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21 Novembre 2018
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Industria Italiana Autobus. FIOM: dopo il Mise tutti tacciono, è inaccettabile



“L’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico era servito a chiarire che i cda di Leonardo e Invitalia avevano proceduto nella direzione utile al salvataggio di Industria Italiana Autobus. Ma, l’assenza dell’attuale proprietà, che avrebbe riunito tutti i soci il giorno seguente, e la richiesta di 30 giorni per ultimare le valutazioni di FS sono le ultime informazioni ricevute.
In queste ore si rincorrono le voci più disparate su nuovi e diversi scenari da quelli comunicati dal Ministero. Non vogliamo inseguire fantasmi, ma le indiscrezioni sono frutto della mancanza di informazioni ufficiali.
Pertanto chiediamo chiarezza e comunicazioni formali, i lavoratori non possono essere lasciati all’oscuro.
La Fiom ha una responsabilità nei confronti dei lavoratori di Bologna e di Flumeri (Avellino), chiediamo di essere coinvolti direttamente e in tempi rapidi. Abbiamo il diritto di sapere per informare i lavoratori su come si è chiusa l’assemblea dei soci; ed alla luce di essa vogliamo la conferma della scelta di FS per cancellare ogni incertezza e per avviare il confronto sul piano industriale e occupazionale. Perché mentre i lavoratori italiani son fermi, gli autobus sono prodotti in Turchia e questo deve finire”. Lo dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom, Bruno Papignani segretario generale Fiom Emilia Romagna e Giuseppe Morsa segretario generale Fiom Avellino.

 

Roma, 10 novembre 2018

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