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29 Maggio 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici

Salute Ambiente Sicurezza

L'ufficio Salute Ambiente Sicurezza si occupa della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ed opera soprattutto attraverso il supporto dell'azione dei Rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori per la sicurezza della Fiom-Cgil


Salute Ambiente Sicurezza. Alte temperature - Supercaldo

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Come ogni anno, nelle prossime settimane si determineranno, secondo le previsioni meteo, condizioni climatiche caratterizzate da alte temperature che proseguiranno, salvo brevi interruzioni, per tutto il mese di giugno e luglio. Questa situazione straordinaria, caratterizzata da un eccessivo calore nei luoghi di lavoro, in quanto aggiunge al calore prodotto dalle macchine anche l'alta temperatura esterna, un tempo era di natura eccezionale e di breve periodo, mentre oggi oggi tende a prolungarsi per più settimane, a causa dei cambiamenti climatici causati dall'eccessivo riscaldamento dell'atmosfera per la notevole quantità di CO2 emessa e di conseguenza deve essere affrontata con le direzioni aziendali per tempo e adeguatamente.

È opportuno e urgente che che gli Rls gli Rlst, le Rsu chiedano alle direzioni aziendali l'immediata apertura del confronto per valutare correttamente il rischio derivante dal calore eccessivo individuando nel contempo gli interventi più adeguati da realizzare.

Per questo motivo ripubblico la nota fatta nel maggio 2016, aggiornandola e arricchendola con le indicazioni che provengono dall'INAIL che sono anche molto tecniche ma ci aiutano meglio a capire l'entità del rischio.

Il Titolo VIII del Dlgs. 81/08 tratta i criteri per la valutazione obbligatoria, da parte del datore di lavoro, dei rischi derivanti da tutti gli agenti fisici presenti, tra i quali anche quelli derivanti dalle condizioni microclimatiche degli ambienti di lavoro. Inoltre il Titolo II sempre del Dlgs 81 impone che i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti indicati nell'allegato IV del medesimo decreto, il quale al punto 1.9 fornisce delle indicazioni sulla qualità di alcuni parametri microclimatici.

Le condizioni microclimatiche sono un fattore determinante per la salubrità degli ambienti lavorativi perché determinano o no il benessere dei lavoratori.

L'organismo umano può essere paragonato ad una macchina termica alimentata da combustibili sotto forma di alimenti che vengono trasformati parte in lavoro (10-20%) parte in calore (80–90%). Ne consegue che il lavoratore per essere in grado di mantenere costante la sua temperatura interna deve poter dissipare il calore metabolico prodotto in eccesso nell'ambiente.

Quindi per mantenere la condizione di equilibrio stabile è necessario che il Bilancio Termico sia nullo, cioè la quantità di calore prodotta e assunta dall'organismo deve essere uguale a quella dissipata. Questi scambi termici tra l'uomo/lavoratore e l'ambiente hanno lo scopo di mantenere la temperatura interna dell'organismo intorno ai 37° C e avvengono attraverso varie modalità di cui la più importante è l'evaporazione. Il documento, a cui si devono attenere le imprese per la valutazione del comfort microclimatico dei lavoratori in ambienti moderati è la norma UNI EN ISO 7730.

Un ambiente di lavoro dal punto di vista del microclima può essere considerato moderato o severo.

Un ambiente di lavoro si considera “moderato” quando non esistono esigenze produttive particolari che vincolano talmente i principali parametri microclimatici (umidità, temperatura radiante, velocità dell'aria...) tali da impedire il raggiungimento del comfort.

Per ambienti “severi” si intendono quelli aventi caratteristiche produttive (forni, acciaierie, lavori all'aperto …) che determinano parametri microclimatici stressanti.

Nella formulazione del bilancio termico che deve essere effettuata da un tecnico competente intervengono parametri che si suddividono in due gruppi:

  • fattori oggettivi ambientali (temperatura, umidità, velocità dell'aria, temperatura radiante),

  • fattori legati all'individuo (calore di origine metabolica, temperatura cutanea, emissione di sudore, abbigliamento, dimensione corporea).

Le condizioni di benessere microclimatiche sono quelle per le quali il corpo umano fa intervenire i propri sistemi di auto- termoregolazione con un minimo sforzo per mantenere costante il proprio equilibrio con l'ambiente.

In attività lavorative ordinarie le condizioni di benessere si hanno per:

  • temperature estive di 24/26° C,

  • umidità relativa 45/55%,

  • velocità dell'aria 0,10/0,15 m/s

Quando le condizioni microclimatiche diventano sfavorevoli e cioè c'è un aumento della temperatura mediamente di 5 gradi rispetto ai 26 ottimali il sistema di termoregolazione del corpo umano mette in atto opportuni meccanismi di difesa che determinano l'aumento delle dimensioni dei vasi sanguigni con conseguente variazione del flusso sanguigno dalla parte centrale del corpo verso la periferia.

Questa situazione può causare lo stress da calore che comporta alle lavoratrici e ai lavoratori colpiti diversi malesseri quali: collassi, tachicardia, aumento della pressione sanguigna, cefalea, edemi agli arti inferiori, vertigini, svenimenti, crampi da calore ai polpacci,alle braccia, addome e schiena, sfinimento da calore.

È necessario che non solo gli Rls, gli Rlst ma tutte le Rsu/Rsa diano informazione della prevedibile situazione che si potrebbe determinare all'insieme dei lavoratori chiedendo di essere informati in tempo dei possibili malesseri.

