Strage ThyssenKrupp. Marcelli (Fiom): “Non c'è giustizia per i sette operai uccisi ormai sette anni fa a Torino. Si allungano i tempi della sentenza finale, sulla quale non peserà l'imputazione di omicidio volontario”

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Maurizio Marcelli, responsabile dell'Ufficio salute e sicurezza della Fiom-Cgil, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

“La Fiom-Cgil valuta negativamente la sentenza sulla strage alla ThyssenKrupp, emessa ieri dalle sezioni penali riunite della Corte di Cassazione. I giudici non hanno reso giustizia ai sette lavoratori morti sul lavoro, il 6 dicembre 2007, rinviando a un nuovo processo d'appello la conclusione di un percorso iniziato ormai più di sei anni fa.”

“La sentenza ha derubricato al solo omicidio colposo le responsabilità degli imputati, cancellando l'imputazione di omicidio volontario, come se non ci fosse stato un dolo grave nel momento in cui la ThyssenKrupp e i suoi dirigenti non hanno attivato gli strumenti di prevenzione per la sicurezza pur sapendo quali conseguenze ne sarebbero scaturite, determinando così una tragedia come quella di Torino.”

“Un giudizio critico lo esprimiamo anche sulla nota stampa emessa nella tarda serata di ieri dalla stessa Corte di Cassazione, con la quale si ipotizza, nell'appello che verrà, la possibilità dell'aggravio delle pene per gli imputati, come se questo fosse la contropartita di una decisione che minimizza quanto è avvenuto e rinvia negli anni la possibilità di vedere i responsabili effettivamente scontare la pena inflitta. Una toppa che è peggio del buco.”

“La Fiom si aspettava una sentenza che rendesse giustizia ai lavoratori, ma soprattutto che dichiarasse definitivamente che quando non vengono attivate le misure e le procedure di sicurezza, la responsabilità dell'impresa e dei propri dirigenti è totale e quindi devono essere condannati in tempi ragionevoli. In Italia ancora una volta si è persa un'occasione di realizzare un'effettiva giustizia per i lavoratori, condannando correttamente il datore di lavoro e i dirigenti dell'impresa, colpevoli delle morti dei lavoratori, e rendendo effettiva la pena.”

“La Fiom continuerà a perseguire questo obiettivo, costituendosi parte civile in tutti i processi ove si individuano le responsabilità delle imprese che, con la mancata applicazione delle norme di sicurezza, determinano la morte dei lavoratori.”

“E proprio ieri, contemporaneamente alla seduta della Corte di Cassazione, un lavoratore metalmeccanico è morto in un'azienda artigiana a Parma.”

Roma, 25 aprile 2014