Martedì, 22 Ottobre 2019

Abb. La Uilm accetta la proposta dell’azienda sui licenziamenti dei lavoratori

Durante l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico e successivamente in assemblea a Vittuone la Uilm, senza nessun confronto con le altre organizzazioni sindacali, ha dichiarato di accettare la proposta dell'azienda e di voler procedere in merito alla trattativa sulla riorganizzazione aziendale dove Abb ha dichiarato 108 esuberi.

Con questo obiettivo e su questi contenuti propone a Fim e Fiom di svolgere un referendum che, allo stato attuale e in assenza di un’ipotesi di accordo, significa chiedere ai lavoratori di esprimersi sul testo consegnato dall’azienda alle Organizzazioni Sindacali.

Un comportamento davvero grave e senza precedenti, utile solo a produrre divisioni tra i lavoratori e a rafforzare le posizioni aziendali, ma soprattutto una scelta che danneggia e lascia senza risposte i lavoratori coinvolti.

In Abb, di fronte ai licenziamenti di una multinazionale, la Uilm propone di usare in modo strumentale la democrazia per dividere i lavoratori garantiti dai lavoratori coinvolti nel processo di riorganizzazione favorendo l’azienda in una fase delicata del negoziato.

La cosa peggiore che un sindacato può fare ai lavoratori coinvolti in un processo di riorganizzazione.

Per questi motivi la Uilm propone di svolgere un referendum dove non è chiaro chi e cosa dovrebbero votare i lavoratori, o dove i lavoratori di Vittuone dovrebbero votare per mettere i lavoratori delle altre sedi con le spalle al muro obbligandoli a lasciare l’azienda.

Il referendum è uno percorso democratico e non può diventare lo strumento che permette ad Abb di raggiungere il suo obbiettivo a scapito delle richieste sindacali e dei bisogni dei lavoratori.

In realtà l'obiettivo che si propone l'azienda, e che vuole dal primo giorno di trattativa, è quello di costringere chi per necessità deve continuare a lavorare ad accettare il licenziamento; attraverso il referendum vuole strumentalizzare il voto favorevole di chi ha già deciso di lasciare l'azienda, proponendo un accordo che privilegia solo i soldi dati come incentivo.

Abb, diversamente dall’accordo sottoscritto nel 2003, non vuole impegni certi sulla ricollocazione degli esuberi; infatti non vuole individuare e scrivere dove sono i posti liberi per le ricollocazioni ma è disponibile solo a scrivere un generico riferimento al criterio della funzionalità attraverso la costituzione di una commissione paritetica: di fatto Abb non avrebbe nessun vincolo, avrebbe la mano libera nel decidere se ci sono o meno le ricollocazioni.

La Fiom vuole ricercare garanzie e soluzioni a tutti: per quelli che volontariamente in modo incentivato vogliono lasciare l’azienda, per quelli che hanno necessità di continuare a lavorare in Abb e che l’azienda vuole penalizzare a partire dai costi del trasferimento che non vuole riconoscere.

Questa trattativa deve proseguire con l’obbiettivo di raggiungere un accordo che non lasci a piedi nessuno e con l’obiettivo di evitare che i soldi della multinazionale siano destinati a chiudere gli stabilimenti e perdere occupazione; un accordo che provi a difendere il lavoro e chi vuole continuare a lavorare in Abb.

La Fiom chiede di fare quello che unitariamente abbiamo fatto nell’ultima riorganizzazione del 2016: far votare l’ipotesi di accordo sottoscritta unitariamente da tutte le organizzazioni sindacali.

La democrazia è uno strumento dei lavoratori, oggi la Uilm la riscopre e la esercita in soccorso all’Azienda.


Coordinamento Abb Fiom-Cgil

Roma, 20 maggio 2019

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Fiom-Cgil nazionale

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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