L'urgenza della apertura del confronto con le direzioni aziendali per attuare le indicazioni che vengono dagli SPISAL delle ASL a fronte di queste condizioni meteorologiche non deve essere rinviato.

All'incontro devono essere presenti sia il Rspp che il medico competente per la necessaria sorveglianza sanitaria che si rendesse necessaria per i lavoratori colpiti dallo stress calorico come il capo del personale e il capo della produzione, per verificare prioritariamente se è stata realizzata una buona progettazione dei locali lavorativi in termini di isolamento, ventilazione, raffreddamento, condizionamento.

Se si accertasse che ciò non è stato realizzato chiedere che si realizzino nelle successive settimane gli interventi più urgenti o perlomeno si realizzino misure tecniche localizzate (aperture di finestre e porte, condizionatori e ventilatori a ogni postazione lavorativa), che si dia l'informazione più appropriata ai lavoratori e che si identifichino le misure che saranno previste nel piano di gestione del rischio.

L'incontro deve essere preceduto dalla valutazione del rischio per ciascun reparto, prioritariamente selezionando le aree di lavoro più calde e determinando il livello di dispendio calorico di ciascun lavoratore coinvolto, poi mappando le aree selezionate in base alla misurazione dei parametri quali l'umidità relativa, misurata con l'igrometro di cui l'azienda deve dotarsi insieme al termometro e la velocità dell'aria, per ogni ora durante tutto il turno.

La valutazione del rischio deve essere poi ripetuta per tutte le postazioni tenendo conto del dispendio energetico di ciascun lavoratore a secondo dell'attività che svolge, del calore prodotto dalla macchina a cui è addetto, dell'isolamento termico determinato dal vestiario indossato, soprattutto se c'è l'obbligo di indossare indumenti protettivi che ostacolano l'evaporazione del sudore.

Se il risultato della valutazione del rischio è alto cioè è in fascia gialla o rossa devono essere messi in atto i correttivi più idonei.

Tra gli strumenti più idonei per ridurre il rischio si devono prevedere:

  • la riduzione del dispendio energetico di ciascun lavoratore diminuendo il carico di lavoro fisico;

  • la disponibilità di una adeguata quantità (240 ml) di acqua fresca ogni 20 minuti predisposta vicino alla postazione lavorativa;

  • predisposizione di una zona di riposo condizionata o perlomeno areata e ventilata per consentire una adeguata dispersione di calore accumulata da ciascun lavoratore;

  • aumento del numero e della durata delle pause oltre quelle contrattate.

Nell'eventualità che l'azienda rifiuti di incontrarsi o di procedere nella direzione delineata, non attivando l'insieme delle azioni necessarie per prevenire lo stress da calore, ricordiamo che in base alla legge delega 123/07 sulla Tutela della salute e del Dlgs 81/08 a fronte della situazione di rischio non solo deve attivare la denuncia al Servizio di Prevenzione della ASL ma gli Rls e gli Rlst possono dare comunicazione a tutti i lavoratori interessati di sospendere immediatamente l'attività e l'azienda è obbligata comunque a erogare la retribuzione come espressamente previsto dall'articolo 1206 del Codice Civile.

 

Ufficio Salute Ambiente Sicurezza Fiom-Cgil

 

Roma, 23 maggio 2017

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Scarica questo file (1201 - Ufficio SAS supercaldo nota alte temperature 23.5.2017.pdf)Alte temperature - supercaldo101 kB23-05-2017

Salute e sicurezza. Corso di formazione per gli RLST

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Giovedì 11 maggio si è concluso con la consegna dell'attestato di partecipazione, il corso di formazione per gli RLST che dovranno operare negli ambiti territoriali ove sono presenti imprese metalmeccaniche che applicano il contratto Uniomeccanica/Confapi.

17 05 11 sas

Il corso di 80 ore, come previsto dall'art.47 del dlgs 81/08, a carattere residenziale e sviluppato su 3 moduli era iniziato martedì 11 aprile e si è svolto presso il centro di Ca' Vecchia a Sasso Marconi.

Al corso hanno partecipato 37 RLST, di cui 6 donne e 31 uomini, di quasi tutte le regioni italiane, nominati dagli Organismi Paritetici Territoriali, formati dalla FIOM e da UNIOMECCANICA , come previsto dal CCNL.

Nel corso sono state affrontate le conoscenze di base delle fonti normative in materia di tutela della salute dei lavoratori, nonché le azioni che potrà sviluppare il RLST, sia nel rapporto con i lavoratori delle piccole imprese, sotto i 15 dipendenti, dove non c’è il RLS sia di quelle con un maggior numero di dipendenti ma dove il RLS non è stato eletto ma sia con gli imprenditori delle imprese iscritte all'Ente Bilaterale Metalmeccanico. Sono state sviluppate le conoscenze in merito alla valutazione dei rischi e di alcuni rischi specifici in particolare: il rischio rumore, il rischio elettromagnetico, il rischio da stress correlato al lavoro, il rischio chimico, il rischio muscolo-scheletrico da movimentazione dei carichi e per movimenti ripetuti. Si è inoltre approfondito il comportamento da tenere nella gestione degli infortuni e delle inidoneità lavorative.

