Martedì, 11 Agosto 2020

Ge Avio. Ottimo risultato del Pdr per il 2019, forte crisi per i prossimi anni nell'Aerospazio

Nella giornata di lunedì 11 Maggio 2020 si è riunito da remoto il comitato GE Avio Aero, alla presenza dell'Ad, per analizzare e approfondire il momento particolarmente critico in GE Avio, come richiesto dalla Fiom-Cgil il 9 aprile scorso. Contestualmente è stato reso noto il consuntivo relativo al Pdr 2019 che verrà erogato alle lavoratrici e ai lavoratori con la retribuzione di luglio 2020.

L'Amministratore Delegato in modo chiaro e trasparente ha evidenziato una profonda crisi nel settore dell'Aerospazio con la quale si dovrà fare i conti per un lungo periodo, che sta coinvolgendo e coinvolgerà nei prossimi anni tutti gli stabilimenti di GE Avio presenti sul territorio nazionale.

I maggiori analisti del settore ipotizzano un ritorno dei volumi produttivi ai livelli del 2019 non prima del 2022/23 per il settore del trasporto aereo civile, evidenziando contemporaneamente che per il settore militare, stante ad oggi il mantenimento delle attuali commesse in essere, molto dipenderà da quanto gli Stati decideranno di investire nella Difesa per i prossimi anni, a fronte delle crisi economico-finanziare con le quali ci si dovrà confrontare.

Una crisi epocale per un settore che non ha visto dal dopoguerra ad oggi momenti di recessione importanti, con investimenti fatti da GE Avio, prima della pandemia, che andavano nella direzione di produzioni innovative e di prospettiva nel segmento del motori aeronautici.

Inoltre questa crisi, che peraltro tocca anche le altre aziende dell'Aerospazio del segmento dei motori, è contemporanea ad una riduzione importante del prezzo del petrolio, che se rimarranno a lungo su questi livelli non indurranno agli acquisti di motori innovativi a basso impatto ambientale.

I maggiori player mondiali del trasporto civile (Boeing e Airbus) hanno molti aerei stoccati ed invenduti, con richieste da parte delle maggiori compagnie aeree di rinegoziazione degli ordini precedentemente fatti o dello slittamento delle consegne.

Infine la capogruppo General Electric, prima della pandemia, stava affrontando una crisi finanziaria importante, con la divisione Aviation che sorreggeva con una generazione di cassa costante l'intero Gruppo.

Questo è il quadro drammatico con il quale dovremo fare i conti nei prossimi anni, ed in trasparenza come Fiom-Cgil riteniamo doveroso porlo all'attenzione delle lavoratrici e dei lavoratori.

L'evoluzione della crisi sarà inoltre vincolata ai tempi con i quali la comunità scientifica riuscirà a trovare un vaccino o cure affidabili che consentano la riduzione della pandemia, le quali non prima del 2021 si prospettano ipotizzabili, con tempi non definiti per una vaccinazione di massa a livello mondiale legata ai costi e ai servizi sanitari differenti tra i vari Stati.

Ad oggi, ma nei prossimi mesi la situazione potrebbe variare e non è detto in meglio, l'azienda ha prospettato un utilizzo di ammortizzatori sociali del 30% come media complessiva in GE Avio per il 2020. Ovviamente le medie non corrispondono ad un utilizzo omogeneo dello stesso, infatti ci troviamo già ad oggi negli stabilimenti aree con un utilizzo maggiore della Cassa integrazione rispetto alla media e aree produttive dove la stessa non è ancora stata utilizzata. Come prima si diceva le attività del militare non stanno subendo riduzioni a differenze di quelle del civile che vedono un uso sempre maggiore man mano che passano le settimane. L'ammortizzatore sociale viene attualmente utilizzato con le stesse percentuali anche per tutto il personale nella categoria degli impiegati. Per questi motivi come Fiom-Cgil abbiamo chiesto che vengano forniti i dati dell'utilizzo della Cigo per ogni stabilimento con le percentuali identificate per tutte le aree produttive.

Tuttavia l'Ad ha anche affermato che le linee guida di General Electric indicate come scelta per fronteggiare la crisi a livello di Gruppo sarebbero quelle di un taglio degli organici del 25%.

Questa ipotesi, che per affermazione dello stesso Amministratore Delegato, non servirebbe in GE Avio in questo momento, e che cercherà di sostenere negli incontri con i massimi vertici della capogruppo, per la Fiom-Cgil non è non sarà tollerabile. In GE Avio sono attualmente disponibili tutti gli strumenti per gestire questa lunga fase critica, e con ogni mezzo ci opporremmo a tale scelta qualora dovesse essere sciaguratamente presa.

Come Fiom-Cgil abbiamo anche chiesto che gli incontri con il Comitato Avio, stante l'attuale situazione precaria e in evoluzione, diventino il luogo dove affrontare e discutere con le Organizzazioni sindacale le misure da adottare per gestire la fase in emergenza ma anche in un quadro strutturale. Contestualmente abbiamo posto il tema, che con l'aumento dell'utilizzo della Cigo come sta avvenendo, molti lavoratori non sarebbero nella condizione di maturare i ratei degli istituti previsti dal Ccnl (Ferie – Par – Tredicesima). Su questo punto l'azienda ha ribadito la volontà di non riconoscere, nel qual caso si lavorasse meno della metà delle ore disponibili nel mese, i ratei citati.

