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19 Novembre 2018
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L'Aquila: all'Intecs occupazione sotto ricatto

 

Quanto emerge da alcuni mezzi d'informazione sulla vicenda dei ricercatori Intecs è gravissimo. Questa azienda che veniva pubblicizzata come esempio italiano da un servizio di Ballarò di Floris ha tirato giù la maschera e ha dimostrato cosa è realmente. Leggere che in altri territori si tranquillizzano i lavoratori dicendo che le cose vanno meglio invitandoli a non farlo sapere a L'Aquila quasi a scoraggiarli dal compiere atti di solidarietà è un atto deprecabile. Ancora più grave è rassicurare i lavoratori in altri territori e all'Aquila la licenziare, anzi chiudere. Tutto sembrerebbe legato ai progetti finanziati presentati, probabilmente, alla Regione. Se sono stati avviati i licenziamenti per fare pressione sulle istituzioni, questo non è accettabile. Non abbiamo bisogno di imprenditori che infieriscono sui lavoratori e le loro famiglie, già colpiti dagli eventi sismici, con l'intento di forzare le istituzioni.
Come Fiom abbiamo già chiesto a tutte le istituzioni, Università compresa, di prendere le distanze da questa società. Avevamo ragione!
Un'azienda incapace per anni di valorizzare un patrimonio tecnologico e che ha saputo solo ricorrere agli ammortizzatori sociali, oggi fa intendere che se qualcuno si sbriga, con riferimento probabilmente alle nostre istituzioni, a dare risposta in merito ai progetti presentati, forse qualche ricercatore viene salvato. Messa così potrebbe sembrare un ricatto e i ricercatori gli ostaggi. Le nostre istituzioni non possono e non devono cedere in questa vicenda, piuttosto devono individuare imprenditori seri che siano in condizioni di restituire dignità ai ricercatori della ex Siemens e più complessivamente ad un territorio che immediatamente dopo il terremoto ha dimostrato di volersi rialzare. Vorrei ricordare che ad un mese del sisma i lavoratori metalmeccanici hanno fatto riaprire tutte le aziende lavorando, seppur in sicurezza, sotto le continue scosse, dimostrando così che la ricostruzione passava dalla ripresa lavorativa. La notizia di oggi non solo colpisce i ricercatori, ma è un' offesa per l'intero territorio. A seguito delle azioni intraprese dalle nostre istituzioni per rendere la Città di L'Aquila all'avanguardia dal punto di vista tecnologico, vedi 5g, sicuramente sarà possibile individuare imprenditori seri capaci di valorizzare un patrimonio tecnologico quale quello dei ricercatori della ex Siemens restituendo dignità ai lavoratori, alle loro famiglie e soprattutto ad una Città che con difficoltà sta rialzando la testa. Ora più che mai c'è bisogno di atti concreti per spazzare via quanto c'è di sbagliato da questa città e dare spazio a tutti quegli imprenditori già esistenti o che intendano insediarsi nel nostro territorio con l'obiettivo di fare vera impresa valorizzando le competenze e non solo per i finanziamenti.

 

strong>Alfredo Fegatelli, segretario generale Fiom-Cgil l'Aquila</strong></p>"

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