Ad arricchire queste conoscenze, sono state chiamate inoltre competenze di assoluto valore come: il dottor Morando Soffritti dell'Istituto dei Tumori “Bernardino Ramazzini “di Bologna che ha gestito la conoscenza della correlazione tra rischio chimico e ambientale e l'insorgere delle patologie tumorali e il dottor Enrico Occhipinti , ergonomo della Clinica del Lavoro di Milano che ha approfondito il tema delle patologie degli arti superiori e del rachide e la conoscenza dei metodi valutativi OCRA e NIOSH per questi rischi.

Il carattere residenziale del corso ha inoltre permesso di approfondire la conoscenza interpersonale tra tutti gli RLST in forma tale da raggiungere anche il risultato della crescita collettiva della autostima personale, fondamentale per realizzare una esperienza che sarà positiva solo se ogni RLST sarà capace di superare i tanti ostacoli che si troverà ad affrontare nel proprio percorso.

Il corso si è potuto realizzare grazie al finanziamento dell'EBM e del contributo della Fiom e di Uniomeccanica, concretizzando ancora una volta l’impegno affinché le risorse finanziarie rese disponibili dal versamento delle quote delle imprese associate a EBM venga finalizzato esclusivamente alle necessità dei lavoratori e delle imprese.

Ora serve un grande impegno delle strutture territoriali della FIOM per far funzionare gli OPT e per sostenere l'impegno degli RLST anche nel raggiungimento degli obiettivi che formuleremo nei prossimi mesi e cui comunque auguriamo un buon lavoro.

 

 

Allegati:
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Scarica questo file (1141 - RLST nota Fiom del 16 maggio 2017.pdf)Salute e sicurezza. Corso di formazione per gli RLST192 kB17-05-2017

Salute, ambiente, sicurezza. 28 aprile 2017. Workers’ Memorial Day

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Venerdì 28 aprile è la giornata internazionale Workers’ Memorial Day, cioè della salute e della sicurezza sul lavoro.

E' una data importante che viene ricordata, con varie iniziative, in tutto il mondo e anche in Italia. A fronte di una condizione lavorativa profondamente peggiorata in tutti i luoghi di lavoro e con un’organizzazione del lavoro che produce un incremento, rispetto agli anni passati degli infortuni, dei lavoratori morti e delle malattie correlate al lavoro, la Fiom valuta non utile impegnarsi nella giornata del 28 aprile in iniziative dal carattere meramente simbolico. Si richiede al contrario a tutte le strutture e alle rsu e agli rls Fiom un impegno straordinario per costruire una effettiva cultura della prevenzione, richiedendo a tutte le aziende una accelerazione nell'individuare le azioni per una effettiva e non formale applicazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro partendo dalla realizzazione di quanto definito, nel merito della tutela della salute e della sicurezza, nel contratto nazionale con Federmeccanica.

Nel merito vi inviamo in allegato, l'accordo, sottoscritto tra Fim, Fiom, Uilm della Brianza in Lombardia e Assolombarda che riunisce nei territori di Monza e Milano le imprese associate a Federmeccanica, che è un valido contributo per andare nella direzione indicata e auspicando che possa essere replicato in altri territori e realtà.

 

Fiom nazionale

Allegati:
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Scarica questo file (allegato alla nota Fiom prot 0974.pdf)accordo tra Fim, Fiom, Uilm della Brianza e Assolomba197 kB26-04-2017

Salute Ambiente e sicurezza. Corso per Rlst

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Presso la struttura di Cà Vecchia, a Sasso Marconi nei pressi di Bologna, è iniziato la scorsa settimana il corso di 80 ore, per la formazione dei 37 RLST nominati dagli OPP o OPR, gli organismi provinciali e regionali composti da Unionmeccanica-Confapi e Fiom.

Il corso si articola su tre moduli di 20, 28, 32 ore, che si realizzano in 3 settimane residenziali e si concluderà venerdì 12 maggio.

Il corso è progettato e gestito dall'OPNM (Organismo Paritetico Nazionale Metalmeccanico) che è l'organismo tecnico che opera nel campo della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori ed è parte dell' EBM (Ente Bilaterale Metalmeccanico) l'organismo bilaterale formato da Unionmeccanica-Confapi e Fiom che finanzia il corso stesso e l’attività futura degli RLST.

Il corso verte sulla conoscenza da parte degli RLST delle norme che regolano la tutela della salute dei lavoratori e sulla conoscenza dei rischi specifici presenti nel processo lavorativo, nonché delle modalità per annullarli o perlomeno ridurli in un contesto complesso quale quello delle piccole aziende ove è decisivo costruire relazioni positive e forti con i lavoratori ma anche con gli stessi imprenditori.

Alla fine del corso i 37 RLST nominati in tutte le regioni potranno cominciare ad operare in rappresentanza dei lavoratori delle aziende, che applicano il contratto Uniomeccanica-Confapi.

I lavoratori interessati sono quelli di imprese sotto i 15 dipendenti, dove non ci sono gli RLS e quelli di imprese che pur avendo un organico superiore non hanno eletto RLS aziendale.

