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16 Dicembre 2018
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Fiom Torino, Mussa e Graziano

IL TRIBUNALE REINTEGRA I LAVORATORI
LICENZIATI PER DISCRIMINAZIONE DALLA
MUSSA & GRAZIANO DI TORINO

La Fiom Cgil rende noto che con l’Ordinanza n. 21438 del 5/12/18 il Tribunale del lavoro di Torino ha riconosciuto la presenza di motivi discriminatori in ragione della attività sindacale svolte che comportano la nullità dei due licenziamenti intimati a inizio anno dalla Mussa & Graziano srl di Torino e la condanna dell’azienda alla reintegra dei lavoratori, al pagamento delle retribuzioni e contributi dal giorno del licenziamento arretrati oltre all’ulteriore risarcimento economico del danno non patrimoniale.
I due lavoratori, già dipendenti della società rispettivamente da 16 e da 13 anni con mansioni di “montatori” erano stati formalmente licenziati per “ragioni economiche” che la Fiom Cgil ha da subito ritenuto infondate e pretestuose, promuovendo iniziative sindacali e patrocinando i ricorsi legali.
Oggi il Tribunale ha accertato come si sia trattato di licenziamenti discriminatori, arrivati pochi giorni dopo l’iscrizione di questi lavoratori alla Fiom Cgil e alla loro disponibilità a candidarsi nella lista Fiom Cgil alle elezioni della RSU.
La Fiom Cgil di Torino esprime soddisfazione per l’esito della vicenda che conferma il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori all’attività sindacale ed il diritto a manifestare liberamente le proprie opinioni. Le avvocate Elena Poli e Elena Fava che hanno difeso i due lavoratori dichiarano:
“I due lavoratori sono stati licenziati immediatamente a ridosso dell’iniziativa intrapresa dalla Fiom Cgil al fine di promuovere l’ingresso in azienda dell’organizzazione sindacale. L’Ordinanza, ripercorrendo dettagliatamente l’intera normativa nazionale e comunitaria relativa alle ipotesi di discriminazione e le sue finalità, dimostra che, ove non ci si arresti alle apparenti motivazioni addotte dal datore di lavoro, è possibile svelarne gli intenti discriminatori ed antisindacali. In ragione di ciò il Giudice ha anche condannato la datrice di lavoro al risarcimento aggiuntivo del danno non patrimoniale subito dai due lavoratori, richiamando la recente giurisprudenza delle Sezioni Unite della Cassazione in merito al  “danno punitivo”, che non necessita di specifica allegazione e prova”.


Torino, 6 dicembre 2018                                                                                                                                                         Ufficio stampa Fiom Cgil Torino

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