Giovedì, 21 Novembre 2019

Ex Zastava-Fca Serbia: lo sciopero fa tredici

Serbia- Kragujevac 10 luglio 2017

 

 

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Tredicesimo giorno di sciopero nello stabilimento FCA ex Zastava dopo che i negoziati con l’azienda durati 6 mesi si sono arenati. I punti principali della protesta vanno ricercati nei novecento licenziamenti dello scorso giugno che hanno visto la soppressione del terzo turno e l’aumento dei ritmi e della saturazione delle ore di lavoro per i circa 2500 dipendenti rimasti. In FCA un solo sindacato ha la rappresentatività per poter negoziare (oltre il 15%) ma anche l’altra sigla presente si è unita alla protesta ed è entrata nel comitato di sciopero composto da 3 rappresentanti della Autonomous Metalworkers’ Union of Serbia SSMS e da uno della Nezavisnost.

I punti su cui si era aperto il confronto con l’azienda, oltre alle condizioni di lavoro, erano il salario, i bonus e la mancanza di trasporti per i turni notturni. Nello specifico, le paghe medie dei lavoratori FCA Serbia sono inferiori di circa 80€ rispetto la media nazionale e ammontano a 300€ mensili che diventano 350€ comprensivi di altri elementi legati alla prestazione lavorativa.

Giornali e sindacati fanno notare come l’ammontare complessivo della retribuzione dei lavoratori impiegati nello stabilimento Serbo coincida con un investimento statale di circa 30mln di euro, bisogna tener presente che lo Stato ha una quota di un terzo della proprietà della fabbrica di auto di Kragujevac.

Il ruolo del Governo può essere determinante per sbloccare la situazione. Infatti, FCA ha fatto sapere che a sciopero in corso non è disponibile a sedersi ad un tavolo negoziale con i lavoratori, perché il contratto vigente scade a fine anno, ma la legge serba prevede un obbligo per l’impresa a negoziare in presenza di uno sciopero. Il sindacato si è rivolto all’ispettorato del lavoro per vedere applicata la legge, quindi nei prossimi giorni ad FCA potrebbe essere comminata una multa per non aver adempiuto agli obblighi di legge.

I lavoratori sfilano in cortei interni, perché la normativa prevede che ci si possa scioperare solo rimanendo all’interno dello stabilimento, tuttavia si stanno organizzando per portare all’esterno la protesta coinvolgendo le famiglie e l’opinione pubblica. allo stesso tempo i lavoratori hanno deciso di scrivere una lettera appello al primo ministro per chiedere che intervenga su FCA richiamandola al rispetto della legge e rispetti la volontà dei lavoratori a cui il governo aveva chiesto di interrompere lo sciopero.

In queste ore si stanno moltiplicando i messaggi di solidarietà, il sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori è arrivato dal sindacato europeo e internazionale, i quali hanno indirizzato all’amministratore delegato una lettera a firma dei due segretari generali che chiede di aprire un tavolo negoziale.

La Fiom, in contatto con il sindacato serbo già dall’inizio della vertenza, su invito del sindacato ha organizzato una delegazione che ha incontrato a Belgrado il presidente della Confederazione e a Kragujevac ha partecipato al direttivo territoriale prima, durante il quale ha incontrato il presidente dei metalmeccanici e il comitato di sciopero, e ha poi manifestato la propria solidarietà ai lavoratori serbi che da dentro lo stabilimento hanno manifestato durante la conferenza stampa che si è tenuta davanti ai cancelli della fabbrica.

La Fiom oltre a sostenere le lavoratrici ed i lavoratori in lotta farà quello che è in suo potere per facilitare l’apertura di un tavolo di confronto che riconosca il diritto alla negoziazione dei lavoratori.

 

Fiom-Cgil nazionale

Valentina Orazzini – Michele De Palma

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La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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