Riteniamo che la nomina e l'inizio dell’attività di questi nuovi RLST, a cui esprimiamo un forte augurio di buon lavoro, viste le complesse questioni che si troveranno ad affrontare rappresenti l'ulteriore impegno della Fiom, per un’efficace tutela della salute dei lavoratori ma anche la più chiara dimostrazione di come si possa realizzare una buona bilateralità utile ai lavoratori e non agli apparati che gestiscono le strutture

p. la Fiom nazionale

Maurizio Marcelli

Italdesign. Incidente mortale di un lavoratore alla galleria del vento della Pininfarina

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Stamattina un lavoratore di Italdesign é stato vittima di un incidente mortale nella Galleria del vento della Pininfarina a Grugliasco (To). Al momento non si conoscono ulteriori particolari.

Federico Bellono, segretario della Fiom di Torino, e Lino La Mendola, responsabile di Italdesign per la Fiom, hanno dichiarato: "Si tratta di un fatto di estrema gravità e il nostro pensiero va innanzitutto al lavoratore deceduto. Purtroppo si può morire di lavoro anche in aziende moderne e tecnologicamente avanzate come l'Italdesign.

Occorre accertare rapidamente tutte le eventuali responsabilità. Per quanti ci riguarda i delegati della Fiom faranno tutto quanto è nelle loro possibilità, innanzitutto gli Rls, cioè i rappresentanti per la sicurezza."

 

Torino, 7 aprile 2017

Salute, ambiente, sicurezza. Amianto: benefici previdenziali per i lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario

Salute, ambiente, sicurezza. Amianto: benefici previdenziali per i lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario

Art. 1 c. 277 legge 208/2015. – Circolare INPS n. 68 del 6/04/2017-

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Scarica questo file (PR 17- 413 BENEFICI PREVIDENZIALI PER I LAVORATORI DEL SETTORE DELLA PRODUZIONE )Salute, ambiente, sicurezza. Amianto: benefici previdenziali 522 kB26-04-2017

Corso per Rlst a Cà Vecchia (Sasso Marconi)

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Gli appuntamenti del secondo e terzo modulo del corso che stiamo tenendo al centro congressi di “Cà Vecchia”, a Sasso Marconi.

Il secondo modulo si conferma che si terrà da martedì 2 a venerdì 5 maggio, chiedendo a tutti il sacrificio e la cortesia di arrivare, tra le 12,30 e le 13,00 del 2 maggio, alla stazione ferroviaria di Sasso Marconi o per chi viene in auto direttamente a Cà Vecchia. I treni da Bologna partono alle 12,04 con arrivo alle 12,29 e alle 12,37 con arrivo alle 13,03. Alla Stazione si conferma la presenza della navetta che condurrà a Cà Vecchia in tempo utile per fare il check per mangiare un leggero pasto e iniziare cosi il corso alle 14,00. E' evidente che faranno eccezione a questa richiesta chi di voi viene dalla Calabria, dalla Sicilia, dalla Sardegna, da Aosta, da Bolzano e da Trento in quanto potrete arrivare prima, o dopo, comunque entro le 14,00.

La conclusione del corso è prevista per le ore 17,00 di venerdì 5, in modo tale che utilizzando le navette predisposte si possa prendere il treno delle 17,31 con arrivo a Bologna alle 18,02 salvo chi deve arrivare lontano che può predisporre diversi orari.

Il terzo modulo prevede delle modifiche nella sua organizzazione; infatti per il sovrapporsi di altri e concomitanti appuntamenti abbiamo la necessità, non eludibile, di cancellare la conclusione del corso prevista per la giornata di venerdì 12.

Il corso si concluderà quindi giovedì 11 secondo gli orari previsti per la conclusione del secondo modulo.

La giornata viene recuperata anticipando l'inizio del corso da martedì 9 a lunedì 8 con arrivo a Cà Vecchia la domenica sera del giorno 7.

Senza limiti Senza confini. Assemblea nazionale su salute e sicurezza [VIDEO + MATERIALI]

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L’Assemblea nazionale Salute e Sicurezza

venerdì 31 marzo a Reggio Emilia,

Centro Internazionale Loris Malaguzzi, viale Ramazzini 72/a

 

Evento in calendario con mappa

 

Relazione introduttiva di Maurizio Marcelli

 

Video dell'assemblea nazionale

prima parte https://youtu.be/yn4OpaYjYVQ

 

 

seconda parte https://youtu.be/Pm6rcXnhtXQ

 

video commedia canadese "Safety at work" sottotitoli in Italiano

https://youtu.be/O2lpeFk_eoM

 

 

 

Allegati:
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Scarica questo file (0806 - SAS ringraziamenti e documentazione Assnaz Rls.pdf)Ringraziamenti229 kB07-04-2017
Scarica questo file (0806 (allegato)- 31_Reggio Emilia_EBM_Over.pdf)Slides sul lavoro anziano presentate dalla dottoressa Riva1547 kB07-04-2017
Scarica questo file (0568 - Nota SAS su assemblea del 31 marzo 2017.pdf)Nota su Assemblea nazionale185 kB10-03-2017
Scarica questo file (17_03_31-Assnaz-Sas2.jpg)Locandina A3689 kB10-03-2017
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Assemblea nazionale Salute e Sicurezza Fiom-Cgil. Relazione introduttiva di Maurizio Marcelli

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Assemblea nazionale Salute e Sicurezza Fiom-Cgil.

