Venerdì, 25 Settembre 2020

Padova. Un anno fa la manifestazione “O ti fermi o muori"

Il 28 marzo del 2019 si è tenuta a Padova una delle più importanti manifestazioni unitarie indetta da Fim, Fiom e Uilm del territorio: oltre 6.000 persone riempirono le vie della città unendo nella stessa richiesta di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro i lavoratori e le lavoratrici del settore metalmeccanico, altre categorie sindacali, pensionati, studenti ed esponenti della società civile.

Il titolo della campagna portata avanti nei mesi precedenti e sfociata nello sciopero e nella manifestazione di un anno fa si intitolava “O ti fermi o muori”, nome scelto proprio per sottolineare la necessità di un cambio netto della cultura del lavoro. Nessun lavoratore deve accettare, soprattutto oggi, in questa emergenza che ci coinvolge tutti, in maniera totale e trasversale, condizioni di lavoro che mettano a repentaglio vita e salute. Questo era il significato dello sciopero unitario del settore proclamato a Padova nei giorni scorsi. Le condizioni di ricattabilità dei lavoratori presenti nei processi produttivi e organizzativi delle imprese sono il punto di partenza da rimuovere per poter progredire.

La sicurezza dev’essere di tutti i lavoratori, sia di quelli tutelati da ccnl e sindacati sia di quei lavoratori che il sindacato non lo possono né conoscere né scegliere.

Alla manifestazione portarono il loro contributo tre donne dalla forza immensa: Xhanina, figlia di Gezim Haka, operaio della Unicka deceduto sul lavoro il 31 luglio 2017, Valerica, moglie di Marian Bratu e Rodica, moglie di Sergiu Todita, gli operai morti per le conseguenze dell’incidente sul lavoro subito alle Acciaierie Venete il 13 maggio 2018. 

“In questi giorni più che mai riteniamo necessario ricordare la manifestazione dello scorso anno a Padova, perché la sicurezza è sempre stata prioritaria nella nostra categoria e grande l’impegno profuso in questo ambito. Il sindacato ha la responsabilità di tenere sempre alta la guardia rispetto al tema della sicurezza: troppi morti, troppi incidenti e situazioni che non sono più tollerabili. Dobbiamo intraprendere e portare avanti con costanza iniziative di salvaguardia della sicurezza nei luoghi di lavoro aumentando la formazione per la sicurezza e incentivando i controlli. Sono necessari strumenti mirati per poter avere sempre più capacità di intervento rispetto a queste tematiche. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, la sicurezza nei luoghi di produzione è maggiormente messa a rischio e l'attenzione deve essere ancora più alta: dobbiamo assolutamente limitare le attività a quelle essenziali e fare in modo che, nei siti produttivi che devono rimanere attivi, venga rispettato il protocollo del 14 marzo e vengano adottati tutti i dispositivi necessari per la salvaguardia delle lavoratrici e dei lavoratori.”

Dichiarano Francesca Re David, segretaria generale Fiom, e Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova.

Ufficio stampa Fiom nazionale

Roma, 28 marzo 2020

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La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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