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23 Febbraio 2018
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Brasile. Le elezioni senza Lula sono una frode

Solidarietà a Lula

In vista della scadenza del 24 gennaio quando il tribunale di appello di Porto Alegre si esprimerà riguardo alla fondatezza della principale accusa mossa dal giudice Moro contro Lula, quella di essere proprietario di un appartamento ottenuto tramite tangenti, si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà da tutto il mondo all’ex presidente Luiz Ignácio Lula da Silva.

Non solo soggetti tradizionalmente a fianco di Lula fin da quando era alla guida della CUT come le grandi organizzazioni sindacali interazionali e nazionali, fra cui la FIOM, ma un vasto arco di personalità politiche democratiche ( fra cui 12 parlamentari del Congresso degli Sati Uniti) e di giuristi ( fra cui l'italiano Luigi Ferraioli) si sono espressi per denunciare il carattere eminentemente politico del procedimento a carico di Lula, un procedimento condotto con metodi sbrigativi e che violano i diritti umani della persona sotto indagine e con accuse che non sono suffragate da prove evidenti e che anzi sono state ampiamente confutate dal collegio difensivo dell'ex Presidente brasiliano; di cui fa parte anche l'avvocato inglese (consulente anche della Regina Elisabetta) Geoffrey Robertson, che rappresenta Lula nel ricorso presso il Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite.

Emerge insomma con grande chiarezza la finalità vera di questo processo che è quella di impedire a Lula la possibilità ricandidarsi alle prossime elezioni presidenziali dell'ottobre 2018. Un tentativo sempre più determinato e per realizzare il quale le forze protagoniste del golpe parlamentare che ha destituito Dilma Roussef e che oggi sono al governo del paese sono disposte a mettere da parte le garanzie giuridiche e regole dello stato di diritto, soprattutto a fronte dei sondaggi che continuano a dare Lula vincente e con consensi in crescita.

Anche la Fiom ha espresso a Lula la propria solidarietà e si schiera fra a fianco dei lavoratori e dei cittadini Brasiliani che intendono difendere le conquiste sociali degli ultimi dieci anni e vogliono riaffermare il ruolo del Brasile sulla scena internazionale come protagonista nel disegnare un nuovo ordine mondiale non più sottomesso agli interessi del capitale finanziario globale.

Fra i tanti pronunciamenti ci sembra significativo il manifesto “ Le elezioni senza Lula sono una frode” proposto fra gli altri dall'ex presidente dell'Uruguay Pepe Mujica. E che ha quasi raggiunto le 200.000 firme. A seguire il testo del manifesto e i primi firmatari.

 

a cura dell'Ufficio internazionale Fiom

 

Roma, 22 gennaio 2018

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