Martedì, 22 Ottobre 2019

Sciopero per il contratto alla General Motors

 

 

La General Motors è la prima delle “tre grandi” case automobilistiche scelta dal sindacato dell’auto americano Uaw per avviare l’attuale tornata dei rinnovi contrattuali. Il negoziato iniziato a luglio si è rivelato più difficile del previsto per lo Uaw che a fronte dell’andamento negativo delle trattative ha deciso di indire uno sciopero nazionale nelle fabbriche Gm degli Stati Uniti, sciopero che è iniziato il 16 settembre e che si trova ora nella sua seconda settimana. I negoziatori si sono incontrati anche nel corso del fine settimana e sono tornati al tavolo lunedì mattina, ma nonostante alcuni i progressi registrati nel negoziato non pare ci sia una qualche conclusione in vista.

Lo sciopero coinvolge circa 50.000 lavoratori, paralizzando la produzione in circa 30 siti produttivi in nove stati degli Usa

Lo sciopero ha inoltre costretto Gm a chiudere due fabbriche canadesi che producono motori, pick-up di modelli più vecchi e due modelli di auto. Secondo molti osservatori se lo sciopero si protrarrà molto a lungo, Gm probabilmente dovrà chiudere fabbriche in Messico e Canada in quanto motori, trasmissioni e altri componenti sono costruiti negli Stati Uniti, e anche le aziende che forniscono parti a Gm dovranno iniziare a tagliare la produzione.

Le principali rivendicazioni sindacali oggetto dello scontro sono sui seguenti argomenti: aumenti salariali sia diretti che del sistema di bonus e benefit, una maggior quota della ripartizione dei profitti; un percorso più rapido per riallineare a livello pieno (30 usd) la paga oraria dei nuovi assunti (16-18 usd). Un punto importante e molto sentito di lavoratori e la richista di ridurre la percentuale dei lavoratori temporanei (secondo Uaw 4,1%) e percorsi per la loro stabilizzazione. Last but not least la richiesta di garanzie occupazionali individuando nuovi prodotti e certezza di investimenti per le fabbriche che Gm intende chiudere, e che implicherebbero la perdita di 14.000 posti di lavoro fra Usa e Canada nei prossimi due anni.

Un punto ulteriore sollevato dalla impresa e particolarmente sensibile per entrambe le parti è la questione del piano sanitario. La compagnia intende ridurre i costi che sopporta per il piano sanitario (ritenuti troppo alti rispetto alle altre imprese) e vorrebbe aumentare significativamente la quota a carico dei lavoratori, attualmente al 4% in Gm a fronte di una media del 34% nelle altre grandi imprese.

In generale l’obiettivo di una riduzione complessiva dei costi perseguita dall’impresa rende complicata una mediazione con le richieste dei lavoratori che intendono invece recuperare le quote di salario e benefit sacrificate per uscire dalla crisi. Gm intende avvicinare il suo costo del lavoro (complessivamente stimato intorno ai 63 dollari l’ora) a quello delle case automobilistiche estere che hanno le fabbriche prevalentemente negli stati del sud (in media intorno ai 50 dollari).

D’altro canto Gm ha realizzato oltre 30 miliardi di profitti negli ultimi 5 anni e per i lavoratori questo è il momento di redistribuire una quota maggiore di questi profitti ai dipendenti (attualmente i lavoratori ricevono 1.000 dollari per ogni miliardo che l'azienda fa al lordo delle imposte in Nord America) aumentando complessivamente il salario e riallineando la paga oraria di vecchi e nuovi assunti.

A rendere più intransigente l’atteggiamento dei negoziatori sindacali e spingere per la prosecuzione dello sciopero c’anche l’esigenza dello Uaw di dimostrare la propria credibilità e rappresentatività fra i lavoratori dopo le inchieste federali per corruzione e utilizzo improprio dei fondi del sindacato che hanno visto coinvolti alcuni alti dirigenti Uaw incluso l’ex presidente e il vicepresidente con delega per Fca.

Ad alzare la tensione e inasprire lo scontro la decisione della compagnia di sospendere le prestazioni del fondo sanitario per i lavoratori in sciopero il cui costo ricadrà quindi sul fondo sindacale di sostegno allo sciopero. Una mossa molto aggressiva indice di come l’impresa non sia disposta a troppe concessioni e punti a fiaccare la resistenza degli scioperanti agendo sul piano economico.

Se infatti si stima che l’impresa dovrà sopportare costi intorno ai 50 milioni di dollari al giorno per effetto dello sciopero, anche i lavoratori cominceranno a patire gli effetti dello sciopero sul proprio salario, dovendo iniziare a vivere coi 250 dollari a settimana del sussidio sindacale a partire da questa settimana.

Gm ha offerto prodotti in due delle quattro sedi in cui intende chiudere le fabbriche. Ha proposto un pick-up elettrico per l'impianto di Detroit-Hamtramck e una fabbrica di batterie nella zona di Lordstown, Ohio, dove sta chiudendo un impianto di assemblaggio di auto di piccole dimensioni. La fabbrica sarebbe gestita da una joint venture e, sebbene avesse lavoratori Uaw, Gm propone di lavorare con una retribuzione inferiore a quella che l'azienda paga negli impianti di assemblaggio.

Alla Gm questo è il primo sciopero nazionale della Uaw dal 2007, quando il sindacato bloccò la General Motors per due giorni.

 

 

Ufficio Internazionale-Europa

 


 

 

 

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

Iscrizione Newsletter

Dichiaro di aver letto e compreso l’informativa Privacy e Termini di Utilizzo e di prestare il consenso al trattamento dei miei dati per le finalità e secondo le modalità indicate nella Privacy policy

Search