della situazione degli stabilimenti di Iveco conferma la stabilità produttiva di Suzzara e il lavoro in corso per l’elettrificazione del Daily del 2021 utile ad affrontare il cambiamento del mercato in corso in un segmento in cui la crescita principale si è determinata sotto le 3,5 tonnellate su cui CNHi valuta la possibilità di mercato. Il management presente all’incontro ha inoltre dichiarato che nel 2024 - 2025 è in programma il lancio del nuovo modello del Daily. Mentre la mancanza di novità su Brescia posticipate secondo l’azienda ad una valutazione che si compirà entro 9 mesi confermano tutte le preoccupazioni sul futuro dello stabilimento nonostante le affermazioni ripetute di importanza della delegazione aziendale. Il segmento di mercato dell’eurocargo stretto tra pesanti e leggeri sta riducendo i volumi complessivi e questo impatta negativamente da anni sull’occupazione. A pesare sul futuro di Iveco è la posizione nel mercato europeo del “pesante” di circa il 2%, punto delicato della produzione in Europa da cui dipende gran parte del risultato complessivo.

La Fiom valuta negativamente le informazioni ricevute e conferma la contrarietà al piano che ad oggi da certezza e tempistiche chiare delle ristrutturazioni e chiusure a San Mauro e Pregnana Milanese. Mentre con l’incontro di oggi l’azienda conferma le incertezze sul futuro dei lavoratori di Brescia: se esiste un piano di CNHi deve essere chiaro e per tutti gli stabilimenti e i lavoratori.

La Fiom conferma lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti e promuoverà assemblee con i lavoratori per decidere le iniziative da continuare o intraprendere per avere chiarezza dal management e cambiare il piano nelle parti che hanno ricadute negative di carattere produttivo e occupazionale.

La Fiom ritiene fondamentale ricostruire un’iniziativa unitaria con tutte le organizzazioni sindacali coinvolgendo tutti i lavoratori del gruppo CNHi. La mobilitazione, a partire dai lavoratori di Pregnana Milanese, ha già ottenuto la convocazione dell’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico per il 28 ottobre. L’incontro convocato è un primo passo: chiediamo al governo nazionale di avere al tavolo l’amministratore delegato di CNHi Mühlhäuser per avere un confronto utile a trovare gli strumenti necessari a tutelare stabilimenti e lavoratori del nostro Paese”.

Lo dichiara in una nota Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 11 ottobre 2019

 

 

 

 

 

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La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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