Questa scelta non è condivisibile per la Fiom-Cgil, perché si caricano di ulteriori penalizzazioni quei lavoratori che non per causa loro, sono costretti a stare in Cassa Integrazione. La crisi deve essere spalmata, attraverso rotazioni nelle aree vere e non unilaterali su scelta esclusiva dell'Azienda, con penalizzazioni differenziate.

Un altro punto sul quale vi è stata una chiusura aziendale è quello di definire a livello nazionale un Protocollo sulle misure da adottare in tutti gli stabilimenti sul contenimento della diffusione del virus per lavorare in piena sicurezza. Alla luce del Protocollo sottoscritto tra Cgil-Cisl-Uil e Confindustria il 24 aprile scorso, ed assunto nel Dpcm del 26 aprile, troviamo inspiegabile non condividere un testo con misure uguali per tutti gli stabilimenti, come peraltro fatto in tutti i più grandi Gruppi sul territorio nazionale a partire da quelli del settore dell'Aerospazio. Un occasione persa dal punto di vista della Fiom-Cgil, che purtroppo possiamo solo spiegare con l'intenzione da parte dell'Azienda di procedere unilateralmente a livello di sito. Fare un Protocollo nazionale, da declinare a livello territoriale, serve a dare misure uguali per tutti viste le differenze che in queste settimane si sono avute nei vari stabilimenti rispetto alle misure adottate. Resta inteso che il Protocollo nazionale del 24 aprile indica in maniera esplicita che il mancato rispetto delle norme contenute nello stesso impedisce il proseguimento dell'attività lavorativa in sicurezza.

Infine apprendiamo positivamente la volontà espressa di riaprire gradualmente tutte le mense nelle prossime settimane. Crediamo che questa decisione vada nella direzione che come Fiom-Cgil abbiamo sempre sostenuto, cioè che la mensa è un diritto dei Lavoratori e come tale va ripristinato terminata la fase emergenziale per tutti.

Il giudizio che diamo come Organizzazione sull'incontro è di riconoscimento nei confronti dell'Azienda per aver rappresentato senza infingimenti l'attuale situazione critica, tuttavia la mancanza di condivisione sui temi che abbiamo posto per cercare di rendere meno pesante dal punto di vista economico per i lavoratori interessati dalla Cassa integrazioni e la non disponibilità nel concordare misure sulla sicurezza univoche, ci lasciano intendere che la gestione della fase lunga e complicata, l'Azienda starebbe valutando di farla con comunicazioni più che con scelte condivise con il Sindacato. Non ci sembra un buon preludio rispetto alla gestione di un arco temporale lungo di crisi all'interno del quale molte scelte sono ancora da prendere e molte altre saranno quelle da gestire in un quadro mai sperimentato prima d'ora.

Infine sono stati forniti gli indicatori a consuntivo del Pdr 2019 che risultano incrementare il valore del Premio. L'aumento è dovuto al positivo raggiungimento dell'indicatore finanziario raggiunto quasi al 109%, che determina l'incremento economico, mentre per gli indicatori industriali, a parte lo Stabilimento di Rivalta, siamo di fronte ad un peggioramento per gli altri siti, marcato sopratutto sullo stabilimento di Borgaretto. La somma dei due indicatori determina gli importi erogati con le retribuzioni di luglio 2020 come nella tabella seguente:

 

PDR erogati al 5° livello con la retribuzione di luglio 2019

Stabilimento

Ind. economico

Ind. industriale

Totale

Quota mensile

Saldo luglio

Borgaretto

 

 

 

€ 3215,40

€ 971,00

€ 4.186,40

 

 

 

€ 1800

€ 2.386,40

Brindisi

€ 1.028,40

€ 4.243,80

€ 2.443,80

Pomigliano

€ 1.070,60

€ 4.286,00

€ 2.486,00

Rivalta

€ 940,70

€ 4.156,10

€ 2.356,10

Bari, Cameri, Firenze Roma

€ 1.002,68

€ 4.218,08

€ 2.418,08

 

Infine l'azienda ha proposto un rinnovo del Pdr con un accordo ponte per l'anno in corso con lo stesso impianto del premio di risultato precedente. Come Fiom-Cgil abbiamo posto due temi, sui quali faremo le valutazioni all'interno della nostra delegazione nazionale, estremamente importanti: conoscere il dato dell'indicatore economico vista la situazione particolarmente critica, e che il Pdr venga riconosciuto a tutte le lavoratrici e i lavoratori a prescindere dalle ore di Cassa integrazione che saranno costretti a fare. La conoscenza dei valori su cui viene misurato il Pdr e la sua erogazione per tutti, sono i punti senza i quali diventerebbe poco sostenibile e capibile un accordo a livello nazionale.

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 12 maggio 2020

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La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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