Giovedì, 22 Aprile 2021

Thales Alenia Space. Prospettive industriali e alleanze: il problema è sempre la mancanza di una politica industriale del Paese

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Nei giorni scorsi si è svolto il Coordinamento nazionale Thales Alenia Space con all'ordine del giorno la riunione avuta con l'azienda sull'osservatorio strategico. Prima della discussione sui dati raccolti e le informazioni ricevute, si è discusso delle affermazioni fatte da Galle al CAE di Thales.

Il CEO ha dichiarato che, nell'incontro avuto nelle settimane scorse, ha proposto a Finmeccanica di sciogliere l'alleanza così come è oggi e procedere ad una nuova intesa su queste basi: una nuova società a maggioranza francese dove dovrebbero confluire tutte le attività di Thales Alenia Space e di Telespazio, l'altra a maggioranza Finmeccanica, in cui andrebbero la AVIO e le altre attività spazio, della stessa Finmeccanica. Al CAE, il Ceo di Thales ha anche voluto rimarcare di non aver ancora ricevuto risposta da Finmeccanica.

Il tema è di livello europeo e di carattere governativo, non delle singole aziende. Per alcuni (tra cui Moretti nell'intervista rilasciata a la Repubblica il 24/10 u.s.) il volume del mercato istituzionale e privato in Europa, pone seriamente all'ordine del giorno un problema di qualità, quantità e dimensione delle aziende nel settore. Probabilmente in questo contesto va analizzato il punto e, in questa fase di discussione con Finmeccanica, dovremo cercare di capire di più e meglio.

Il coinvolgimento del Governo sulle politiche industriali in generale ed in particolare su Finmeccanica (tema già sviluppato nel convegno tenuto dalla Fiom-Cgil l'8 ottobre, sul libro “La fabbrica per aria”), è fondamentale.

Per quanto riguarda l'osservatorio strategico, l'azienda ha dichiarato che: Thales Alenia Space sta aumentando la redditività e investe in ricerca e sviluppo in media più dei competitor, l'obiettivo che i francesi hanno dato all'Italia è comunque di superare il 10% sull'ebit. Dopo una analisi sul mercato mondiale e sui competitor si è discusso degli enormi cambiamenti che ci saranno nell'industria spaziale e del posizionamento di Thales (e della joint venture), in questa prospettiva.

Nei prossimi 5 anni i cambiamenti saranno riferiti a:

  • nuovi soggetti entreranno nel settore dei lanciatori (SpaceX), Arianne oggi non è più a maggioranza pubblica ma privata;

  • grande sviluppo delle piattaforme a propulsione elettrica;

  • richiesta di grandi costellazioni, con micro-satelliti;

  • parte di questo mercato sarà di quattro grandi clienti - Google, Amazon, Facebook, Apple - che hanno annunciato di volersi dotare di una propria infrastruttura di banda larga, in prospettiva potrebbero inserirsi nel mercato dei servizi (big data, analisi, ecc.);

  • la riduzione di peso dovuta alla propulsione elettrica consentirà di aumentare l'hardware sul satellite, con conseguente aumento esponenziale dei dati raccolti;

  • la produzione sui micro-satelliti comporterà enormi trasformazioni organizzative e industriali, a partire dalla stampa 3D dei componenti.

In questo contesto l'azienda ha presentato il “progetto Neos 50” che dovrebbe sostenere il comparto TLC in Italia (Thales Alenia Space ha praticamente oltre il 60% di mercato commerciale, ma questo è allocato praticamente tutto in Francia). Infatti, le difficoltà francesi sulle TLC stanno mettendo in forte difficoltà la divisione italiana con il rischio concreto di perdere questa competenza. Per questo l'azienda sta seguendo con forte interesse questo progetto sui micro-satelliti, tutto italiano, che si inserisce nel catalogo di Thales (senza entrare in conflitto con i prodotti attuali).

Il progetto (la famiglia Neos con dimensioni variabili è il prodotto su cui puntano in Francia per superare questa difficoltà nel mercato) è relativo ad un satellite da sviluppare con 50% di finanziamento istituzionale e 50% a carico di Thales Alenia Space Italia e mette insieme tutte le aziende con siti produttivi in Italia (essendo finanziato anche dalle Regioni il tema delle ricadute sul territorio è ovviamente fondamentale).

In riferimento al mercato dell'osservazione, l'azienda dice che COSMO è troppo performante e che il mercato non lo recepisce. Per questo sta puntando moltissimo su due progetti: Exposar e Compactsar. Il costo dei satelliti sarà molto più basso grazie al riutilizzo e all'adattamento di tecnologie già utilizzate su COSMO; sono lanciabili con Vega e utilizzano tecnologia radar. Praticamente tutta la ricerca e lo sviluppo di Thales Alenia Space Italia in questo momento si concentra su questo.

L'azienda ha ammesso che ha sbagliato sull'abbandono della tecnologia della propulsione elettrica e che attualmente sui micro-satelliti (definizione abbastanza vaga vista la variabilità di peso) la Francia ha il prodotto e l'Italia no (per questo punta molto su Neos 50).

Rispetto agli articoli apparsi sui giornali dell'incontro tra gli Amministratori Delegati di Finmeccanica e di Thales, ha dichiarato che l'alleanza così com'è per i francesi non regge più e che si dovranno trovare soluzioni diverse anche attraverso un cambiamento di modello di business.

Quanto rappresentato all'Osservatorio dall'azienda e le comunicazioni ricevute dal CAE, nel confermare purtroppo le criticità già denunciate, evidenziano che la situazione è in evoluzione e che è necessaria una discussione chiara sulle prospettive industriali e sulle ricadute delle scelte che Finmeccanica e il Governo faranno (o non faranno).

Ancora una volta si pone il problema di una politica industriale del Paese che sappia intercettare le evoluzioni nei settori strategici e sviluppare i presìdi industriali tutelandoli con forza nelle alleanze internazionali. Per questo oltre a richiedere chiarimenti all'azienda, dovremo allargare la discussione a Finmeccanica e al Governo.

 

FIOM-CGIL NAZIONALE

 

Roma, 30 ottobre 2015

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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