Reggio Emilia, 31 marzo 2017

 

Relazione Introduttiva di Maurizio Marcelli

 

Il titolo di questa nostra assemblea vuol dire che l'impegno per il completo benessere psico fisico del lavoratore e non solo la mancanza di malattie, come è stato scritto nell'atto fondativo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1947 è senza limiti e confini. Non ci possono essere differenze e barriere nell'impegno per il benessere del lavoratore della grande azienda come di quella di piccole dimensione, tra i lavoratori del nord e quelli del sud, tra il tecnico, l'impiegato e l'operaio, tra il lavoratore garantito e quello precario, tra il lavoratore italiano e quello migrante. La riconquista del CCNL metalmeccanico può e deve rappresentare per tutti i lavoratori metalmeccanici il ristabilimento di una autorità solidale che può fermare la frammentazione sociale ristabilendo trattamenti e tutele unitari.

Il nuovo contratto nazionale metalmeccanico, presenta molti aspetti positivi e innovativi e in particolare negli articoli relativi alla sicurezza e alla tutela della salute dei lavoratori. Tale innovazione di contenuti, ci obbligherà a un profondo cambiamento nelle modalità di confronto con le aziende e con i lavoratori e determinerà inevitabilmente nuove e positive relazioni tra il sindacato e le imprese, se queste ultime ne sapranno cogliere la positività. L'innovazione contrattuale si sostanzia nella definizione di una nuova fase nella azione di tutela della salute e della sicurezza. Fondata, più che sull'applicazione delle norme, comunque sempre necessarie, sulla valorizzazione delle rappresentanze: gli RLS ma anche le RSU e sulla partecipazione e protagonismo dei lavoratori, con l'obiettivo di non giocare più, calcisticamente parlando, di rimessa, subendo poi i gol, ma sempre di più in un continuo gioco di attacco.

Oggi ritengo esaurita la stagione, di stampo riformistica, innovativa e in raccordo con le normative europee, iniziata negli anni 90 con l'approvazione della Legge 626 nel 1994 e nel 2007, con la legge delega 123 e poi nel 2008, con il Decreto legislativo 81, in cui la funzione sindacale nel campo della salute si è concretizzata nell'affidare agli RLS la funzione di controllo della sicurezza e della tutela della salute nei luoghi di lavoro, per l’applicazione piena delle norme e, laddove queste non venivano applicate chiedendo l’intervento dei Servizi di Prevenzione delle ASL e delle altre strutture di vigilanza.

Questa architettura che mette insieme norme, comportamenti, strutture, che dovrebbero, applicate congiuntamente, realizzare la cultura della prevenzione stenta a permanere e ad affermarsi. Ci sono segnali di un drammatico ritorno al passato, come è dimostrato dall'alto e progressivo aumento del numero degli infortuni gravi e dei lavoratori che sono morti, anche nel settore industriale. Sono infortuni che colpiscono in egual misura giovani lavoratori, perlopiù precari e inesperti e lavoratori esperti ma ormai anziani con la pensione lontana e obbligati a continuare a lavorare a causa della Legge Fornero, magari con patologie varie che non sono più in grado di lavorare con l’attenzione necessaria in un contesto di aumento dei carichi e dei ritmi di lavoro, come viene sempre più richiesto dalle imprese. Contestualmente sta aumentando il riconoscimento delle malattie correlate al processo produttivo, pur a fronte dei comportamenti inaccettabili dell'Inail, che respinge tante richieste di riconoscimento con argomentazioni “ risibili “ per obbligare il lavoratore alla rinuncia o all'azione legale.

Si deve prendere atto che ci troviamo di fronte a una fase dove le idee e i processi organizzativi presenti in tante imprese, associate alle decisioni dei governi e che non vengono contrastati con nettezza e adeguatamente, anche dal sindacato, stanno smantellando progressivamente le normative, realizzate nei decenni passati, rendendo di fatto debole sia le tutele sul lavoro che la più generale azione sindacale per l'affermarsi dei diritti e per il controllo della prestazione lavorativa.

Tali negativi processi sono partiti dall’Europa, attraverso varie direttive e hanno trovato piena evidenza in Italia anche per i colpevoli ritardi nella completa applicazione del Dlgs 81/08, come per esempio con la non esistenza del Sinp, la piattaforma informatica con funzione di data base, con tutti i dati relativi alla tutela della salute e alla sicurezza lavorativa, che l'INAIL non ha ancora provveduto a realizzare, dopo 9 anni dalla prevista data di inizio della sua funzione. Nessuno denuncia questo comportamento come semplicemente vergognoso, come nessuno valuta criticamente le sempre più estese procedure standardizzate e le certificazioni, autorizzate dal Ministero del Lavoro che con “semplicismo” interpretativo stanno manomettendo parti rilevanti del Testo Unico, in nome dell'alleggerimento delle procedure per la sicurezza.

