Lunedì, 17 Giugno 2019

Sirti. Riavviato il confronto con l'impegno comune ad azzerare i licenziamenti

È ripartito ieri, in Assolombarda, il confronto con l'azienda, dopo la riuscita della “settimana della lotta” e la sospensione della procedura di licenziamento collettivo.

Sirti ha dichiarato la volontà di azzerare i licenziamenti utilizzando diversi strumenti alternativi – accompagnamento alla pensione, ammortizzatori sociali conservativi, incentivi alla ricollocazione esterna, riconversione professionale interna, riduzione del costo del lavoro.

Un risultato positivo, frutto della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, che sebbene al momento non azzeri gli 833 esuberi, avvia un processo di gestione conservativa mirato all’obiettivo esuberi zero, che l’azienda ha espressamente condiviso.

La delegazione sindacale, pur apprezzando l’apertura dell’azienda, ha sottolineato come al momento il numero degli esuberi è rimasto pressoché invariato e ha chiesto che il cosiddetto “piano sociale” sia strutturato su base triennale, con verifiche annuali circa la capienza delle persone che saranno coinvolte dagli ammortizzatori sociali (naspi e contratti di solidarietà).

Per Fim, Fiom e Uilm l’utilizzo dei contratti di solidarietà deve coinvolgere il maggior numero di dipendenti possibile, al fine di redistribuire il disagio economico.

La richiesta di riduzione del costo del lavoro, proposta da Sirti, è stata valutata impraticabile: per contro, abbiamo proposto di discutere l’organizzazione del lavoro in ogni reperto-territorio, convinti che vi siano margini per il recupero di inefficienze presenti.

Altrettanto forte la richiesta di una sensibile riduzione delle attività affidate al sub-appalto, opzione dirimente ai fini di una possibile intesa, quale concreta compartecipazione aziendale al “sacrificio solidaristico” in capo alle lavoratrici e ai lavoratori. Pertanto, abbiamo chiesto che l'azienda esponga le attività – dirette e in sub-appalto – attualmente attive in ogni reparto-territorio, così da misurarne l’effettiva riduzione nei tre anni successivi.

Per Fim, Fiom e Uilm la condivisione del piano industriale, che prevede una trasformazione dell’azienda verso unità di business a maggiore valore aggiunto, non può prescindere dalla tutela dei livelli occupazionali. Un percorso difficile, ma non impossibile, sul quale ci sarà un confronto in Assolombarda nei giorni 29 marzo e 4 aprile mentre, parallelamente, prosegue il pressing sul governo per l’apertura di un tavolo di settore delle tlc.

Dichiarazione congiunta di Marco Giglio, Pietro Locatelli e Michele Paliani, coordinatori nazionali Fim, Fiom, Uilm Sirti

 

Fim, Fiom e Uilm nazionali

Roma, 22 marzo 2019

 

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La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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