Venerdì, 18 Giugno 2021

Thales Alenia Space. L'azienda perde colpi e incolpa il mercato

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Ieri, 23 luglio, si è tenuto l’incontro con l’Azienda previsto dal Ccnl (art. 8) nel quale sono state illustrate alle Oo.Ss. l’andamento delle attività aziendali e la situazione economica-finanziaria sia della JV che della Thales Alenia Space Italia (incontro richiesto da Fim, Fiom, Uilm).

Dopo la presentazione dei dati di bilancio e quelli occupazionali, che tratteremo in un comunicato a parte, l'azienda è entrata nel merito delle prospettive industriali, partendo dalla condizione attuale.

Il nuovo AD ha dichiarato che sul mercato la competizione è sempre più difficile per una politica dei prezzi aggressiva che influenza, verso il basso, anche l'offerta tecnologica. Nella sostanza, secondo l'azienda il prodotto Thales è molto più costoso e performante, di quanto in questo momento il mercato è in grado di recepire.

Questo il motivo dalle numerose gare perse in questi ultimi mesi e delle difficoltà a portare avanti nuovi progetti. Questa situazione, qualora dovesse perdurare, produrrà effetti diretti sui carichi di lavoro nei vari siti, con problemi diversi a seconda delle attività. L'azienda ha presentato i carichi presupponendo la contrattualizzazione di COSMO a breve, pur non essendo ad oggi ancora firmata l'ulteriore fase di lavori.

I carichi di lavoro nei siti, sulla base delle previsioni attuali, sono i seguenti:

- Torino: sufficiente a garantire la copertura fino a tutto il 2016. Se non dovessero entrare nuove attività, possibili problemi sul 15% della forza lavoro nel primo semestre del 2017;

- Gorgonzola: con Cosmo attività sufficiente fini ad aprile 2017;

- L'Aquila: da giugno un sensibile calo dei carichi di lavoro nonostante si sia intervenuti con una drastica riduzione degli off load. Le attività in carico sono inferiori al potenziale interno, il finanziamento di Cosmo è fondamentale;

  • Roma: si evidenziano già da luglio 2015 difficoltà nei carichi di lavoro che in assenza dell’erogazione dell’ulteriore tranche di finanziamento di Cosmo SG, attesa nella prima settimana di agosto, diventano critiche. Attualmente per contrastare il vuoto lavoro in AIT e TLC si è proceduto con circa 40 trasferimenti temporanei in transito e all’estero (Torino, Francia, Olanda.

Per affrontare questa situazione l'azienda ritiene importante portare a compimento i progetti Ambition Boost & Trasformation Plan , per quanto riguarda i problemi sui costi, i tempi e la qualità. Mentre per le difficoltà registrate sui prodotti, ritiene importante un ulteriore investimento in ricerca e sviluppo e in formazione (progetto IDEA).

Come Fiom CGIL abbiamo dichiarato la nostra preoccupazione e contrarietà per la situazione. Il problema non è il mercato che non recepisce i prodotti Thales ma la trasformazione del mercato stesso che l'azienda non ha intercettato. Le gare le stanno vincendo altri soggetti e i prodotti stanno cambiando notevolmente, soprattutto per quanto riguarda la dimensione dei satelliti nell'ambito delle TLC.

Ciò significa che non è un problema di "mancanza di creatività tecnica percepita dai clienti" ma assenza di capacità strategica del management aziendale nell'individuare questa trasformazione. Dimostrata anche dal fatto che l'investimento in ricerca e sviluppo rappresenta appena il 2,5% del fatturato, una percentuale assolutamente inadeguata anche per attività a più basso contenuto tecnologico (e infatti notevolmente più bassa di tutti i maggiori competitors). Questa visione autoassolutoria rischia di fare ancora più danni. Chi ha visto più avanti e ha investito sul prodotto, non ha aspettato le gare ma è andato a proporlo direttamente al cliente.

Purtroppo rimangono aperti tutti i problemi denunciati quali: la debolezza della posizione italiana nella JV (della quale Finmeccanica e il governo debbono farsi carico); le inefficienze e i costi (non quello del lavoro) che impediscono investimenti e progetti adeguati alle sfide di un settore molto competitivo; il management non all'altezza della situazione.

C'è bisogno di recuperare il terreno perso velocemente e su questo ci aspettiamo che, nella riunione dell'osservatorio strategico dove l'azienda può dare informazioni più specifiche, si diano le risposte necessarie ed adeguate a questi problemi.

Per farlo però la visione dell'azienda non può essere "abbiamo una Ferrari il mercato cerca prodotti meno sofisticati", perché questa interpretazione, li aggraverà.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 27 luglio 2015

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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