Tale azione di smantellamento si è aggravata anche con la continua riduzione delle risorse finanziarie destinate alle regioni per la sanità. Le regioni, tutte, hanno scaricato queste riduzioni finanziarie in particolare sulle strutture di prevenzione, con una percentuale di risorse destinate a questo settore pari mediamente solo al 4,1% delle intere risorse destinate alla sanità per ogni singola regione e riducendole ulteriormente per i funzionamenti degli Spisal. Questo quadro incide negativamente sulle condizioni di salute delle persone e dei lavoratori in particolare e le conseguenze si incominciano a vedere drammaticamente. Infatti se nel 2014 la speranza di vita media per gli uomini è stata di quasi 81 anni e per le donne di 85, nel 2015 assistiamo a un calo, anche se di pochi mesi, ma con un trend significativo:la speranza di vita si colloca tra gli 80 anni per gli uomini e 84 anni per le donne con una speranza di vita per chi lavora nell'industria metalmeccanica che è sempre di 5 anni in meno della media nazionale. Queste riduzioni delle speranze di vita sono i risultati negativi causati dai mancati investimenti nelle strutture pubbliche di prevenzione, non più adeguate e per la riduzione della possibilità di spesa delle persone che impedisce il loro accesso alle strutture di prevenzione a carattere privato. Il Servizio Sanitario Nazionale, a carattere universale, nato nel 1978 è seriamente messo in discussione; per esempio solo dal 2010 al 2014 i governi che si sono succeduti hanno provveduto a ridurre la spesa sanitaria da 112,5 miliardi a 110,5. Siamo un paese che ha il primato della longevità ma anche di una “cattiva” vecchiaia per le malattie che non sono state prevenute in tempo, pensiamo alle malattie cardiovascolari, o alle molte forme tumorali o alle malattie muscolo scheletriche.

In questo quadro non si può più continuare nella pratica sindacale di questi anni, di fatto inefficace, non all'altezza di una dura e necessaria battaglia contro lo smantellamento continuo, della sanità pubblica, della prevenzione generalizzata e in particolare sui luoghi di lavoro. Come risulta inefficace l’azione che è stata messa in atto per la tutela dei lavoratori da rischio dell’amianto che si individua oggi a una presenza ancora generalizzata in tutti i luoghi di lavoro, con le Asl, le Arpa che quasi mai intervengono per imporre alle imprese le bonifiche o almeno la protezione dell’amianto contro lo sfibramento del tempo, e per i lavoratori non c’è nemmeno il risarcimento con i benefici previdenziali perché si dovevano fare entro il 2005 le domande di accesso, ma forse a quel tempo non si sapeva della presenza dell’amianto. Penso che la Cgil debba promuovere una proposta unitaria per una forte battaglia in difesa del welfare e in particolare del Servizio Sanitario Nazionale. Ma noi che siamo la categoria sindacale che rappresenta i lavoratori metalmeccanici abbiamo la responsabilità di far si che tutti i metalmeccanici siano messi in condizione di poter difendere la propria salute. Un sindacato o è capace contro le sperequazioni sociali di mettere in grado tutti i lavoratori di tutelare la propria condizione, la propria salute e di prevenire così le malattie, o perde di valore e di utilità; penso che la definizione della nuova Metasalute che interviene per la prevenzione per tutti i lavoratori metalmeccanici sia un potente strumento per andare in questa direzione.

Noi dobbiamo superare la cultura e la pratica della continua richiesta di una corretta applicazione delle norme quando invece le norme vengono cancellate o si disapplicano in maniera estesa e continuativa in quasi tutti luoghi di lavoro e dove si afferma la cultura dell'impunità per le scarse risorse delle strutture di vigilanza.

Molti programmi aziendali sulla sicurezza sono fondati non sul rispetto integrale delle norme ma sui comportamenti individuali e presumono che quando avvengono gli infortuni o si conclamano patologie derivanti dal lavoro siano conseguenza di atti e comportamenti pericolosi commessi dalle lavoratrici e lavoratori stessi. Questi programmi suppongono che gli incidenti siano causati da errori umani e di conseguenza si imputa ai lavoratori la loro responsabilità, facendo ricorso sempre più spesso alle sanzioni disciplinari come misura correttiva. Inoltre questi programmi sono concepiti in forma tale da scaricare i componenti delle direzioni aziendali da qualsiasi responsabilità. Questi programmi e l'ideologia che li permeano non sono nuovi ma vennero ideati nel 1930 dal signor Heinrich un dirigente di una società assicurativa statunitense che cosi pensava di risolvere il problema degli indennizzi a fronte degli incidenti sul lavoro; oggi queste idee che erano cadute in disuso sono ritornate di moda sotto la spinta dell'affermarsi dei modelli organizzativi toyotisti e sono propagandati nel mondo dalla società di consulenza Dupont.

Noi dobbiamo respingere queste idee delle aziende, coinvolgendo i lavoratori, tutelandoli soprattutto per le contestazioni disciplinari riguardanti i propri comportamenti. Oggi la Fiom pensa che sia arrivato il momento di riprendere autonomamente, come organizzazione sindacale e come rappresentanza dei lavoratori la funzione di controllo della sicurezza nell'attività lavorativa e di assenza di rischi per la salute agendo contrattualmente sull'organizzazione del lavoro e sugli ambienti lavorativi. Perché intendiamo ribadire che gli infortuni e le malattie non sono risultato di comportamenti individuali sbagliati ma che sia al contrario la organizzazione di lavoro e gli ambienti di lavoro non corretti che producono danni e malattie. Questa scelta significa che non si possono più sottoscrivere accordi per premi di risultato che fanno riferimento ai comportamenti dei lavoratori per la riduzione degli infortuni, o che prevedono “ricompense” o “benefit” o premi fondati sui comportamenti, che portano gli stessi lavoratori a non dichiarare l’infortunio o scambiare un incidente in una malattia.

La tutela della salute non deve essere considerata più solo come l'impegno degli specialisti della sicurezza del sindacato, gli RLS o come quello dei professionisti della salute: ergonomi, medici e cosi via, ma sarà il risultato dell'agire dell'insieme dei lavoratori e delle proprie rappresentanze. Devono essere le RSU che devono intervenire, attraverso la contrattazione collettiva, sono i lavoratori che devono “ridiventare” protagonisti partendo dalla propria soggettività divenendo pro attivi nella tutela della propria condizione e nel governo della prestazione lavorativa.

Questo cambiamento del nostro agire non sarà un processo facile, né rapido, ma le novità presenti nel contratto ci permettono di pensare che sia possibile agire in questa direzione. Certo le novità presenti nel contratto, nel capitolo salute, come tutti i cambiamenti si portano appresso critiche e dubbi, anche perché come sempre si poteva fare di più e meglio, ma ciò che abbiamo pattuito è assolutamente positivo e innovativo rispetto a tanti altri contratti collettivi oggi esistenti ed è innovativo per alcuni aspetti anche riguardo il dlgs 81.

Gli obiettivi che abbiamo individuato, le azioni che possiamo realizzare sono di grandissimo valore e nel momento che sono presenti nel CCNL unitariamente condiviso, non sono più un patrimonio esclusivo di questa o quest'altra organizzazione ma sono patrimonio della FIM, della FIOM, della UILM come negli anni 70 la battaglia contro la monetizzazione della nocività e la tutela della salute senza scambi fu patrimonio dell'intera FLM. Dunque l'auspicio è che si possa agire unitariamente in questo percorso in tutti i luoghi di lavoro e che si possano far vivere queste positive novità, anche nel contesto della tutela della salute dei lavoratori FCA. Un percorso condiviso che deve concretizzarsi non solo per l' impegno di Fim, Fiom Uilm ma anche per quello di Federmeccanica e fra un tempo non lontano, con la firma auspicabile del CCNL anche da Uniomeccanica. Penso che non avremmo raggiunto questi risultati se non ci fosse stata la condivisione anche da parte delle della associazione delle imprese e che oggi auspico lavorino insieme a noi per determinare le condizioni per l'applicazione del contratto in ogni azienda, partecipando a questa azione di ricostruzione dal basso di una effettiva cultura della prevenzione. Una cultura, una pratica che vedo positivamente realizzata nella costruzione dell'Osservatorio per la salute e la sicurezza a Monza, per tutte le aziende della Brianza e che vede la partecipazione oltre che di Fim, Fiom Uilm anche di Assolombarda e dell'Asl territoriale. Una condivisione positiva che colgo, anche da parte di Unionmeccanica, con la realizzazione degli enti bilaterali EBM e del OPNM frutto del rinnovo dell’ultimo contratto nazionale, che stanno offrendo a imprese e lavoratori servizi importanti che oggi si ampliano ulteriormente con la costituzione della rete degli RLST operanti nelle imprese sotto i 15 dipendenti e per quelle ove non sono presenti gli RLS.

La novità fondamentale presente nel CCNL è la volontà di rafforzare le competenze, il ruolo, la funzione del RLS, agendo su molteplici tasti: quali il miglioramento della qualità e delle metodologie dei percorsi formativi, la formale visibilità, la riaffermazione dell'obbligatorietà del confronto preventivo per individuare i rischi e per individuare le azioni utili per eliminarli. Il rafforzamento del ruolo del RLS si evidenzia anche con la consegna senza vincoli o restrizioni del DVR, o del DUVRI, per permettere a ciascun RLS di poter fare una lettura attenta e critica del documento, al fine di dare concretezza al proprio agire, non più solo teorico. In questa direzione va anche la consegna del registro delle sostanze cancerogene o mutagene utilizzate in azienda ma soprattutto il confronto con l'azienda sui mancati infortuni o quasi incidenti. Nella slides allegata si vede che un infortunio grave o mortale è solo una piccola parte che emerge di un grande iceberg che rappresenta i tanti infortuni mai avvenuti. Bisogna confrontarsi su questi quasi infortuni perché sono questi la spia della presenza delle criticità e dei rischi presenti nell'organizzazione del lavoro.

Un RLS cosi strutturato, una RSU che riconquista un sapere che gli era mancato nel passato è nella condizione di progettare una rivendicazione che diventa contrattazione aziendale all'altezza dei bisogni e delle necessità dei lavoratori ma anche dei nuovi e possibili traguardi innovativi a cui deve guardare l'azienda soprattutto con la sfida dell'industria 4.0

Agli RLS e alle RSU comunque compete l'obbligo non solo dell'impegno alla tutela della salute dei lavoratori ma di tutti. Oggi in tutta Europa la fonte primaria di malattie e morte è l'inquinamento ambientale. Gli impegni presi a Parigi nel 2015 dai capi di governo di tutto il mondo per ridurre il CO2, riducendo cosi la temperatura del clima, devono essere mantenuti non solo con un coerente impegno del governo italiano che nella Strategia Energetica Nazionale che verrà presentata nelle prossime settimane deve indicare chiaramente quali modelli energetici, produttivi, economici e sociali, intende privilegiare e realizzare convertendo i modelli di consumo, i sistemi di mobilità, l'organizzazione delle città i ma c'è anche la necessità che il sistema delle imprese investa, per reingegnerizzare la tecnologia impiegata nell'attività produttiva, non solo per renderla ambientalmente sostenibile ma per costruire nel contempo un modello di impresa industriale di qualità. In tale direzione la Fiom è impegnata consapevole del valore che avrebbe una nuova industria nazionale dell'auto che ripensa la mobilità investendo risorse e intelligenze per progettare, sviluppare e produrre l'auto elettrica. Ripensare la mobilità vorrebbe dire difendere la salute di tutti, riducendo le malattie respiratorie, cardiache e tumorali ma nel contempo vorrebbe dire anche produrre anche una sostanziale riduzione dei costi per l'approvvigionamento energetico con la autoproduzione di energia con l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili: solare, eolico, pompe di calore. Non è e non sarà spontaneo e automatico la condivisione del governo e delle imprese in tale impegno ma servirà una azione vertenziale, generale ma anche di settore e di singole imprese, come non abbiamo mai realizzato, e portata avanti e sviluppata dal fondamentalmente dalle RSU / RLS. In questa pratica, se saremo capaci di realizzarla si coniuga il nostro impegno per difendere la salute dei lavoratori come di tutti ma nel contempo si individua come sia possibile ripensare l'industria, non cancellandola o delocalizzarla verso paesi ove le donne e gli uomini non hanno ne tutele ne diritti s. E' utile a tale proposito che le strutture territoriali della Fiom e le singole RSU costruiscano rapporti permanenti con le strutture locali di Legambiente per avere supporti e competenze e con la quale abbiamo ormai consolidato un rapporto positivo nel comune impegno nella Coalizione per il Clima.

L'altra rilevante elemento presente nel contratto, in aziende di almeno 200 dipendenti è la possibilità che per reparto, aree, team, i lavoratori possano fermarsi per un tempo contrattato e pagato al 50% dall'azienda per individuare eventuali criticità e rischi e le azioni conseguenti. I lavoratori riconquistano il diritto a parlare liberamente, parlando dell'odl di quell'area, dei carichi di lavoro, della velocità della prestazione che viene richiesta, dell'ambiente di lavoro e partendo da se, con la presenza del RLS che rappresenta l'elemento di garanzia dell'autonomia e libertà di giudizio dei lavoratori e del RSPP aziendale che deve rispondere delle azioni e degli interventi necessari per eliminare i rischi individuati. L'impegno per una efficace prevenzione riparte di fatto dall’individuazione del gruppo omogeneo che è stata la grande conquista della lotte degli anni 70. E' in questo tipo di riunioni che devono emergere gli eventuali rischi che possono portare alle patologie muscolo scheletriche. Queste patologie rappresentano ormai più del 55% di tutte le patologie professionali riconosciute in tutta Europa, con una netta prevalenza delle forme che colpiscono gli arti superiori, con le tendiniti e la sindrome del tunnel carpale per la ragione che più del 63% dei lavoratori è adibito per almeno ¼ del proprio tempo a movimenti ripetitivi degli arti superiori. La prevenzione primaria delle patologie è affidata alla conoscenza e alla consapevolezza del lavoratore sui rischi presenti nella sua postazione o mansione ed è dunque fondamentale che il RLS rivendichi con forza in ogni azienda una adeguata formazione dei lavoratori per portare a conoscenza di tutti i valori limite, e le metodologie valutative dei rischi muscolo scheletrici: Ocra e Niosh

Quando la patologia si instaura e il lavoratore viene dichiarato inidoneo non deve più essere considerato come l'anticamera del licenziamento ma essere lo start per aprire il confronto negoziale con l'azienda sulla organizzazione delle postazioni individuando quelle a minor rischio.

Da questa consapevolezza e dagli impegni definiti nel contratto nazionale penso che si assegni a ciascun delegato sia esso solo RSU oppure anche RLS il testimone per aprire di nuovo la stagione della contrattazione collettiva sull'organizzazione del lavoro, sui carichi e ritmi di lavoro, sulle condizioni degli ambienti dove si lavora, per il controllo delle sostanze utilizzate nel processo produttivo, per impedire che il rischio chimico determini patologie tumorali che possono aggiungersi a quelli causati anche dal lavoro su turni di notte, sui rischi diversi per genere e per età, sui disagi psico sociali determinati da una alienazione sempre più profonda ed estesa che colpisce per le nuove forme organizzative del lavoro in egual misura operai, impiegati e tecnici e che ci deve obbligare anche a ripensare il nostro rapporto con il lavoratore, aiutandolo nella cura e nel reinserimento. A questo fine è importante che si consolidi e diventi permanente in ogni territorio il rapporto con il Patronato INCA che deve essere portato alla conoscenza dei lavoratori anche attraverso la presenza nei luoghi di lavoro.

Dobbiamo impegnarci in un grande sforzo collettivo per realizzare una contrattazione collettiva che definisca in forma chiara e esigibile le procedure che escludano il rischio lavorativo, che affermi la dignità dei lavoratori contro pressioni e ricatti di ogni genere in quanto persone e non ingranaggi di una macchina; forse proprio per questo si prova a sostituirli con i robot.

La storia umana contro tutti i tentativi non è riassumibile in un meccanicismo esasperato ma è fatta dalla soggettività delle donne e degli uomini.

L'impegno di tutti noi, della Fiom deve essere quello di continuare a farla la storia, portando avanti le nostre idee, le nostre speranze, i nostri sogni.

E' l'augurio più forte che faccio a tutti voi e soprattutto ai tanti giovani RLS/RSU.

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Scarica questo file (17_03_31-relazione_Marcelli.pdf)Salute e Sicurezza. Relazione introduttiva di Maurizio Marcelli246 kB31-03-2017

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